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La fiducia dei consumatori americani sfiora il minimo storico: pesano benzina e guerra
Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale.
Economia 29 min di lettura

La fiducia dei consumatori americani sfiora il minimo storico: pesano benzina e guerra

L'indice dell'Università del Michigan è sceso a 48,1, peggio che durante la crisi petrolifera degli anni Settanta e la pandemia di Covid-19. Salgono anche le aspettative d'inflazione, uno degli indici più osservati dalla Federal Reserve che ha appena rialzato i tassi.

A settembre la fiducia dei consumatori americani è scesa al secondo livello più basso mai registrato. Secondo i dati definitivi dell’Università del Michigan, l’indice si è fermato a 48,1 punti, il 7% in meno rispetto ad agosto e il 12,7% in meno rispetto a un anno fa. Il dato è leggermente migliore della stima preliminare, ma conferma un pessimismo vicino ai minimi della serie, avviata nel 1952. Il valore più basso risale a maggio di quest’anno, quando l’indice toccò 44,8 punti.

Il pessimismo attraversa entrambi gli schieramenti politici. "Dalle interviste emerge un ampio consenso, da un capo all’altro dello schieramento politico: le prospettive economiche sono peggiorate dall’inizio dell’anno", ha spiegato Joanne Hsu, direttrice dell’indagine. Dopo un calo particolarmente marcato a settembre, la fiducia dei repubblicani è inferiore del 20% rispetto a gennaio 2026; quella dei democratici del 13%.

Fiducia dei consumatori
Gli americani non sono mai stati così pessimisti: il 2026 ha già quattro dei cinque valori più bassi dal 1952
A settembre l’indice dell’Università del Michigan è sceso a 48,1 punti. Pesano il caro benzina, spinto anche dalla guerra contro l’Iran, e il timore che l’inflazione non rallenti.
L’indice della fiducia dei consumatori, mese per mese
Settembre 2026
48,1
punti (base: 1966 = 100)
Indice Sotto il vecchio minimo
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Solo maggio 2026, con 44,8 punti, ha fatto peggio di settembre. Prima di quest’anno il minimo storico era di 50,0 punti, nel giugno 2022, in piena ondata inflazionistica.
Il pessimismo cresce tra i repubblicani e tra i democratici
Calo della fiducia rispetto a gennaio 2026, per orientamento politico. La barra piena è il livello di gennaio.
Rispetto a gennaio 2026 la fiducia dei repubblicani è scesa del 20%, quella dei democratici del 13%.
«Dalle interviste emerge un ampio consenso, da un capo all’altro dello schieramento politico: le prospettive economiche sono peggiorate dall’inizio dell’anno.»Joanne Hsu, direttrice dell’indagine
Settembre tra tutti i mesi rilevati dal 1978
Ogni trattino è un mese, collocato in base al valore dell’indice: più a sinistra, più pessimismo. In arancio i mesi del 2026.
Dal 1978 a oggi l’indice ha una media di 83,6 punti. Il massimo è di 112,0 (gennaio 2000), il minimo di 44,8 (maggio 2026).
Un gallone di benzina costa il 42% in più di un anno fa
Prezzo medio nazionale di un gallone (3,79 litri) al 24 settembre, in dollari, confrontato con lo stesso periodo del 2025.
Un gallone di benzina costa in media 4,48 dollari, contro i 3,16 di un anno fa. Il gasolio è arrivato a 6,51 dollari, il livello più alto mai registrato.
Gli americani si aspettano un’inflazione al 4,6% nei prossimi dodici mesi
Inflazione attesa dai consumatori, valore mediano in percentuale. Prima della guerra con l’Iran l’attesa a un anno era al 3,4%.
Tra un anno Nei prossimi cinque anni Obiettivo della Fed
Le aspettative d’inflazione a un anno sono salite dal 4,0% di agosto al 4,6% di settembre; quelle a cinque anni dal 3,3% al 3,4%.
La Fed ha alzato i tassi per la prima volta dal 2023
Intervallo dei tassi di riferimento della Federal Reserve, in percentuale. Il rialzo del 16 settembre interrompe una serie di sei tagli cominciata nel 2024.
Il 16 settembre la Fed ha alzato i tassi di un quarto di punto, nell’intervallo tra il 3,75% e il 4%, con un voto unanime.
Fonte: University of Michigan, Surveys of Consumers (dati definitivi di settembre 2026; serie mensile dal 1978, rilevazioni trimestrali dal 1952); AAA, prezzi medi nazionali al 24 settembre 2026; Federal Reserve, comunicato del 16 settembre 2026.

Benzina e inflazione pesano sulle aspettative

I rincari del carburante aggravano la pressione sui bilanci familiari. Secondo l’AAA, il 24 settembre un gallone di benzina costava in media 4,48 dollari, contro i 3,16 di un anno prima. Il gasolio è tornato vicino al record raggiunto nei giorni precedenti. La guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno contribuito alla risalita dei prezzi energetici. "Il fattore principale sono ovviamente i prezzi più alti di benzina e gasolio", ha detto alla CNN Gus Faucher, capo economista del gruppo bancario PNC. "La gente se ne accorge ogni volta che fa il pieno".

Sono aumentate di conseguenza anche le aspettative d’inflazione: quelle a un anno sono passate dal 4% di agosto al 4,6%, il livello più alto da giugno. Prima dell’inizio del conflitto con l’Iran, a febbraio, erano al 3,4%. Le aspettative a 5 anni sono salite al 3,4%, dopo tre mesi consecutivi al 3,3%. Sono segnali molto delicati per la Federal Reserve, che il 16 settembre ha alzato i tassi di un quarto di punto, portandoli nell’intervallo tra il 3,75% e il 4% con un voto unanime: i consumatori prevedono che la pressione sui prezzi durerà ancora ben sopra il livello target del 2% della Banca Centrale.

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