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Il Pentagono ha taciuto su decine di feriti americani nella guerra con l'Iran
Politica estera 10 min di lettura

Il Pentagono ha taciuto su decine di feriti americani nella guerra con l'Iran

Tre attacchi iraniani in Giordania, avvenuti nella settimana precedente al raid costato la vita a due soldati, non erano mai stati resi noti. Dal 28 febbraio sono 17 i militari americani uccisi nel conflitto.

Nella settimana precedente all'attacco iraniano che venerdì ha ucciso due soldati americani in Giordania e lasciato un altro militare disperso, l'Iran aveva già attaccato per tre volte le forze statunitensi nel Paese. Secondo alcuni funzionari americani che hanno parlato in forma anonima con il New York Times, quei raid avrebbero anche ferito decine di militari e danneggiato diversi elicotteri. Il Pentagono, tuttavia, non ha mai informato l'opinione pubblica né degli attacchi né delle loro conseguenze.

La vicenda riporta in primo piano una delle principali tensioni che accompagnano il conflitto con l'Iran: quella tra le esigenze di sicurezza operativa invocate dal Dipartimento della Difesa e il dovere del governo di informare i cittadini sulla conduzione della guerra. Nei comunicati diffusi dopo i bombardamenti della scorsa settimana contro i siti militari iraniani, lo U.S. Central Command ha descritto le operazioni come una rappresaglia per gli attacchi di Teheran alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, senza mai menzionare gli attacchi subiti dalle basi americane nella regione, comprese quelle in Giordania.

Guerra USA-Iran · Trasparenza

La guerra con l’Iran che il Pentagono racconta a metà

Due soldati uccisi venerdì in Giordania e un terzo sabato in Iraq portano a 17 i militari americani caduti dal 28 febbraio. Ma sui tre attacchi subiti dalle basi in Giordania nella settimana precedente il Dipartimento della Difesa non ha detto nulla.

Militari americani caduti dall’inizio degli attacchi contro l’Iran
0
caduti dal 28 febbraio 2026
a cui si aggiunge un militare disperso in Giordania
Quasi 5 mesi di guerra a fasi alterne Ultimo briefing di rilievo: inizio maggio
Il bilancio dell’ultima settimana
Quello che il Pentagono ha detto, quello che ha taciuto
Comunicato
2 soldati uccisi venerdì in un attacco con missili e droni su una base in Giordania; 1 militare disperso
4 feriti ricoverati in ospedali giordani e poi dimessi; altri, in numero non precisato, già tornati in servizio
1 militare morto sabato nel nord dell’Iraq nella detonazione controllata degli ordigni di un drone iraniano abbattuto
Taciuto
3 attacchi iraniani alle basi USA in Giordania nella settimana precedente, mai resi pubblici
Decine di militari feriti e diversi elicotteri danneggiati in quei raid, secondo funzionari citati dal New York Times
Il numero degli obiettivi colpiti ogni giorno in Iran, che il Central Command ha smesso di comunicare
Quanto la guerra ha ridotto le scorte americane di armamenti critici: mai chiarito dall’Amministrazione
Il comando sostiene che pubblicare i dati sui feriti aiuterebbe Teheran a valutare l’efficacia dei propri missili e droni.
Gli ultimi sette giorni
Settimana dell’11 luglioNon comunicato
L’Iran colpisce tre volte le forze americane in Giordania. Decine di feriti ed elicotteri danneggiati: il Pentagono non ne dà notizia.
Venerdì 17 luglio2 caduti · 1 disperso
Missili balistici e droni iraniani colpiscono una base in Giordania: due soldati dell’esercito uccisi, un militare risulta disperso.
Sabato 18 luglio1 caduto
Un militare muore nel nord dell’Iraq durante la detonazione controllata degli ordigni inesplosi di un drone iraniano abbattuto.
Domenica 19 luglio
Il Central Command riferisce di aver rinvenuto altri resti umani non identificati nel luogo dell’attacco, dove proseguono le ricerche del disperso. Gli esami sono in corso.
Fonte: U.S. Central Command; New York Times Dati aggiornati al 19 luglio 2026

Un funzionario militare ha spiegato che il Central Command non è tenuto a divulgare informazioni sui feriti, soprattutto quando questi possono tornare rapidamente in servizio. Un altro ha indicato una ragione più esplicita: rendere pubblici quei dati consentirebbe a Teheran di valutare con maggiore precisione l'efficacia dei propri missili balistici e droni e di calibrare i successivi attacchi contro le basi mediorientali nelle quali sono schierati migliaia di soldati americani. Per lo stesso motivo, il comando ha smesso di comunicare il numero degli obiettivi colpiti ogni giorno in territorio iraniano.

Cinque mesi di guerra avvolti nel riserbo

La reticenza riguarda ormai l'intera strategia militare. Dal fallimento della fragile tregua, il Pentagono ha fornito pochissime informazioni sull'andamento di una guerra che, a fasi alterne, dura da quasi 5 mesi: l'ultimo briefing di rilievo risale all'inizio di maggio. L'Amministrazione Trump non ha chiarito quanto il conflitto abbia ridotto le scorte americane di armamenti critici e costosi, né in quale misura l'Iran sia riuscito a preservare o ricostruire le proprie capacità missilistiche.

Con i due soldati dell'esercito uccisi venerdì in Giordania e il militare morto sabato nel nord dell'Iraq durante la detonazione controllata degli ordigni inesplosi di un drone iraniano abbattuto, salgono a 17 gli americani caduti dall'inizio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio. Domenica il Central Command ha inoltre riferito di aver rinvenuto altri resti umani non identificati nel luogo dell'attacco in Giordania, dove proseguivano le ricerche del disperso. Gli esami per stabilirne l'identità sono ancora in corso.

I protocolli prevedono che i nomi dei caduti vengano diffusi soltanto 24 ore dopo la notifica ai familiari, mentre le identità dei feriti non sono normalmente rese pubbliche. Sabato il comando ha comunicato che 4 militari rimasti feriti nell'attacco di venerdì erano stati ricoverati in ospedali giordani e successivamente dimessi. Altri soldati, senza precisarne il numero, avevano riportato ferite lievi ed erano già tornati in servizio. Il comunicato non conteneva invece alcun riferimento ai feriti dei tre attacchi precedenti.

In una breve telefonata a NewsNation, il presidente Donald Trump ha affermato che i soldati sono morti "al servizio del nostro Paese" e ha ribadito l'obiettivo principale della guerra: impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha scritto sui social che la morte dei due militari non farà altro che rafforzare la determinazione degli Stati Uniti.

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