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I Dem chiedono al direttore dell'FBI di annullare il viaggio in Russia prima delle midterm
Il direttore dell’FBI Kash Patel interviene al Centro internazionale di cooperazione di polizia in Virginia, giugno 2026. Credito: Foto FBI, via DVIDS — pubblico dominio.
Sicurezza e Difesa 4 min di lettura

I Dem chiedono al direttore dell'FBI di annullare il viaggio in Russia prima delle midterm

Raskin e Himes chiedono al direttore dell'FBI di rinunciare alla visita, attesa la prossima settimana. Secondo l'Atlantic anche dentro il Bureau c'è allarme per un viaggio di cui nessuno conosce lo scopo.

Jamie Raskin e Jim Himes, i principali esponenti democratici rispettivamente nelle Commissioni Giustizia e Intelligence della Camera dei Rappresentanti, hanno chiesto formalmente al direttore dell'FBI Kash Patel di annullare il viaggio in Russia che, secondo le informazioni disponibili, dovrebbe iniziare la prossima settimana, a circa tre settimane dalle elezioni di metà mandato. "Nell'interesse della sicurezza nazionale, le chiediamo di riconsiderare la sua decisione. Annulli questo viaggio", hanno scritto in una lettera datata 5 ottobre e ottenuta dall'Atlantic. Secondo la rivista, Patel non ha risposto alla lettera e l'FBI non ha confermato pubblicamente la visita. Né l'agenzia né la Casa Bianca hanno risposto alle richieste di commento.

La giornalista Sarah Fitzpatrick racconta però che, quando in estate è emersa la notizia del viaggio, molti dipendenti dell'FBI hanno reagito con perplessità e preoccupazione. Funzionari in servizio ed ex funzionari le hanno riferito di tentativi finora vani di convincere i vertici a cancellare la visita. Quando quelle iniziative non hanno ottenuto risposta, alcuni si sono rivolti al Congresso.

In tutto, 17 persone tra funzionari in servizio, ex funzionari dell'FBI, del Dipartimento di Giustizia e dell'intelligence e altre fonti a conoscenza della situazione hanno espresso all'Atlantic forti preoccupazioni per una serie di decisioni che, a loro giudizio, indicano legami sempre più stretti tra l'Amministrazione Trump e il governo di Vladimir Putin. Patel ha intentato una causa per diffamazione contro la rivista e proprio Fitzpatrick, chiedendo 250 milioni di dollari di risarcimento. La giornalista aveva riferito di episodi di consumo eccessivo di alcol e assenze senza spiegazione che, secondo i colleghi citati nell'inchiesta, potevano esporre il direttore a rischi con conseguenze per la sicurezza nazionale.

Christopher O'Leary, ex alto dirigente della divisione antiterrorismo dell'FBI, considera singolare la scelta del momento per il viaggio. Anche perché, ha spiegato, i vertici dell'agenzia stanno facendo pressione sugli agenti affinché trovino riscontri a teorie del complotto sulle elezioni che i servizi russi amplificano costantemente. "Se ci fosse una reale preoccupazione per le interferenze nelle nostre elezioni, il direttore dell'FBI dovrebbe essere negli Stati Uniti a guidare il lavoro giorno e notte", ha detto O'Leary, anziché recarsi a Mosca.

La collaborazione con Mosca e i "partner non tradizionali"

Da quando ha assunto la guida dell'FBI, nel febbraio 2025, Patel ha adottato nei confronti di Mosca un approccio diverso da quello dei predecessori, cercando ambiti di collaborazione come il contrasto alla criminalità violenta transnazionale e alle frodi informatiche. Ad agosto, in alcune interviste a Reuters, ha illustrato il nuovo rapporto con i "partner non tradizionali", ovvero Russia e Cina, e descritto un'ampia cooperazione non pubblicizzata con le autorità russe.

"Siamo pienamente consapevoli del loro atteggiamento ostile su molte questioni", aveva detto. "Ma se possiamo ottenere risultati a vantaggio dell'America, allora dobbiamo dialogare". Politico aveva rivelato a luglio i preparativi del viaggio: secondo la testata, Patel dovrebbe visitare prima Mosca e poi San Pietroburgo, probabilmente ospite dell'FSB, il servizio di sicurezza russo erede del KGB. Nelle audizioni al Congresso, però, Patel aveva indicato la Russia tra gli Stati che rappresentano le maggiori minacce per l'FBI.

