Detenzioni illegali nel 90% dei casi: l'attività dell'ICE travolta dalle decisioni dei tribunali

Un database di Politico mostra che i tribunali federali hanno dichiarato illegali 9 detenzioni su 10 eseguite dall'agenzia per il contrasto all'immigrazione. Contro l'Amministrazione anche molti giudici nominati dallo stesso Trump.

Share
Detenzioni illegali nel 90% dei casi: l'attività dell'ICE travolta dalle decisioni dei tribunali

In dieci mesi i tribunali federali statunitensi hanno bocciato oltre diecimila detenzioni eseguite dall'ICE, l'agenzia federale per il controllo dell'immigrazione e le dogane. Secondo un'inchiesta di Politico, che ha costruito un database delle decisioni emesse dopo l'entrata in vigore della nuova politica di espulsioni di Donald Trump, l'attuale Amministrazione ha perso circa il 90% dei casi che sono arrivati alla conclusione e ha prevalso in poco più di 1.200.

La bocciatura delle detenzioni decise dall’ICE attraversa l’intera magistratura federale. Oltre 425 giudici sono arrivati alla stessa conclusione, inclusa una maggioranza di magistrati nominati dallo stesso Trump: molti migranti sono stati arrestati senza poter esporre le proprie ragioni davanti a un giudice. Parliamo di madri con status di rifugiato ancora attivo, genitori di militari statunitensi, vittime di tratta di esseri umani. Politico documenta anche l'ormai famoso fermo di Liam Conejo Ramos, un bambino di 5 anni bloccato a Minneapolis mentre tornava da scuola.

Le detenzioni ICE bocciate dai tribunali — FocusAmerica
Detenzioni ICE · Inchiesta Politico

La linea dura di Trump sui migranti
travolta dai tribunali

In 10 mesi i giudici federali si sono pronunciati su oltre 11.600 detenzioni dell'ICE. L'Amministrazione Trump ha perso quasi 9 casi su 10, ma ora prepara la battaglia finale davanti alla Corte Suprema.

Sentenze contro l'ICE
10.380
Decisioni di tribunali federali contrarie in 10 mesi
vs
A favore dell'Amministrazione
1.230
Sentenze favorevoli al Dipartimento di Giustizia
L'Amministrazione Trump ha perso nell'89% dei casi
Esplora i dettagli
Le dimensioni della sconfitta

Non episodi isolati, ma una sconfitta sistematica

Il divario tra detenzioni annullate e confermate, e l'ampiezza del fronte giudiziario contrario al governo, descrivono una crisi legale senza precedenti recenti.

89%
Sentenze
contro l'ICE
Il dato chiave

Quasi 9 sentenze su 10 hanno dato torto all'Amministrazione Trump.

Database Politico delle sentenze di tribunali federali emesse dopo il memorandum dell'8 luglio 2025 che ha esteso la detenzione obbligatoria a milioni di immigrati residenti.

I numeri del database Politico
11.610
Sentenze totali emesse
Tutte le decisioni federali sulle detenzioni ICE compilate manualmente da Politico tra il 7 luglio 2025 e l'11 maggio 2026. Il database resta in costante aggiornamento.
425+
Giudici federali contrari
La bocciatura attraversa l'intera magistratura federale: in molti casi i migranti sono stati arrestati senza poter contestare la detenzione davanti a un giudice.
68%
Casi sulla detenzione obbligatoria
Su 10.380 sentenze contrarie all'ICE, 7.100 riguardano specificamente la detenzione obbligatoria estesa prevista dal memorandum di Lyons. Altre 3.300 si basano su motivazioni legali diverse.
10
I mesi del contenzioso
Tra i casi documentati: il bambino di cinque anni Liam Conejo Ramos fermato a Minneapolis, madri rifugiate che avevano diritto d'asilo, genitori di militari statunitensi e vittime di tratta di esseri umani.
La bocciatura è bipartisan

Anche i giudici nominati da Trump hanno dato torto all'ICE in quasi 7 casi su 10

La distribuzione delle sentenze per giudice e Presidente di nomina mostra che nessuna corrente della magistratura federale ha sostenuto la linea dell'Amministrazione. Nemmeno la propria.

Contro l'Amministrazione
A favore
Trump
1.347
623
Biden
3.286
267
Obama
2.508
85
G. W. Bush
1.641
114
Clinton
1.346
41
G. H. W. Bush
125
38
Reagan
127
62
Il dato che pesa di più

I giudici nominati da Trump hanno bocciato l'ICE in 1.347 casi, dandogli ragione solo 623 volte. Le sentenze contrarie superano quelle favorevoli con un rapporto di oltre 2 a 1.

Tre giudici, tre Presidenti diversi, una stessa diagnosi
Gary Brown
Nom. Trump
New York
Le pratiche dell'ICE non rispecchiano il modo in cui dovrebbe funzionare il sistema americano.
Harvey Bartle III
Nom. G. H. W. Bush
Pennsylvania
L'agenzia continua a violare la legge, sprecare denaro pubblico e consumare le risorse della magistratura nonostante centinaia di decisioni contrarie.
Fred Biery
Nom. Clinton
Texas
Ordinando il rilascio del piccolo Liam Conejo Ramos, ha denunciato una ricerca di potere priva di decenza umana da parte dell'ICE.
La geografia dello scontro legale

6 Corti d'Appello, 3 verdetti diversi

Le Corti federali d'Appello sono divise. Una spaccatura che avvicina sempre di più il caso alla Corte Suprema.

