Mosca celebra il Giorno della Vittoria in versione ridotta

La parata sulla Piazza Rossa per gli 81 anni dalla sconfitta della Germania nazista si è svolta in formato ridotto sotto stretta sorveglianza, mentre entrava in vigore una tregua di tre giorni con l'Ucraina.

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Mosca celebra il Giorno della Vittoria in versione ridotta
Cremlino

Per la prima volta in quasi vent'anni la parata militare del 9 maggio sulla Piazza Rossa di Mosca si è svolta senza carri armati, missili e mezzi pesanti. Solo il tradizionale sorvolo dei caccia da combattimento e le truppe a piedi hanno sfilato davanti al presidente Vladimir Putin, in una versione fortemente ridimensionata della cerimonia che commemora la vittoria sovietica sulla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale.

La parata si è tenuta nel giorno in cui è entrata in vigore una tregua di tre giorni tra Russia e Ucraina, dal 9 all'11 maggio, annunciata venerdì dal presidente americano Donald Trump. L'accordo prevede anche uno scambio di prigionieri nel formato 1.000 contro 1.000, confermato sia dal Cremlino sia dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Trump ha detto ai giornalisti a Washington che vorrebbe vedere "una grande estensione" del cessate il fuoco, definendo il conflitto "la cosa peggiore dalla Seconda guerra mondiale in termini di vite umane" e parlando di 25.000 giovani soldati morti ogni mese. Nelle ore successive alla parata non sono stati segnalati violazioni della tregua da parte di Mosca o Kiev, anche se in seguito il ministero della Difesa russo ha accusato l'Ucraina di averla infranta, senza fornire dettagli.

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Le autorità russe hanno motivato il drastico cambio di formato con la "situazione operativa attuale" e con la necessità di rafforzare la sicurezza di fronte alla minaccia di attacchi ucraini. I commentatori della televisione di Stato hanno spiegato che gli armamenti pesanti servono di più sul fronte. Il deputato russo Yevgeny Popov ha dichiarato alla BBC che "i nostri carri armati sono occupati in questo momento, stanno combattendo, ne abbiamo bisogno più sul campo di battaglia che sulla Piazza Rossa". Al posto delle armi reali, su grandi schermi sulla Piazza Rossa e in televisione sono stati trasmessi video preregistrati che mostravano il missile balistico intercontinentale Yars, il nuovo sottomarino nucleare Arkhangelsk, l'arma laser Peresvet, il caccia Sukhoi Su-57, il sistema antiaereo S-500 e una serie di droni e pezzi di artiglieria.

Per la prima volta hanno preso parte alla parata anche soldati nordcoreani, in riconoscimento dell'invio di truppe da parte di Pyongyang per respingere l'incursione ucraina nella regione russa di Kursk. Più di mille militari che hanno servito in Ucraina hanno sfilato sulla piazza. Accanto a Putin sedevano un veterano della Seconda guerra mondiale, Svet Turunov, e Leonid Ryzhov, partecipante all'operazione militare speciale e insignito nel 2022 del titolo di Eroe della Russia.

Nel suo discorso di otto minuti Putin ha promesso la vittoria nel conflitto e ha rilanciato la narrazione che lega l'attuale guerra alla memoria della Grande guerra patriottica. "Affrontano una forza aggressiva armata e sostenuta dall'intero blocco della NATO", ha detto riferendosi ai soldati russi impegnati in Ucraina, "e nonostante questo i nostri eroi avanzano". Il leader russo ha aggiunto che "la vittoria è sempre stata e sarà nostra", citando "forza morale, coraggio, unità e capacità di sopportare ogni sfida".

La presenza di leader stranieri è stata nettamente inferiore rispetto all'80° anniversario dell'anno scorso, quando avevano partecipato 27 capi di Stato e di governo, tra cui il presidente cinese Xi Jinping e il brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Quest'anno hanno assistito alla cerimonia il leader bielorusso Alexander Lukashenko con il figlio Nikolai, il re della Malesia Sultan Ibrahim Iskandar, il presidente del Laos Thongloun Sisoulith e i presidenti di Kazakistan e Uzbekistan, Kassym-Jomart Tokayev e Shavkat Mirziyoyev. Il primo ministro slovacco Robert Fico, unico rappresentante di un paese dell'Unione europea, ha incontrato Putin al Cremlino e ha deposto fiori alla Tomba del Milite Ignoto, ma non ha partecipato alla parata. Fico ha lamentato le sanzioni europee contro Mosca e ha sottolineato l'importanza delle forniture energetiche russe per la Slovacchia.