A settembre ha dichiarato che gli arresti nelle indagini di controspionaggio sono aumentati del 53%, citando anche casi legati alla Russia. Circa tre settimane fa ha partecipato all'annuncio delle accuse contro cinque persone sospettate di aver preso parte a un piano dei servizi russi per uccidere un dissidente negli Stati Uniti. Per anni, tuttavia, Patel ha ripetuto, come Trump, che le interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016 fossero una "bufala", contraddicendo le conclusioni delle agenzie americane, compreso lo stesso FBI che oggi dirige.

Altri direttori dell'FBI hanno già visitato in passato la Russia: l'ultimo era stato Robert Mueller, nel 2013, per discutere dell'attentato alla maratona di Boston e delle relative indagini. Quattro funzionari in servizio ed ex funzionari hanno però detto all'Atlantic che, in quei casi, il personale dell'agenzia aveva ricevuto informazioni molto più chiare sugli obiettivi e sull'organizzazione delle visite. A luglio il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva dichiarato di non avere informazioni sul viaggio di Patel, aggiungendo che "visite di questo tipo di solito non vengono rese pubbliche".

La visita si inserisce in un quadro di contatti sempre più frequenti tra l'Amministrazione Trump e Mosca. Gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner hanno trascorso molto tempo con Putin nel tentativo di negoziare la fine della guerra in Ucraina. Secondo ProPublica, l'oligarca russo Umar Kremlev ha pagato l'affitto di un'isola privata e uno spettacolo pirotecnico per i festeggiamenti legati alle nozze di Donald Trump Jr. Il 6 ottobre, durante una conferenza stampa a Istanbul, Kremlev ha dichiarato che il figlio del presidente gli aveva restituito il denaro speso per il regalo, aggiungendo di considerare il rimborso superfluo. Venerdì 9 ottobre, infine, il presidente ha annunciato a sorpresa un accordo con Putin sul diesel russo, che aggira le sanzioni americane.

Le richieste del Congresso e i rischi per la sicurezza

Nella loro lettera, Raskin e Himes chiedono perché il direttore dell'FBI debba visitare "una potenza straniera ostile che commette crimini di guerra, conduce operazioni di influenza contro le elezioni americane, lancia attacchi informatici contro le nostre infrastrutture critiche e aiuta i nostri avversari a colpire e uccidere soldati americani". "Come direttore dell'FBI, lei possiede informazioni di grande valore per gli avversari dell'America. Purtroppo la sua affinità con il governo russo non ispira fiducia nella sua capacità di proteggere quei segreti", scrivono i due deputati.

Se Patel intende davvero procedere con il viaggio, chiedono prima un incontro informativo a porte chiuse entro le 17 del 12 ottobre, le 23 in Italia. I due deputati vogliono conoscere le ragioni della visita, l'itinerario e gli incontri previsti. Chiedono inoltre dettagli sulle attività sociali in programma, sui luoghi in cui Patel trascorrerà il tempo libero e sulle persone che lo accompagneranno, compresi "privati cittadini o membri della famiglia del presidente Trump".

Anche alcuni governi di Paesi alleati non hanno ricevuto informazioni. Un alto funzionario ucraino ha detto di non essere stato informato né consultato e di non avere "idea" del motivo della visita. Un alto funzionario europeo ha invece riferito che i suoi interlocutori americani, in ambito diplomatico e di intelligence, hanno espresso preoccupazione. "Sarà un bersaglio facile per qualsiasi operazione russa di spionaggio e di influenza. Chiediamo che il viaggio venga annullato. Potrebbe essere un disastro per il nostro Paese", ha detto Raskin.

Nel frattempo, però, anche gli strumenti americani per contrastare le interferenze straniere si sono indeboliti. Secondo Julia Curlee, ex analista della CIA e già responsabile di settore al Consiglio per la Sicurezza Nazionale durante il secondo mandato di Trump, il gruppo dell'FBI incaricato di contrastare le operazioni di influenza straniera, la Foreign Influence Task Force, è stato sciolto subito dopo l'insediamento della nuova Amministrazione, nel 2025. Secondo NPR, inoltre, le squadre di controspionaggio che sorvegliano le spie straniere negli Stati Uniti hanno soltanto circa metà dei posti in organico occupati.

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