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L'FBI valuta l'IA per verificare le firme sulle schede elettorali sequestrate in Georgia
Giustizia 2 min di lettura

L'FBI valuta l'IA per verificare le firme sulle schede elettorali sequestrate in Georgia

L'agenzia ha discusso l'impiego dell'intelligenza artificiale per confrontare le firme su circa 150.000 schede elettorali sequestrate a Fulton County relative alle elezioni 2020. Gli esperti mettono in dubbio l'affidabilità del metodo.

L'FBI sta valutando la possibilità di ricorrere all'intelligenza artificiale per verificare l'autenticità delle firme su decine di migliaia di buste contenenti le schede elettorali per corrispondenza sequestrate a Fulton County, in Georgia. Lo rivela ProPublica, che ha esaminato comunicazioni interne dell'agenzia e raccolto la testimonianza di uno specialista tecnico del Bureau coinvolto nel progetto. È l'ultimo capitolo della nuova e senza precedenti indagine voluta dall'Amministrazione Trump sulle elezioni presidenziali del 2020.

Il presidente sostiene da anni, senza prove, che la vittoria gli sia stata sottratta e ha più volte puntato il dito contro la Georgia, dove fu sconfitto da Joe Biden per appena 11.779 voti. A gennaio l'FBI ha perquisito gli uffici elettorali di Fulton County, roccaforte democratica dello Stato, sequestrando centinaia di scatoloni di materiale: circa 700, secondo ProPublica. Tra i documenti figurano le buste relative a circa 150.000 schede postali, 116.000 delle quali contenevano voti per Biden.

Centinaia di analisti mobilitati

Il ricorso all'IA per il confronto delle firme era ancora allo studio alla fine di giugno, ma non è chiaro se il progetto sia stato successivamente avviato. Secondo un memorandum interno esaminato dalla testata, il Bureau ha intanto assegnato all'indagine su Fulton County 260 analisti provenienti dagli uffici territoriali di tutto il Paese. MS Now ha riferito che due di loro sarebbero stati licenziati dopo essersi rifiutati di partecipare. Tra i compiti assegnati figura anche il confronto di un elenco di 175.000 elettori con una banca dati commerciale, per verificare, tra le altre cose, se siano ancora in vita.

Il progetto prevede di confrontare le firme sulle buste con quelle presenti su altri documenti elettorali, come i moduli di registrazione al voto. Dalle comunicazioni interne emerge però che ogni firma verrebbe comparata con un solo campione esterno: una base troppo limitata che, secondo gli esperti, aumenta sensibilmente il rischio di segnalare false discrepanze. Gli specialisti certificati e i sistemi bancari più affidabili utilizzano normalmente diversi campioni di confronto.

Lo specialista tecnico dell'FBI ha spiegato che, disponendo di una quantità sufficiente di dati, l'analisi potrebbe risultare "abbastanza accurata". L'esito dipenderebbe però dalla soglia scelta per individuare le possibili frodi: "Spetta a chi costruisce il sistema stabilire le linee guida". Il Bureau avrebbe preso in considerazione anche prodotti commerciali sviluppati da società come OpenAI e Anthropic.

I dubbi sull'affidabilità del metodo

All'interno dell'agenzia cresce il timore che l'indagine possa risentire di pressioni politiche. Alcuni funzionari starebbero cercando di ridimensionare le aspettative, evidenziando i limiti di un'analisi delle firme condotta su una scala così vasta, mentre i vertici continuerebbero a insistere sul progetto. "Sono tutti convinti che, trovino qualcosa oppure no, andranno avanti", ha dichiarato la fonte.

Anche gli esperti del settore esprimono forti dubbi. Linton Mohammed, ex presidente dell'American Society of Questioned Document Examiners, ha ricordato a ProPublica che "le firme cambiano, a differenza del DNA o delle impronte digitali", e si è detto scettico sulla capacità dell'IA di svolgere un esame affidabile.

Studi e inchieste giornalistiche hanno inoltre rilevato che il confronto delle firme porta a respingere in misura sproporzionata le schede degli elettori appartenenti alle minoranze etniche, dei giovani, degli anziani e delle persone con disabilità. Un politologo chiamato come perito in una causa intentata in Ohio nel 2020 stimò che, per ogni scheda illegittima intercettata, ne venissero scartate 32 valide.

Le accuse degli attivisti conservatori sulla presunta mancata verifica delle firme a Fulton County, che hanno contribuito a innescare il sequestro di gennaio, erano peraltro già state esaminate. Sia un osservatore indipendente sia lo States United Democracy Center le avevano in precedenza giudicate infondate.

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Daniele John Angrisani
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Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

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