Il governatore del Kentucky verso la candidatura alla Casa Bianca
Jonathan Martin, columnist politico di POLITICO, analizza la strategia presidenziale di Andy Beshear e la sua sfida al favorito Gavin Newsom in un lungo reportage da Frankfort.
Andy Beshear sta già correndo per la presidenza degli Stati Uniti. Il governatore del Kentucky non lo dice apertamente, ma Jonathan Martin, senior political columnist di POLITICO, lo dimostra in un'analisi dettagliata pubblicata dopo un'intervista esclusiva a Frankfort. Beshear ha assunto strateghi nazionali, ha una teoria precisa su come vincere le primarie democratiche del 2028 e ha persino lanciato una critica neanche troppo velata al favorito Gavin Newsom, governatore della California.
Martin spiega che Beshear ha già costruito una strategia a due pilastri. Il primo è l'eleggibilità. "Sono un tipo che ha vinto tre elezioni consecutive a livello statale in uno stato Trump più-30", ha detto Beshear riferendosi alla sua vittoria come attorney general prima di diventare governatore. Il messaggio è chiaro: i democratici vogliono qualcuno che possa battere J.D. Vance, e lui è l'unico che ha dimostrato di vincere in territorio profondamente repubblicano. Kentucky ha dato a Trump un vantaggio di 30 punti, eppure Beshear governa da due mandati.
Il secondo pilastro della strategia, secondo l'analisi di Martin, è ancora più interessante. Beshear scommette che nel 2028 il paese sarà esausto. "Entro il 2028, il paese sarà stanco", ha detto al giornalista. "E saranno così stanchi di quello che ha fatto Trump, che l'idea di avere una versione democratica di Trump è più di questo: è estenuante". È una critica diretta a Newsom, che ha costruito la sua popolarità nazionale combattendo Trump con le sue stesse armi, rispondendo colpo su colpo sui social media e con dichiarazioni aggressive.
Martin sottolinea che Beshear rifiuta questo approccio. "Non credo nel rispondere a Trump come Trump", ha detto il governatore, spiegando che quando una persona urla e tu inizi a urlare anche tu, nessuno riesce più a sentire niente. Privatamente, riporta Martin citando fonti vicine a Beshear, il governatore descrive la corsa alla nomination come una gara di cavalli su più giri - quale altra metafora userebbe un abitante del Kentucky? - e crede che Newsom si stancherà prima del traguardo.
L'analisi di Martin evidenzia come Beshear abbia dati concreti a supporto della sua tesi. I suoi consiglieri hanno mostrato al giornalista sondaggi Gallup dell'autunno scorso che dimostrano che oltre la metà dei democratici vuole leader che cercano compromessi e solo il 15 per cento preferisce chi "si attiene alle proprie convinzioni rischiando l'inazione". Beshear non è l'unico a fare questa scommessa: Rahm Emanuel ha detto ad Axios che ci sarà "un'ala della resistenza dominata da Gavin" e "un'ala del rinnovamento" che lui vorrebbe guidare.
Sul piano delle politiche, Martin nota che Beshear non propone una svolta centrista radicale come fece Bill Clinton, altro governatore del Sud, nel 1992. Si definisce "un democratico pro-business e pro-sindacati che ha posto il veto a una legge anti-trans". Ha spiegato di credere fermamente nei diritti delle persone, ma di passare l'80 per cento del suo tempo su lavoro, infrastrutture, sanità, sicurezza pubblica e istruzione. Quando gli è stato chiesto dove si discosta dall'ortodossia del partito, Beshear ha criticato l'eccesso di regolamentazione citando la legislazione dell'era Biden per espandere la banda larga: "Cinque anni dalla sua approvazione, e non c'è ancora un centimetro di fibra nel terreno".
Il columnist di POLITICO evidenzia però anche la sfida centrale che ogni aspirante candidato democratico moderato deve affrontare: vincere gli elettori afroamericani. Beshear ha raccontato a Martin di aver bandito la statua di Jefferson Davis dal Campidoglio dello Stato, firmato una legge che rende Juneteenth una festa statale e costruito un nuovo ospedale nell'enclave afroamericana sottosservita di Louisville. "Parte del lavoro con la comunità afroamericana è il riconoscimento che non sarò mai in grado di sentire il peso del razzismo, di Jim Crow, delle cicatrici che ancora si portano", ha detto. "E penso che se lo ammetti, e sei disposto ad avere queste conversazioni, puoi costruire fiducia".
Martin conclude la sua analisi sottolineando un dettaglio rivelatore: Beshear quest'anno è presidente della Democratic Governors Association, un ruolo che gli permetterà di viaggiare per il paese facendo campagna negli stati in bilico e raccogliendo fondi negli stati democratici. Quando il giornalista gli ha chiesto se stesse correndo per la vicepresidenza o per un posto da attorney general nella prossima amministrazione democratica, Beshear ha negato definendolo "cinico e sbagliato". Martin suggerisce di tornare su questa frase nel 2029.