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Le misure di sicurezza nella capitale sono state senza precedenti. Il ministero dello Sviluppo digitale ha disposto la sospensione di tutti i servizi di internet mobile e degli sms a Mosca per garantire la pubblica sicurezza. Strade chiuse, soldati armati a bordo di pickup e controlli capillari hanno caratterizzato la giornata in una città che con la regione circostante conta 22 milioni di abitanti. Diversi reporter internazionali accreditati alla parata si sono visti revocare l'accesso giovedì, con la spiegazione che solo le emittenti ospitanti avrebbero coperto l'evento a causa del formato ridotto. Parate più piccole nelle altre città sono state ridimensionate o cancellate, mentre alcuni eventi virtuali rischiavano di essere disturbati dalle interruzioni di internet.

Le autorità russe avevano avvertito che qualsiasi tentativo ucraino di disturbare la cerimonia avrebbe provocato un attacco missilistico massiccio sul centro di Kiev. Il ministero degli Esteri aveva consigliato alle ambasciate straniere e alle organizzazioni internazionali in Ucraina di evacuare il personale, e il ministero della Difesa aveva esteso l'invito ai civili. L'Unione europea ha fatto sapere che i suoi diplomatici non avrebbero lasciato la capitale ucraina nonostante le minacce. Zelensky aveva risposto con un decreto ironico che "autorizzava" Mosca a tenere la parata, dichiarando la Piazza Rossa temporaneamente fuori dalla lista degli obiettivi ucraini. "La Piazza Rossa per noi conta meno della vita dei prigionieri di guerra ucraini che possono tornare a casa", aveva scritto su Telegram. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha liquidato il decreto come "una battuta sciocca", aggiungendo che "non abbiamo bisogno del permesso di nessuno per essere orgogliosi del nostro Giorno della Vittoria".

Il ridimensionamento della parata si inserisce in un quadro di crescente difficoltà per Mosca. L'esercito russo, più numeroso e meglio equipaggiato, avanza lentamente lungo un fronte di oltre mille chilometri, ma l'Ucraina ha sviluppato droni capaci di colpire bersagli a oltre mille chilometri all'interno del territorio russo, prendendo di mira raffinerie, impianti manifatturieri e depositi militari. Negli ultimi mesi gli attacchi ucraini hanno colpito la regione di Yaroslavl, a oltre 700 chilometri dal confine, e una raffineria nella regione di Perm, a più di 1.500 chilometri. Un drone ha colpito l'edificio amministrativo della navigazione aerea della Russia meridionale a Rostov sul Don, costringendo 13 aeroporti del sud del paese a sospendere le operazioni. Secondo il ministero della Difesa russo, dopo la mezzanotte di venerdì le difese aeree hanno abbattuto 390 droni ucraini e sei missili Neptune.

Alexander Baunov del Carnegie Russia Eurasia Center, think tank con sede a Berlino, ha scritto in un'analisi pubblicata questa settimana che "una parata militare è pensata come dimostrazione di forza e coraggio, ma se si tiene di nascosto e con internet bloccato per ridurre le possibilità che un drone d'attacco ucraino possa raggiungere il sito, non dimostra altro che paura e debolezza". L'economia russa, da 3.000 miliardi di dollari, è sotto pressione e i rapporti con l'Europa sono ai minimi dalla Guerra fredda. Igor Girkin, nazionalista russo filo-bellicista oggi in carcere e critico della conduzione della guerra da parte del Cremlino, ha scritto su Telegram che "la crisi si sta ancora approfondendo gradualmente, ma qualsiasi movimento brusco può mandare l'economia, e non solo l'economia, in caduta libera", paragonando i leader russi a ufficiali più preoccupati di essere espulsi dalle loro cabine che del naufragio della nave.

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