Il Dipartimento di Giustizia si prepara a inviare circa mille osservatori ai seggi delle elezioni di metà mandato, in un numero di Stati molto più ampio del solito. Intanto ha già fatto causa a 30 Stati e al Distretto di Columbia per ottenere le liste elettorali complete e ha avvertito i funzionari statali che potrebbero essere incriminati se vi lasciassero consapevolmente iscritti cittadini stranieri.
Sono i tasselli del piano con cui l’Amministrazione di Donald Trump punta ad ampliare il ruolo del governo federale nelle elezioni. Venerdì la Corte Suprema ha consentito, almeno per il momento, l’uso di una banca dati federale per verificare la cittadinanza degli elettori. Come racconta il Wall Street Journal, molti Stati considerano ormai il governo federale di Washington come un avversario.
Dal 2025 il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha ampliato il sistema di controllo delle liste degli elettori, chiamato SAVE, collegando i dati sull’immigrazione a quelli della previdenza sociale e ad altri archivi federali. L’adesione degli Stati a questo sistema è volontaria e soltanto le autorità statali possono cancellare gli elettori dalle liste. Inoltre, una legge federale limita le rimozioni sistematiche nei 90 giorni che precedono il voto, pur non escludendo interventi su singoli casi.
Trump e i suoi collaboratori sostengono senza prove, però, che nelle liste dei più di 8.000 distretti elettorali del Paese figurino centinaia di migliaia di persone senza diritto di voto, perché straniere, decedute o trasferite. I critici contestano queste stime e osservano che i casi documentati di voto illegale da parte di cittadini stranieri sono rari.
La battaglia sulle liste elettorali
Gli Stati compilano le liste degli elettori e conservano i dati necessari per identificare con precisione gli iscritti. Le versioni pubbliche di queste liste, che il Dipartimento per la Sicurezza Interna afferma di aver usato per le proprie stime, non includono identificativi privati come il numero di previdenza sociale. Diventa così difficile stabilire se una persona segnalata dal sistema corrisponda davvero a un elettore iscritto.
La maggior parte degli Stati ha rifiutato di consegnare le liste complete, citando la tutela dei dati personali e la sfiducia nelle intenzioni dell'Amministrazione. Secondo il monitoraggio del Brennan Center, sono state respinte le cause contro 24 Stati e il Distretto di Columbia, mentre una una sentenza relativa al Michigan è stata confermata in appello. Almeno 16 Stati hanno invece consegnato le liste complete o si sono impegnati a farlo.
Trump sostiene che i controlli preliminari abbiano individuato circa 28.000 cittadini stranieri iscritti al voto. La cifra, riferita alle verifiche del Dipartimento per la Sicurezza interna su 26 Stati, riguarda però persone segnalate come potenziali cittadini stranieri, non casi accertati. "Il sistema del Dipartimento di Sicurezza Interna si è dimostrato più volte uno strumento molto imperfetto: gli amministratori elettorali dovrebbero usarlo solo come punto di partenza, non come prova definitiva della cittadinanza", ha osservato Stephen Richer, ex responsabile repubblicano delle elezioni nella contea di Maricopa, in Arizona.
Il presidente e i suoi alleati interpretano il rifiuto di consegnare i dati come un segno che gli Stati abbiano qualcosa da nascondere. Gli amministratori elettorali democratici, ma anche alcuni repubblicani, temono invece che il governo stia raccogliendo elementi da usare per contestare eventuali sconfitte. La divisione per i diritti civili del Dipartimento di Giustizia ha scritto ai responsabili elettorali di tutti i 50 Stati, avvertendoli del rischio di incriminazione se lasciano consapevolmente cittadini stranieri nelle liste. Quest’anno più di 70 cittadini stranieri sono stati incriminati per iscrizione o voto illegali, contro i 13 nei quattro anni della presidenza di Joe Biden.
Gli osservatori e lo stop alle nuove regole postali
Anche la presenza di osservatori federali ai seggi dovrebbe crescere. Il Dipartimento di Giustizia prevede di impiegare personale proveniente da diversi suoi uffici e forse da altre agenzie, mentre in passato gli osservatori erano soprattutto funzionari della divisione per i diritti civili. Nel 2024 erano stati 714 e nel 2022, 289.
A metà agosto il Census Bureau, l’ufficio federale di statistica, ha pubblicato un rapporto non firmato secondo cui oltre 24.000 persone che votarono nel 2020 risultavano, "con un alto grado di certezza", prive della cittadinanza statunitense. Il rapporto si basa sull’incrocio di registri elettorali commerciali e dati federali. Alcuni ex funzionari ne hanno però contestato il metodo ed un ex dirigente scientifico dell’ufficio lo ha definito "estremamente poco professionale".
Un’altra parte del piano si è fermata. Su impulso di Trump, il servizio postale aveva introdotto nuove regole per le schede inviate agli elettori: buste con caratteristiche specifiche, codici a barre individuali e trasmissione di dati sui destinatari. Le spedizioni non conformi sarebbero state respinte. Il 14 settembre la Corte Suprema, con il dissenso dei giudici Samuel Alito e Clarence Thomas, ha lasciato in vigore il blocco disposto da un tribunale inferiore. Le regole non potranno quindi essere applicate alle elezioni di metà mandato.
