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I Dem puntano sul Kansas, che non elegge un loro senatore dal 1932
Tony Webster, 2025, Flickr, CC BY 2.0
Elezioni 4 min di lettura

I Dem puntano sul Kansas, che non elegge un loro senatore dal 1932

Il principale super PAC dei Dem investirà 5 milioni per Adam Hamilton, in parità con il repubblicano Marshall. Nel partito però c'è chi teme di togliere fondi agli Stati decisivi.

I democratici hanno deciso di spendere in Kansas, uno Stato che non elegge un loro senatore dal 1932. Venerdì Senate Majority PAC, il principale super PAC dei democratici al Senato, ha annunciato che investirà 5 milioni di dollari per sostenere il pastore Adam Hamilton contro il senatore repubblicano Roger Marshall. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme senza limiti a sostegno di un candidato, a patto di non coordinarsi con la sua campagna. "Il divario in Kansas si sta chiudendo", ha detto in un comunicato la portavoce del comitato, Lauren French.

La decisione arriva dopo settimane in cui i repubblicani hanno già speso molto per difendere il seggio. Secondo il New York Times, il partito ha promesso 14 milioni di dollari per salvare Marshall, mentre per la CNN quasi 10 milioni sono già destinati agli spot televisivi. Questa settimana il Cook Political Report, una delle principali società di analisi elettorale non schierate, ha spostato la sfida tra quelle in bilico. Un sondaggio New York Times/Siena della settimana scorsa ha trovato i due candidati in parità, in uno Stato che il presidente Trump aveva vinto con 16 punti di vantaggio nel 2024. Anche i sondaggi interni dei democratici mostrano Hamilton in condizione di vincere.

Hamilton, 62 anni, è stato iscritto al Partito repubblicano fino a febbraio, quando è passato tra gli elettori non affiliati e ha cominciato a valutare una candidatura da indipendente. La presidente dei democratici del Kansas, Jeanna Repass, gli ha scritto un messaggio per chiedergli di candidarsi con il suo partito. Lui ha accettato. È il fondatore della Church of the Resurrection, che con 24.000 fedeli è la più grande congregazione metodista degli Stati Uniti. "Adam arriva, attraverso la Chiesa metodista, in angoli dello Stato dove non ho nemmeno le sezioni di contea del partito", ha detto Repass al New York Times.

Nei comizi Hamilton attribuisce i problemi economici del Kansas a Marshall e al suo sostegno a Trump. Critica l'amministrazione per i tagli alla sanità e, cosa rara per un democratico, per la crescita del debito pubblico. Ha paragonato il Senato ai personaggi del "Mago di Oz", dicendo che gli mancano un cervello, un cuore e il coraggio. Parla più volentieri delle Scritture che di politiche pubbliche: quando una donna gli ha chiesto come risolverebbe i problemi della sanità, ha risposto che stava leggendo il più possibile sull'argomento invece di dare "una risposta fasulla". Nelle interviste ha faticato a spiegare la sua posizione su temi come l'intelligenza artificiale.

Il suo tono conciliante sembra funzionare con i democratici moderati e con i repubblicani delusi da Marshall e da Trump. Lo appoggiano due ex governatori repubblicani, Bill Graves e Mike Hayden, mentre gli altri due ancora in vita, Sam Brownback e Jeff Colyer, sono rimasti neutrali. "Un democratico tradizionale non avrebbe questo effetto", ha detto al New York Times David Kerr, repubblicano ed ex presidente del Senato del Kansas, che ha organizzato un suo evento a Hutchinson. Hamilton si tiene lontano dai democratici di Washington: si definisce un "democratico dallo spirito indipendente" e ha già detto che non sosterrà Chuck Schumer come leader del partito al Senato. Secondo la CNN, la sua campagna ha anche rifiutato l'offerta di un senatore democratico in carica di fare campagna con lui.

Marshall, 66 anni, ginecologo ed ex deputato, ha vinto il seggio nel 2020. Alcuni repubblicani a Washington e in Kansas sono insoddisfatti di come ha risposto allo sfidante: ha raccolto 2,5 milioni di dollari di contributi individuali, contro gli oltre 4 milioni di Hamilton. Il senatore accusa Hamilton di essere "troppo woke", ma deve rispondere alle domande sul tempo che passa nella sua casa in Florida, che ha detto di aver appena venduto. Gli spot contro di lui citano un'inchiesta del New York Times secondo cui ha fatto causa a centinaia di pazienti per fatture non pagate: 81 di loro sono stati arrestati per non essersi presentati in tribunale.

Pesa anche l'economia di uno Stato fortemente agricolo. A settembre la guerra con l'Iran ha portato il gasolio al record di 6,52 dollari al gallone, facendo salire i costi dei trasporti e delle macchine agricole (in Kansas oggi costa poco meno di 6 dollari). Gli allevatori si sono opposti al piano dell'amministrazione di abbassare il prezzo della carne eliminando i dazi sulle importazioni. Hanno protestato anche contro le retate contro l'immigrazione che hanno tenuto a casa i lavoratori durante la macellazione. La Kansas Livestock Association, l'associazione degli allevatori, aveva appoggiato Marshall nel 2020 ma questa volta non sosterrà nessuno. "Avevamo alcune preoccupazioni sulle posizioni del senatore Marshall", ha detto al New York Times il suo amministratore delegato, Matt Teagarden.

I repubblicani contano sul fatto che alla fine il loro elettorato tornerà a votare per il partito. "I soldi non saranno un problema, il punto è se i repubblicani andranno a votare", ha detto Rob Fillion, direttore esecutivo del Partito repubblicano del Kansas. Secondo lo stratega repubblicano David Kensinger, la tendenza conservatrice dello Stato è così forte da compensare il malcontento per i prezzi e per il presidente: potrebbe essere la sfida per il Senato più combattuta degli ultimi 50 anni e finire comunque con la rielezione di Marshall. I democratici però hanno già vinto in Kansas di recente: la governatrice Laura Kelly è al secondo mandato e nel 2022 gli elettori hanno respinto con ampio margine un emendamento costituzionale che avrebbe escluso il diritto all'aborto.

L'investimento ha sorpreso una parte del Partito democratico. Finora Schumer e il comitato elettorale dei senatori democratici avevano concentrato i fondi, inferiori a quelli dei repubblicani, sulle sfide decisive per la maggioranza: North Carolina e Georgia, dove i repubblicani hanno ridotto la spesa, il Michigan da difendere e i seggi da conquistare in Maine, Ohio, Iowa, Alaska e Texas. Ora nel partito si parla di possibilità reali anche in South Carolina, in Mississippi e in Nebraska. Schumer ha detto ai finanziatori che la corsa in Mississippi merita attenzione. Bernie Sanders sta spendendo soldi propri in Florida.

Non tutti sono d'accordo. Alcuni temono che i soldi spesi in Kansas vengano tolti a Stati decisivi come Michigan e Ohio. "Non abbiamo ancora vinto in Iowa, Ohio, Texas o Alaska", ha detto alla CNN uno stratega democratico che lavora sulle sfide per il Senato. Altri chiedono più fondi per New Hampshire e Minnesota, due seggi tradizionalmente democratici dove i repubblicani hanno candidati noti e spendono molto. In Minnesota l'ex giornalista sportiva Michele Tafoya sfida la vicegovernatrice Peggy Flanagan. Kamala Harris aveva vinto lo Stato solo di 4 punti nel 2024. Il comitato elettorale dei senatori democratici ha fatto sapere che fino al voto "terrà aperte tutte le opzioni", nei limiti delle risorse disponibili.

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