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La rassegna stampa di giovedì 5 novembre 2026
Rassegna stampa 3 min di lettura

La rassegna stampa di giovedì 5 novembre 2026

Un'onda democratica travolge Camera, Senato e governatori; i mercati festeggiano e il petrolio crolla sotto i cento dollari, mentre nel Partito repubblicano è già scontro sulle colpe, dalla guerra con l'Iran ai fallimenti economici al denaro speso da Elon Musk

Questa è la rassegna stampa di giovedì 5 novembre 2026

I democratici conquistano il Congresso in una storica onda blu

Alle elezioni di metà mandato i democratici hanno riconquistato la Camera e il Senato e si sono aggiudicati la maggioranza dei governatori, infliggendo al presidente Trump una delle sconfitte più nette degli ultimi decenni. Il partito, a lungo diviso, si è compattato attorno a un messaggio sul costo della vita e sull'accessibilità economica, trasformando la rabbia degli elettori in un ampio vantaggio di seggi.

Fonti: Wall Street Journal, Financial Times, BBC

La resa dei conti nel Partito repubblicano

All'indomani del voto il Partito repubblicano è precipitato in una resa dei conti interna sulle cause della disfatta. Il vicepresidente Vance, in una rara rottura con il presidente, ha indicato nella guerra con l'Iran la ragione principale della sconfitta, mentre figure come il senatore Cornyn hanno accusato il partito di aver "dimenticato come si vince" sotto Trump. Lo scontro si intreccia già con le manovre dei possibili candidati alla presidenza del 2028.

Fonti: New York Times, Bloomberg, The Hill

I mercati festeggiano, il petrolio crolla

Wall Street ha archiviato la sua giornata migliore da agosto dopo l'esito del voto, con il Dow Jones in forte rialzo mentre gli investitori riposizionavano i portafogli su vincitori e perdenti della nuova fase politica, penalizzando i titoli legati all'intelligenza artificiale. Il prezzo del petrolio è scivolato sotto i cento dollari al barile, trainato dalle speranze di una distensione e della fine della guerra in Medio Oriente.

Fonti: Financial Times, Wall Street Journal, Financial Times

Trump davanti alle scelte sulla guerra con l'Iran

Dopo aver riconosciuto che il conflitto con l'Iran è costato caro ai repubblicani, il presidente Trump si trova ora di fronte a opzioni tutte problematiche: tornare a bombardare, negoziare un accordo o mantenere lo status quo del blocco navale e delle sanzioni. Secondo gli analisti il voto ha ridotto la probabilità di un nuovo attacco immediato, ma Teheran, che ha rivendicato la vittoria, potrebbe irrigidire le proprie richieste scambiando la debolezza politica del presidente per debolezza militare.

Fonti: Axios, Bloomberg

Lo scontro interno ai democratici sull'agenda

Con una maggioranza molto ampia alla Camera, i democratici si dividono già su come usarla: l'ala progressista spinge per misure ambiziose come il "Medicare for All", mentre i centristi puntano su un programma più misurato contro il caro vita e la corruzione. Sul tavolo della nuova maggioranza ci sono soprattutto il ripristino dei crediti d'imposta dell'Affordable Care Act e il ribaltamento dei tagli alla sanità pubblica.

Fonti: Axios, The Hill

Il Texas volta le spalle ai repubblicani

Tra i risultati più clamorosi c'è la svolta del Texas, dove i democratici hanno strappato ai repubblicani un seggio al Senato e la carica di governatore, con l'elezione di Gina Hinojosa. Il senatore Ted Cruz ha definito "tsunami blu" la valanga di voti e ha avvertito che "i texani ne pagheranno le conseguenze", mentre in diversi Stati i democratici hanno conquistato le assemblee legislative ottenendo il pieno controllo del governo locale.

Fonti: The Hill, The Hill, The Hill

A Los Angeles Raman batte la sindaca uscente Bass

La consigliera comunale Nithya Raman, esponente dell'area socialista democratica, è proiettata come nuova sindaca di Los Angeles dopo aver battuto la sindaca uscente Karen Bass, fermata dopo un solo mandato. La vittoria, per circa ventiseimila voti, mette alla guida della seconda città degli Stati Uniti una figura della sinistra del partito.

Fonti: The Hill, Bloomberg

I soldi della Silicon Valley non bastano

La costosa campagna da circa seicento milioni di dollari finanziata dai giganti della tecnologia, con Elon Musk in prima fila, non ha prodotto i risultati sperati e si è rivelata un fallimento. L'ostilità verso l'intelligenza artificiale e la Silicon Valley ha anzi alimentato il consenso per i democratici, mentre in diversi Stati sono passate misure referendarie contro i grandi centri dati, con possibili conseguenze finanziarie per le aziende del settore.

Fonti: Financial Times, BBC, Semafor

Zelensky sente gli inviati americani prima dei colloqui con la Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di aver parlato per novanta minuti con l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e con Jared Kushner, genero del presidente Trump, in vista dei colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. L'incontro è previsto per il 10 e 11 novembre e punta a mettere alla prova le possibilità di una tregua.

Fonti: The Hill

3M, maxi-accordo da 7 miliardi sui "forever chemicals"

Il colosso manifatturiero 3M ha accettato un accordo da 7,35 miliardi di dollari per chiudere le cause di risarcimento legate ai danni alla salute provocati dai cosiddetti "forever chemicals", le sostanze chimiche utilizzate nelle schiume antincendio. L'intesa arriva dopo migliaia di contenziosi relativi a queste sostanze, associate a tumori e disturbi del sistema immunitario.

Fonti: The Hill

Il contenuto di questa rassegna stampa è stato integralmente realizzato tramite un sistema di intelligenza artificiale. Se noti eventuali errori o imprecisioni, ti invitiamo a segnalarceli inviando un'email a [email protected].

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