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Gallup, Dem al massimo dal 2009
Foto di Harold Mendoza / Unsplash
Politica interna 20 min di lettura

Gallup, Dem al massimo dal 2009

Il 50% degli americani si riconosce oggi nel partito o si sente più vicino ai democratici, contro il 39% dei repubblicani. A meno di un mese dalle elezioni, anche i sondaggi sul Congresso favoriscono nettamente i democratici.

Il 50% degli americani si definisce democratico o dichiara di sentirsi più vicino al Partito Democratico, mentre solo il 39% che esprime la stessa preferenza per il Partito Repubblicano. È quanto emerge dall’ultima rilevazione trimestrale di Gallup sull’identificazione di partito. Il distacco di 11 punti è il più ampio a favore dei democratici dal primo trimestre del 2009 ed il dato arriva a meno di un mese dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, nelle quali i repubblicani puntano a mantenere il controllo del Congresso.

La rilevazione non misura le intenzioni di voto, ma l’identificazione e la vicinanza politica: somma chi si riconosce in un partito e chi, pur non identificandosi con esso, dichiara di sentirsi più vicino a quel partito. Le medie trimestrali di Gallup si basano su interviste telefoniche a campioni casuali che, complessivamente, comprendono oltre 3.000 adulti residenti nei 50 Stati e nel Distretto di Columbia. Il margine di errore è di ±2 punti percentuali.

Il vantaggio nei sondaggi sul Congresso

Nelle medie dei sondaggi pubblicate da NBC News il 25 settembre, i democratici avevano un vantaggio di 9 punti nella corsa per il Congresso: il 52% contro il 43%, dopo l’adeguamento delle rilevazioni alla platea degli elettori più propensi a votare. L’emittente descriveva quel distacco come il più ampio registrato a favore del partito nell’attuale ciclo elettorale, senza segnali di recupero da parte dei repubblicani.

Il quadro resta favorevole ai democratici anche nella media di Silver Bulletin, aggiornata al 5 ottobre, assegna loro un vantaggio di 8,9 punti, che sale a 9,6 nella versione corretta per gli elettori più propensi a votare. Queste medie misurano quale partito gli americani intendono sostenere o preferiscono vedere alla guida del Congresso, prima che entrino in gioco le singole sfide e i candidati. NBC News spiega che i risultati dei singoli sondaggi possono oscillare, mentre una media permette di cogliere la tendenza generale e riduce il peso delle rilevazioni anomale.

Nate Silver, tra i più noti analisti elettorali americani, considera ormai poco probabile una vittoria repubblicana. "È una delle elezioni per cui gli indicatori sono più concordi tra quelle che ho cercato di prevedere: ogni indicatore è sfavorevole ai repubblicani", ha detto di recente nel podcast Lovett or Leave It. "Tranne forse i finanziamenti esterni, che sono l’unico elemento a loro favore". Il riferimento è alle somme spese da comitati e gruppi esterni alle campagne dei candidati.

Verso le midterm del 3 novembre
I democratici non erano così avanti sui repubblicani dal 2009
Il 50% degli americani si definisce democratico o si sente vicino al Partito Democratico; il 39% dice lo stesso del Partito Repubblicano. Il dato di Gallup arriva a meno di un mese dal voto per il Congresso.
3° trimestre 2026
Democratici
50%
+11
punti
Repubblicani
39%
È il distacco più ampio dal 1° trimestre 2009.
Trascina il dito sul grafico per leggere ogni trimestre.Passa il mouse sul grafico per leggere ogni trimestre.
In meno di due anni il margine si è spostato di 15 punti: da +4 per i repubblicani alla fine del 2024 a +11 per i democratici.
Come si legge il dato
Gli indipendenti sono il 45%, ma tre su quattro si sentono vicini a un partito
Gallup chiede prima a ciascuno come si definisce, poi agli indipendenti a quale partito si sentono più vicini. Il 50% e il 39% sommano le due risposte.
Democratici 30%, indipendenti vicini ai democratici 20%, indipendenti senza preferenza 11%, indipendenti vicini ai repubblicani 14%, repubblicani 25%.
Gli altri sondaggi
Anche nelle intenzioni di voto per il Congresso il distacco è di circa 9 punti
Gallup misura a quale partito gli americani si sentono legati, non per chi voteranno. Le medie dei sondaggi sul voto indicano però un vantaggio simile.
Gallup, identificazione di partito: democratici +11. NBC News, media dei sondaggi sul Congresso al 25 settembre: democratici +9 (52% a 43%). Silver Bulletin, media al 5 ottobre: democratici +8,9, che salgono a +9,6 tra gli elettori più propensi a votare.
«Ogni indicatore è sfavorevole ai repubblicani»
Nate Silver, analista elettorale, nel podcast Lovett or Leave It
Fonte: Gallup, medie trimestrali dell’identificazione di partito (oltre 3.000 intervistati per trimestre, margine di errore di ±2 punti); NBC News, media dei sondaggi al 25 settembre 2026; Silver Bulletin, media dei sondaggi al 5 ottobre 2026. La ripartizione degli indipendenti è calcolata da FocusAmerica per differenza su valori arrotondati e può variare di un punto.

La strategia repubblicana e le promesse di Trump

I repubblicani cercano di presentare il voto come una battaglia contro il socialismo e il comunismo. Sette candidati al Congresso sono infatti sostenuti dai Democratic Socialists of America, la principale organizzazione socialista del Paese. Altri vengono descritti come socialisti dagli avversari pur non definendosi tali: è il caso del progressista Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato in Michigan.

Il presidente Donald Trump ha intanto promesso 5.000 dollari a ogni cittadino adulto se i repubblicani riusciranno a mantenere il controllo di Camera e Senato. La settimana scorsa, durante un comizio in Ohio, ha previsto una vittoria netta. "Avranno una grossa sorpresa. È molto semplice: dovete andare a votare", ha detto ai sostenitori. "Se lo fate, vinceremo e vinceremo alla grande".

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Daniele John Angrisani
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Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

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