Fernando Cerimedo, consulente politico argentino definito dall’Economist "l’uomo dei MAGA in America Latina", è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Chonchocoro, vicino a La Paz, con l’accusa di tentato femminicidio. Secondo la procura boliviana avrebbe incaricato due sicari di uccidere Nadia Beller, avvocata e analista politica con cui aveva una relazione. Il 17 agosto Beller è stata colpita da tre proiettili ed è sopravvissuta. Poche ore dopo, dal letto d’ospedale, ha indicato Cerimedo come mandante in un’intervista alla rete DTV. Il giorno seguente il consulente è stato arrestato all’aeroporto di Santa Cruz, mentre stava per imbarcarsi su un volo per l’Argentina. Nega ogni coinvolgimento ed i suoi avvocati sostengono che le accuse siano parte di un complotto della sinistra boliviana.
Il Washington Post ha ricostruito il caso esaminando centinaia di pagine di atti giudiziari e le conversazioni tra i due, oltre a intervistare a lungo Beller. L’arresto ha provocato uno scandalo politico che dalla Bolivia ha raggiunto l’Argentina e Washington, riportando l’attenzione sui rapporti tra i consulenti delle destre latinoamericane e gli ambienti vicini a Donald Trump.
Il ponte tra Buenos Aires e Mar-a-Lago
Specializzato nella comunicazione digitale e nelle campagne contro gli avversari, Cerimedo aveva lavorato per i candidati poi arrivati alla presidenza in Argentina, Honduras e Bolivia. Attraverso la sua società di consulenza, Numen, era diventato un tramite tra la politica latinoamericana e quella statunitense. Aveva contribuito a organizzare l’intervista di Tucker Carlson a Javier Milei, trasmessa nel settembre 2023, e aveva lavorato alla campagna di Milei con Damian Merlo, consulente di Miami vicino agli ambienti trumpiani. Ha inoltre raccontato di aver collaborato con il consulente Dick Morris per coordinare l’appoggio di Trump a Nasry Asfura in Honduras.
Il suo legame più stretto negli Stati Uniti era con Brad Parscale, ex responsabile della campagna per la rielezione di Trump nel 2024. Le piattaforme di tecnologia politica di Parscale, Eyes Over e Campaign Nucleus, erano state usate nella campagna presidenziale del 2024. L’anno scorso La Derecha Diario, il sito di Cerimedo, aveva annunciato che il consulente avrebbe rappresentato entrambe in America Latina. A febbraio, durante una cerimonia a Mar-a-Lago in cui ha ricevuto il premio di miglior consulente politico ispanico del 2025, Cerimedo ha ringraziato Parscale "per aver sempre creduto in me". Poi si è rivolto alla moglie: "Ti amo".
In Argentina Cerimedo aveva diretto parte delle operazioni digitali della campagna di Milei, mobilitando quello che lui stesso descriveva come un esercito di troll contro gli avversari. In Brasile, invece, aveva diffuso un video in cui sosteneva, senza prove, che le elezioni presidenziali del 2022 fossero state truccate a favore di Luiz Inácio Lula da Silva. In Bolivia aveva sostenuto Rodrigo Paz, vincitore delle elezioni dello scorso anno dopo quasi vent’anni di governi del MAS, il partito di Evo Morales. Aveva anche insegnato le tecniche di comunicazione politica alla figlia del presidente, Catalina. Dopo l’arresto, Paz ha preso le distanze da lui: "Il signor Cerimedo non è mai stato autorizzato a rappresentare la presidenza, il governo o la mia famiglia", ha scritto su Facebook.
