L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato venerdì una risoluzione che invita a superare la proiezione di Mercatore, introdotta nel 1569 e ancora tra le rappresentazioni cartografiche più diffuse, a favore di mappe che restituiscano in modo più fedele le proporzioni tra le superfici dei continenti. Il testo è passato con 164 voti a favore e 1 contrario, quello degli Stati Uniti. Estonia, Georgia, Lituania, Moldova, Serbia e Ucraina si sono astenute.
On Friday, the United Nations General Assembly adopted an African proposal for a new world map, which shows countries’ true size relative to one another.
— UN News (@UN_News_Centre) September 4, 2026
In favor: 164
Against: 1
Abstentions: 6 pic.twitter.com/5BE4LUiojH
Il rappresentante statunitense ha definito la risoluzione come "superflua", mentre la vice rappresentante permanente Yaryna Ferencevych l'ha descritta come parte di un "progetto ideologico radicale" e come una delle ragioni per cui, a suo giudizio, l'organizzazione starebbe perdendo credibilità. Le risoluzioni dell'Assemblea Generale non sono vincolanti: nessuno Stato è quindi obbligato ad adottare una nuova proiezione né gli viene impedito di continuare a usare quella di Mercatore. L'obiettivo è soprattutto influenzare l'istruzione e le rappresentazioni cartografiche di uso quotidiano, comprese quelle digitali.
Perché Mercatore altera le dimensioni dei continenti
La distorsione dipende dal metodo stesso con cui la superficie sferica della Terra viene trasferita su un piano. Gerardus Mercator ideò la sua proiezione soprattutto per facilitare la navigazione: le rotte a direzione costante vi appaiono come linee rette. Il prezzo di questa caratteristica è una deformazione crescente delle superfici man mano che ci si allontana dall'equatore. Le regioni tropicali appaiono quindi relativamente più piccole, mentre quelle alle alte latitudini risultano molto ingrandite.
Sulla carta, per esempio, l'Africa può sembrare di dimensioni paragonabili alla Groenlandia, mentre la sua superficie è in realtà circa 14 volte maggiore. La campagna #CorrectTheMap, sostenuta da una petizione che ha raccolto oltre 11.000 firme, sottolinea la differenza osservando che nel territorio africano potrebbero essere contenuti Stati Uniti, Cina, India, Giappone, Messico e buona parte dell'Europa, lasciando ancora spazio.
La campagna dell'Unione Africana
L'Unione Africana aveva aderito alla campagna per abbandonare la proiezione di Mercatore nell'agosto 2025 e aveva poi affidato al Togo il compito di portare la questione alle Nazioni Unite. La risoluzione sostiene che le rappresentazioni cartografiche fortemente sproporzionate, e in particolare quella di Mercatore, abbiano avuto conseguenze durature sul piano cognitivo, educativo, culturale, geopolitico e socioeconomico, contribuendo a ridurre nell'immaginario collettivo la percezione delle reali dimensioni dell'Africa.
"Questa non è una discussione politica, è una discussione scientifica, perché esistono prove scientifiche e dobbiamo tutti accettare la realtà", ha dichiarato prima del voto il Ministro degli Esteri del Togo, Robert Dussey.
Poco prima della votazione anche la Francia si era schierata a favore della risoluzione. Il Ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha annunciato alla Sorbona che Parigi intende abbandonare la proiezione di Mercatore nelle proprie rappresentazioni ufficiali in favore di proiezioni più fedeli alle superfici reali e più vicine alle raccomandazioni dei cartografi. La decisione è stata interpretata anche nel contesto del tentativo francese di ricostruire i rapporti con le ex colonie africane. La Francia ha scelto la proiezione di Eckert IV, una proiezione equivalente che, come Equal Earth, conserva correttamente i rapporti tra le superfici.
Dalla scuola alle mappe digitali
Alla proiezione di Mercatore viene da tempo rivolta anche una critica politica e culturale. Secondo attivisti e alcuni studiosi, la sua diffusione avrebbe contribuito a consolidare una visione del mondo che sovradimensiona visivamente l'Europa e le regioni settentrionali e riduce il peso geografico del Sud globale. Da questa interpretazione nasce anche l'espressione "colonialismo cartografico". I suoi sostenitori ritengono che il modo in cui i territori vengono rappresentati possa influenzare la percezione della loro importanza politica, economica e sociale.
Una delle alternative storicamente più note fu promossa nel 1973 dallo storico tedesco Arno Peters, che rese popolare la proiezione oggi conosciuta come Gall-Peters. Pur preservando correttamente le superfici relative, quella mappa deforma sensibilmente le forme dei continenti. Equal Earth, sviluppata nel 2018, cerca invece di conciliare la conservazione delle aree con una rappresentazione visivamente più naturale delle masse terrestri.
La questione non riguarda soltanto gli attivisti. JJ Enoch, senior associate della società di consulenza sul rischio geopolitico JS Held, ha collegato la campagna alla richiesta dei Paesi africani di avere maggiore influenza nelle istituzioni internazionali e un controllo più diretto sul modo in cui il proprio continente viene rappresentato. L'adozione di una proiezione equivalente, ha osservato, offrirebbe una base più accurata per l'istruzione e avrebbe anche un valore simbolico: il peso demografico, economico e geopolitico dell'Africa non verrebbe più filtrato attraverso convenzioni cartografiche che ne riducono visivamente le dimensioni.
Il governo togolese sta preparando per il primo trimestre del prossimo anno un incontro a Lomé con Unesco, Unione Africana e aziende tecnologiche come Google Maps, con l'obiettivo di discutere l'applicazione concreta della risoluzione. "A chi chiede perché adesso rispondo: perché no?", ha detto Dussey.
