La South Carolina ferma il piano per cancellare il seggio del Dem Clyburn
Cinque senatori repubblicani si sono uniti ai democratici bloccando la ridefinizione dei collegi voluta da Trump per indebolire la maggioranza democratica nera dello stato sudista alle elezioni di midterm.
Il Senato della South Carolina ha respinto martedì la proposta di ridisegnare la mappa dei collegi congressuali dello stato, un piano che puntava a eliminare l'unico seggio in mano ai democratici alla Camera dei rappresentanti, occupato da oltre tre decenni dal deputato James Clyburn. La votazione si è chiusa 29 a 17, due voti sotto la maggioranza dei due terzi necessaria per estendere la sessione legislativa e affrontare la questione del ridisegno. Cinque senatori repubblicani si sono schierati con tutti i democratici della camera, facendo fallire un'iniziativa fortemente sostenuta dal presidente Donald Trump.
Il voto rappresenta una battuta d'arresto per la strategia con cui la Casa Bianca sta cercando di blindare la fragile maggioranza repubblicana alla Camera in vista delle elezioni di midterm di novembre. I repubblicani controllano l'aula con appena 217 seggi contro 212. Trump aveva chiesto pubblicamente ai senatori dello stato sudista di approvare il provvedimento, scrivendo su Truth Social di stare seguendo da vicino la votazione e invitando il partito a essere coraggioso, sull'esempio di quanto fatto la settimana precedente in Tennessee.
Clyburn, eletto per la prima volta nel 1992, è il primo deputato afroamericano della South Carolina dai tempi della Ricostruzione e una figura di primo piano del Partito democratico. Il suo sostegno fu determinante per assicurare a Joe Biden la nomination democratica nel 2020. Il suo distretto, che ha una popolazione afroamericana intorno al 45 per cento, sarebbe stato smembrato dalla nuova mappa per disperdere l'elettorato democratico tra più collegi a maggioranza repubblicana.
A guidare la rivolta interna al partito è stato il capogruppo repubblicano al Senato statale Shane Massey, che in un lungo intervento in aula ha avvertito i colleghi del rischio di un effetto boomerang. Secondo Massey, una nuova mappa avrebbe diluito così tanto l'elettorato di base repubblicano da far perdere al partito uno dei sei seggi attualmente controllati, riducendoli a cinque su sette. Massey ha detto di aver parlato lunedì con Trump in una conversazione cordiale, ma ha mantenuto la sua posizione contraria. Ha denunciato che troppi politici, a suo avviso, fanno qualsiasi cosa pur di restare al potere e ha riconosciuto di aspettarsi ritorsioni politiche dal presidente e dai suoi alleati.
Il tentativo della South Carolina si inserisce in una più ampia battaglia nazionale sui collegi elettorali innescata da Trump. Una sentenza della Corte Suprema di due settimane fa ha indebolito il Voting Rights Act del 1965 stabilendo che l'etnia non può dettare il ridisegno dei collegi, aprendo la strada agli stati a guida repubblicana per eliminare distretti a maggioranza nera attualmente rappresentati dai democratici. Dalla scorsa estate i repubblicani hanno aumentato le proprie possibilità in quindici distretti distribuiti in sette stati, con la prospettiva di aggiungerne uno o due in Louisiana.
Il Tennessee ha già approvato la scorsa settimana una nuova mappa che cancella l'unico distretto democratico dello stato, potenzialmente consegnando ai repubblicani tutti e nove i seggi alla Camera. L'Alabama ha rinviato le primarie di quattro distretti ad agosto dopo che la Corte Suprema ha sbloccato una mappa redatta dai repubblicani nel 2023 che eliminerà uno dei due seggi a tendenza democratica. La Louisiana ha avviato le audizioni per riscrivere i propri collegi puntando a cancellare uno o entrambi i seggi a maggioranza nera in mano ai democratici. In Florida il governatore Ron DeSantis ha firmato una legge che aggiunge fino a quattro seggi favorevoli al partito, eliminando distretti attualmente controllati dai democratici.
Sul fronte opposto i democratici hanno guadagnato circa sei seggi nello stesso periodo: cinque grazie a un referendum in California, la Proposition 50, che ha temporaneamente sospeso la commissione indipendente per il ridisegno restituendo il potere all'assemblea legislativa a guida democratica, e uno attraverso una causa legale in Utah. Quattro ulteriori seggi sarebbero arrivati dalla Virginia, dove un referendum era stato approvato il mese scorso, ma la Corte Suprema dello stato ha invalidato la consultazione la scorsa settimana. Sempre martedì la Corte Suprema del Missouri ha confermato la mappa repubblicana approvata in quello stato.
Il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries ha accusato Trump e i repubblicani di voler manipolare le elezioni di midterm attraverso uno schema di ridisegno senza precedenti, sostenendo in un comunicato che la manovra nasce dal fallimento dell'amministrazione sull'economia e dall'aumento del costo della vita.
Le opzioni per i repubblicani della South Carolina non sono esaurite. Il governatore Henry McMaster, alleato di Trump, potrebbe convocare una sessione speciale del parlamento statale per riprovare l'iter, anche se il suo ufficio ha definito poco probabile questa ipotesi. In un messaggio su X, McMaster ha ricordato che la legislatura ha ancora due giorni di lavoro a disposizione per occuparsi del ridisegno. James Blair, responsabile dell'operazione politica di Trump, ha scritto sui social subito dopo la votazione che la partita in South Carolina non è finita.
I quattro principali candidati repubblicani alle elezioni per il governatore della South Carolina hanno attaccato i senatori dissidenti. La vicegovernatrice Pam Evette ha parlato di tradimento dei cittadini dello stato e di sfida diretta a Trump. Il deputato Ralph Norman ha scritto su X che nessuno dei senatori contrari dovrebbe restare in carica dopo le prossime elezioni. La deputata Nancy Mace ha sostenuto che servirebbe un governatore capace di farsi temere dal parlamento statale. I senatori repubblicani della South Carolina non sono però in scadenza fino al 2028, una circostanza che riduce il rischio immediato di ritorsioni nelle primarie. Una settimana prima del voto, cinque senatori repubblicani dell'Indiana che a dicembre avevano affondato un analogo piano di ridisegno erano stati sconfitti nelle primarie da sfidanti sostenuti da Trump.
L'onda di ridisegni dei collegi rischia di ridurre il numero di parlamentari afroamericani al Congresso, una rappresentanza cresciuta nei decenni proprio grazie al Voting Rights Act del 1965 e ai successivi emendamenti. Clyburn, intervistato dalla CNN nei giorni scorsi, si è detto fiducioso di poter vincere comunque la rielezione, sottolineando di voler correre sulla base del proprio operato qualunque sia la composizione finale del distretto.