Anche diversi titoli e incarichi che Cerimedo attribuiva a sé stesso sono stati messi in dubbio. Sosteneva di aver studiato ad Harvard e al MIT, di aver conseguito un dottorato in marketing all’University of Phoenix, di essersi addestrato con i Navy SEAL e di aver lavorato alla Casa Bianca durante l’Amministrazione Obama. Il MIT e l’University of Phoenix hanno però riferito al Washington Post di non avere traccia della sua iscrizione e anche le altre affermazioni non sono state confermate. Secondo Hugo Alconada Mon, giornalista investigativo della Nación, Cerimedo aveva lavorato come tassista a Mar del Plata ed era stato condannato per truffa nel 2016, dopo aver venduto lo stesso appartamento a due famiglie. "Esagerava di certo", ha detto Merlo al Los Angeles Times. "Non ho mai avuto l’impressione che fosse l’uomo dei MAGA in America Latina. Parlava a malapena inglese".
La relazione, l’agguato e le accuse
Beller e Cerimedo si erano conosciuti quando il consulente le aveva chiesto un parere su una proposta di legge importante per Paz. La collaborazione professionale non prese forma, ma tra i due iniziò una relazione sentimentale. Secondo Beller e i messaggi WhatsApp acquisiti dalla polizia, Cerimedo le aveva detto che il suo matrimonio era finito e che voleva sposarla. Ad aprile però lei trovò messaggi affettuosi che lui aveva inviato alla moglie. Beller racconta che a giugno, durante una lite nell’appartamento di La Paz in cui vivevano insieme, Cerimedo cercò di strangolarla. Fotografò i lividi e minacciò di denunciarlo, ma all'epoca non lo fece.
In estate i due scoprirono che Beller era incinta. Ad agosto lei comunicò la gravidanza alla moglie di Cerimedo, annunciando anche che lo avrebbe accusato pubblicamente di violenza domestica. "Mi hai picchiata e io, da stupida, sono rimasta zitta. Adesso basta", gli scrisse. Cerimedo le chiese di aspettare e di pensare ai suoi figli e al bambino che doveva nascere. Nel frattempo Beller ricevette un messaggio da una fonte anonima che prometteva informazioni compromettenti su un avversario politico, da ritirare in un luogo prestabilito. Cerimedo la incoraggiò ad andare. Il 17 agosto, mentre aspettava davanti a un hotel, due persone vestite da fattorini si avvicinarono e una di loro le sparò tre volte.
Per la difesa, l’intera vicenda, dalla relazione alla sparatoria, sarebbe una trappola contro Cerimedo e il governo di Paz. Una delle sue avvocate, Margarita Arce Chilo, sostiene che il suo cliente sia colpevole soltanto di adulterio. Gli investigatori hanno però raccolto elementi che ritengono rilevanti: pochi giorni prima dell’agguato Cerimedo aveva chiesto 50.000 dollari a un contatto politico locale e, tra le note del suo telefono, la polizia ha trovato un testo che diceva: "Non dire niente a nessuno. Ma lei ci ha venduti… Nadia. O la eliminiamo subito o siamo fregati. Conosci qualcuno che può aiutarci con questo lavoro?". Non è chiaro se il messaggio sia mai stato inviato.
Dopo aver esaminato i dispositivi elettronici di Cerimedo e trovato decine di migliaia di dollari nel suo appartamento, la procura gli ha contestato anche l’arricchimento illecito e la violenza domestica. Ha inoltre dichiarato di indagare su presunti legami con il narcotraffico. All’udienza del 21 agosto Cerimedo ha negato ogni responsabilità nell’agguato. Beller, che vive dalla sorella a Santa Cruz de la Sierra sotto protezione della polizia, ha ribadito al Washington Post: "È stato Fernando. Voleva uccidermi". Ai media boliviani ha attribuito all’attacco anche un possibile movente legato a ciò che sostiene di sapere su presunti casi di corruzione nell’entourage del governo Paz: accuse che restano da accertare.
L’8 settembre, durante il trasferimento al carcere di Chonchocoro, Cerimedo si è rivolto al presidente: "Che mi perdoni per non avergli dato retta e per essermi messo con quella pazza".
