Il direttore della CIA in visita a Cuba mentre l'isola affonda nella crisi energetica
Ratcliffe ha incontrato i vertici dell'intelligence cubana per consegnare il messaggio del presidente Trump: dialogo solo se L'Avana farà cambiamenti fondamentali. Blackout e proteste sull'isola.
Il direttore della Central Intelligence Agency, John Ratcliffe, ha incontrato giovedì 14 maggio all'Avana i vertici dell'intelligence cubana, consegnando di persona un messaggio del presidente Donald Trump: gli Stati Uniti sono disposti ad aprire un dialogo serio su economia e sicurezza solo se Cuba accetterà cambiamenti sostanziali. È la seconda visita di un direttore della CIA nell'isola dalla rivoluzione guidata da Fidel Castro nel 1959.
La riunione si è svolta nella sede del Ministero dell'Interno cubano. Per L'Avana erano presenti il Ministro dell'Interno Lázaro Álvarez Casas, il capo dei servizi segreti Ramón Romero Curbelo e Raúl Rodríguez Castro, nipote dell'ex presidente Raúl Castro. Un funzionario della CIA, che ha parlato a Reuters in forma anonima, ha riferito che le due delegazioni hanno discusso di cooperazione di intelligence, stabilità economica e questioni di sicurezza. Sullo sfondo c'è la richiesta americana che Cuba non diventi più un rifugio sicuro per gli avversari di Washington nell'emisfero occidentale. Il funzionario non ha però precisato a quali avversari si riferisse né quali cambiamenti concreti gli Stati Uniti chiedano al governo cubano.
L'incontro arriva in una fase di forte tensione tra i due Paesi. A fine gennaio Trump ha firmato un decreto che definisce Cuba, distante circa 150 km dalle coste della Florida, come una "minaccia straordinaria" per gli Stati Uniti. Da allora Washington ha inasprito le sanzioni e imposto di fatto un blocco petrolifero contro l'isola, già sottoposta all'embargo americano dal 1962. Il presidente ha anche minacciato dazi contro qualsiasi Paese che venda o fornisca petrolio a Cuba.
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— CIA (@CIA) May 14, 2026
L'isola, che conta 9,6 milioni di abitanti, sta attraversando una crisi energetica ed economica senza precedenti. Il Ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha annunciato in televisione che Cuba ha esaurito le scorte di gasolio e olio combustibile e che la rete elettrica è ormai in condizioni critiche. Proprio giovedì mattina 7 province su 15 sono state scollegate dalla rete nazionale; a fine giornata, 4 non erano ancora state riallacciate. La centrale termoelettrica Antonio Guiteras, principale impianto elettrico del Paese, è andata fuori servizio per una perdita alla caldaia. Da gennaio è arrivata una sola petroliera russa, e il suo carico è ormai esaurito.
L'Avana, il messaggio di Trump passa dalla CIA
Il direttore dell'agenzia, John Ratcliffe, ha consegnato di persona al governo cubano la richiesta americana di "cambiamenti fondamentali". È la seconda visita di un capo dell'intelligence Usa sull'isola dalla rivoluzione del 1959, mentre Cuba affronta la peggiore crisi energetica della sua storia.
I protagonisti di un incontro storico
Ratcliffe ha consegnato un messaggio del presidente Trump alla controparte cubana. Le due delegazioni hanno discusso di cooperazione di intelligence, stabilità economica e sicurezza.
Gli Stati Uniti chiedono che Cuba non sia più un rifugio sicuro per gli avversari di Washington nell'emisfero occidentale.
Un'isola al buio: blackout senza precedenti
La centrale termoelettrica principale è fuori servizio. Le riserve di gasolio e olio combustibile sono esaurite. La protesta arriva fino alle strade dell'Avana.
La centrale termoelettrica Antonio Guiteras, principale fornitore di elettricità del Paese, è ferma per una perdita alla caldaia. A San Miguel del Padrón centinaia di residenti hanno bloccato le strade battendo pentole e chiedendo il ritorno della corrente al grido di "accendete le luci".
Pressione economica e aiuti fuori dal controllo dell'Avana
Washington affianca sanzioni e dazi a un'offerta umanitaria da 100 milioni di dollari, pensata per aggirare il governo cubano. Sullo sfondo, il parallelo con il Venezuela evocato da un funzionario della CIA.
Le tappe che hanno portato a un incontro storico
Le visite della CIA a L'Avana segnano momenti di svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba. Quella di Ratcliffe arriva dopo l'operazione che ha portato alla caduta di Maduro in Venezuela.
I blackout, che possono superare le venti ore al giorno, hanno provocato all'Avana la più grande notte di protesta dall'inizio della crisi, nel mese di gennaio. Centinaia di residenti sono scesi in strada nel quartiere di San Miguel del Padrón, battendo pentole, incendiando bidoni della spazzatura e bloccando le vie al grido di "accendete le luci".
Mercoledì il dipartimento di Stato americano ha rinnovato un'offerta di aiuti da 100 milioni di dollari destinati al popolo cubano, a condizione che la distribuzione avvenga attraverso la Chiesa Cattolica e altre organizzazioni umanitarie indipendenti, senza passare dal governo dell'Avana. Il pacchetto include anche terminali Starlink per ampliare la connettività dell'isola e ridurre il monopolio statale su internet. La settimana scorsa il Segretario di Stato Marco Rubio aveva sostenuto che L'Avana avesse respinto una precedente offerta dello stesso tipo, accusa negata dalle autorità cubane.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha scritto su X che il governo è pronto a esaminare la proposta e che, se rispetterà gli standard internazionali degli aiuti umanitari, non incontrerà ostacoli. Ha però aggiunto che un alleggerimento del "blocco" americano sarebbe il modo più semplice e rapido per aiutare l'isola. Il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha invece chiesto di conoscere i dettagli dell'offerta, precisando di non sapere se gli aiuti saranno in denaro o in beni materiali. Le autorità cubane hanno respinto anche l'inclusione del Paese nella lista americana degli Stati sponsor del terrorismo e hanno negato la presenza sull'isola di basi militari o di intelligence straniere, in riferimento alle accuse statunitensi sull'esistenza di stazioni di ascolto cinesi.
Il funzionario della CIA precedentemente citato da Reuters ha paragonato la situazione cubana a quella del Venezuela, dove l'ostilità tra Washington e Caracas è stata sostituita da una cooperazione più o meno aperta dopo l'operazione militare americana di gennaio che ha rovesciato Nicolás Maduro, poi trasferito negli Stati Uniti per affrontare accuse di narcotraffico. Maduro si è dichiarato innocente. Trump aveva minacciato che, dopo il Venezuela, "Cuba sarebbe stata la prossima". Ratcliffe aveva visitato Caracas dopo quell'operazione per incontrare la presidente ad interim Delcy Rodríguez.
La CBS News ha riferito inoltre che il dipartimento di Giustizia americano si prepara a incriminare l'ex presidente Raúl Castro (che oggi ha 94 anni) per l'abbattimento, nel 1996, di due aerei dell'organizzazione umanitaria Brothers to the Rescue in acque internazionali. Nello stesso giorno Washington ha salutato con soddisfazione la liberazione della dissidente Sissi Abascal, condannata a 6 anni di carcere per aver partecipato alle proteste antigovernative dell'11 luglio 2021. Secondo l'ONG Cubalex, Abascal, membro del movimento Damas de Blanco, lascerà ora il Paese per andare in esilio.