Le Corti d'Appello, secondo grado della giustizia federale, hanno emesso decisioni opposte sullo stesso quadro normativo. Il 5° e l'8° Circuito hanno dato ragione al governo; il 2°, il 6° e l'11° hanno respinto la linea dell'Amministrazione Trump. Il 7° Circuito è rimasto diviso.

2
A favore
del governo
3
Contro
il governo
1
Spaccata
al suo interno
Quinto Circuito
Texas, Louisiana, Mississippi
Pro governo
Ottavo Circuito
Minnesota, Iowa, Missouri e altri
Pro governo
Secondo Circuito
Sede: New York
Contro
Sesto Circuito
Sede: Cincinnati
Contro
11°
Undicesimo Circuito
Sede: Atlanta
Contro
Settimo Circuito
Illinois, Indiana, Wisconsin
Diviso
La sequenza degli eventi

Dal memorandum di Lyons alla Corte Suprema

Tocca un evento per espanderlo.

7 luglio 2025
Il memorandum di Todd Lyons
Il direttore facente funzioni dell'ICE firma il documento che estende la detenzione obbligatoria — fino a quel momento riservata a chi veniva fermato al confine — anche ai milioni di immigrati residenti negli Stati Uniti da anni, riclassificati come "soggetti in ingresso".
Estate-autunno 2025
L'ondata dei ricorsi federali
I detenuti cominciano a presentare esposti davanti ai tribunali federali, chiedendo udienze per la cauzione o il rilascio. L'ICE — secondo Politico — spesso ha ignorato o aggirato le decisioni dei giudici, trasferendo i detenuti in altri Stati per costringerli a ripartire da capo con un nuovo avvocato.
Inverno 2025-26
Le prime spaccature nelle Corti d'Appello
Il 5° e l'8° Circuito di Corte d'Appello federale si schierano con l'Amministrazione in Texas e Minnesota, dove le retate sono state più aggressive. Il 2°, il 6° e l'11° respingono invece la linea del governo. Il 7° rimane diviso.
Primavera 2026
Il caso di Liam Conejo Ramos
Il giudice texano Fred Biery ordina il rilascio del bambino di 5 anni fermato a Minneapolis mentre tornava da scuola, denunciando "una ricerca di potere priva di decenza umana" da parte dell'ICE.
13 maggio 2026
Politico pubblica il database completo
L'inchiesta di Politico ricostruisce 11.610 sentenze federali, oltre 425 giudici contrari al governo e una frattura ormai aperta nelle corti d'appello. La portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson afferma che l'Amministrazione confida nella Corte Suprema.
Fonte Politico, "10K Rulings: ICE Mandatory Detention Trump Analysis" — database di sentenze federali emesse dopo l'8 luglio 2025. Dichiarazioni di Natalie Baldassare (DOJ) e Abigail Jackson (Casa Bianca) raccolte da Politico.

Il memorandum che ha cambiato le regole

All'origine del contenzioso c'è un memorandum firmato l'8 luglio 2025 da Todd Lyons, direttore facente funzioni dell'ICE. La legge federale prevede la detenzione obbligatoria per chi chiede l'ingresso negli Stati Uniti, una norma che fino ad allora le Amministrazioni statunitensi avevano applicato soprattutto alle persone fermate al confine. Con il nuovo memorandum, invece, anche milioni di immigrati che vivevano da anni negli Stati Uniti da anni sono stati riclassificati come soggetti in ingresso e quindi sottoposti a detenzione obbligatoria, senza possibilità di cauzione.

Da quel momento i detenuti hanno cominciato a presentare ricorso davanti ai tribunali federali, chiedendo udienze per la cauzione o il rilascio in base alle proprie circostanze personali. Secondo Politico, l'ICE ha spesso ignorato o aggirato le decisioni dei giudici, anche trasferendo i detenuti in altri Stati per costringerli a ripartire da capo con un nuovo avvocato.

Le sentenze dei giudici mostrano un livello insolito di irritazione verso l'Amministrazione. Ad esempio il giudice federale Gary Brown, nominato da Trump e in servizio a New York, ha scritto che le pratiche dell'ICE non rispecchiano il modo in cui dovrebbe funzionare il sistema americano. Il giudice federale Harvey Bartle III, nominato da George H.W. Bush e in servizio in Pennsylvania, ha osservato che l'agenzia continua a violare la legge, sprecare denaro pubblico e consumare le risorse della magistratura nonostante centinaia di decisioni contrarie. In Texas, il giudice Fred Biery, nominato da Bill Clinton, ha ordinato il rilascio del piccolo Liam Conejo Ramos con parole durissime contro quella che ha descritto come una ricerca di potere priva di decenza umana.

La battaglia si sposta verso la Corte Suprema

L'Amministrazione Trump ha respinto tutte le accuse e punta ora a ribaltare il quadro giudiziario davanti alla Corte Suprema. Natalie Baldassare, portavoce del Dipartimento di Giustizia, ha detto a Politico che le sentenze dimostrano come i giudici antepongano le proprie preferenze politiche a una corretta interpretazione della legge. La portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha aggiunto che la normativa impone di trattenere gli stranieri in attesa di espulsione e si è detta certa che la Corte Suprema darà ragione all'Amministrazione.

Nelle Corti di Appello il quadro è già diviso. Due corti federali, la quinta e l'ottava, hanno dato ragione all'Amministrazione Trump in aree come il Texas e il Minnesota, dove le retate sono state particolarmente aggressive. Invece altre tre, la seconda con sede a New York, l'undicesima con sede ad Atlanta e la sesta con sede a Cincinnati, hanno invece respinto la linea del governo. Una settima corte è rimasta spaccata. Questa frattura rende quasi inevitabile l'intervento della Corte Suprema.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.