Come Trump ha preso il controllo delle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti
Freedom 250, l'organizzazione voluta dal presidente, ha preso il controllo degli eventi e gran parte dei fondi pubblici, lasciando ai margini la commissione bipartisan America 250.
A meno di un mese dal 4 luglio, quando gli Stati Uniti festeggeranno i 250 anni dalla firma della Dichiarazione di indipendenza, le celebrazioni per l'anniversario sono diventate il terreno di uno scontro politico. Il presidente Donald Trump ha messo da parte la commissione bipartisan voluta dal Congresso e ha dato vita a una propria organizzazione, che si è presa il controllo degli eventi più grandi e della maggior parte dei fondi pubblici stanziati per la ricorrenza.
Dieci anni fa il Congresso aveva creato una commissione bipartisan, chiamata America 250, per coordinare i festeggiamenti: doveva realizzare opere infrastrutturali, produrre materiali didattici e organizzare tutte le attività adeguate alla celebrazione. Ma, come ha ricostruito il New York Times, con l'avvicinarsi del 4 luglio è stata un'altra struttura, Freedom 250, creata dal presidente, a prendere in mano gli eventi più importanti.
Ad avere in mano i grandi progetti del presidente per l'anniversario è Freedom 250, non America 250: un arco di trionfo, un Giardino nazionale degli eroi americani e una grande fiera degli Stati sul National Mall, il lungo parco monumentale nel cuore di Washington. Lo scorso fine settimana Freedom 250 ha dato il suo nome anche a un incontro di arti marziali miste della UFC, il principale circuito mondiale di questo sport da combattimento, allestito sul prato della Casa Bianca.
I democratici al Congresso considerano Freedom 250 poco più di una scalata ostile a quella che dovrebbe essere una celebrazione del paese senza colori politici. Bonnie Watson Coleman, deputata democratica del New Jersey e membro della commissione America 250 dal 2019, lo ha definito "un progetto di pura vanità che questo presidente ha voluto perché ha un ego insaziabile".
Alcuni Stati hanno rinunciato a partecipare alla grande fiera e almeno uno ha citato la crescente impronta di parte dell'iniziativa. Artisti come Young MC, Martina McBride e Bret Michaels hanno cancellato le loro esibizioni e accusato gli organizzatori di averli ingannati, dopo aver scoperto che gli eventi erano strettamente legati al presidente.
Colpito dal ritiro degli artisti, il presidente ha assicurato che lo spettacolo si farà comunque, con sé stesso come attrazione principale. Sui social si è definito "l'attrazione numero uno" sulla terra e ha scritto di richiamare un pubblico molto più grande di quello di Elvis nei suoi anni migliori.
America 250, intanto, va avanti con le proprie celebrazioni, tra cui un concerto il 4 luglio, l'America's Block Party, con Chris Stapleton, gli Smashing Pumpkins e Queen Latifah.
Per anni America 250 aveva avuto poco da mostrare oltre alle liti interne. All'inizio si era occupata soprattutto di esercizi sul marchio, non aveva avviato opere infrastrutturali e non si era mai riunita in pubblico. Quando Trump è tornato alla Casa Bianca, la commissione aveva avuto quasi dieci anni di tempo per organizzarsi, aveva tenuto 33 riunioni e ricevuto più di 60 milioni di dollari di fondi pubblici, senza nessun grande evento in programma. Il presidente ha quindi deciso di prendere in mano la situazione, aggirando America 250 e creando Freedom 250.
L'interesse del presidente per questo anniversario risale al suo primo mandato. Nel 2017, nel primo discorso davanti al Congresso, aveva detto: "Tra nove anni gli Stati Uniti celebreranno il 250esimo anniversario della loro fondazione, 250 anni dal giorno in cui abbiamo dichiarato la nostra indipendenza. Sarà una delle grandi pietre miliari della storia del mondo". Tornato alla presidenza, una delle sue prime mosse è stata firmare un ordine esecutivo, un decreto presidenziale che non passa dal voto del Congresso, che ha dato all'amministrazione la guida dei principali eventi e ha portato alla nascita di Freedom 250.
Freedom 250 ha ottenuto la parte più consistente dei 150 milioni di dollari che il Congresso ha destinato l'anno scorso agli eventi per l'anniversario, mentre America 250 ne ha ricevuti solo 25 milioni: l'amministrazione Trump ha trattenuto il resto per le proprie priorità. La scelta ha fatto arrabbiare i critici, che ritengono dovesse andare di più alla commissione bipartisan, e ha portato a indagini del Congresso e a una causa legale contro l'amministrazione per fare chiarezza su come vengono usati i soldi pubblici.
Lunedì il presidente ha annunciato che il 4 luglio ospiterà un grande evento al Lincoln Memorial, il monumento dedicato al presidente Abraham Lincoln a Washington, con sorvoli di aerei militari e quello che ha definito il più grande spettacolo pirotecnico della storia. Sui social ha scritto che l'evento, in programma nel giorno del 250esimo anniversario della firma della Dichiarazione di indipendenza, sarà un "comizio di Trump".
America 250 era nata con obiettivi ambiziosi. Voleva realizzare progetti capaci di lasciare un segno duraturo, come quelli legati al bicentenario del 1976: in quell'occasione a Washington aprì il National Air and Space Museum, il museo nazionale dell'aria e dello spazio, sul National Mall si tenne un festival di folklore americano durato dodici settimane, il New Jersey creò il Liberty State Park come suo dono alla nazione e la regina Elisabetta II visitò Philadelphia per donare la Bicentennial Bell, una campana celebrativa. Per il centenario, nel 1876, gli Stati Uniti avevano ospitato la loro prima esposizione universale.
Secondo un rapporto inviato alla Casa Bianca nel 2019, America 250 puntava a far nascere più di 100.000 programmi e a mobilitare fino a 5 miliardi di dollari di investimenti pubblici e privati. "Ci impegneremo a creare iniziative durature che sopravvivranno ben oltre il 2026", aveva scritto la commissione.
La commissione, però, ignorò alcune proposte concrete. Andrew Hohns, tra i membri originari, aveva lavorato con uno studio di architettura di Philadelphia a un progetto che prevedeva grandi opere infrastrutturali e interventi di conservazione storica nella città in cui nacquero gli Stati Uniti, ma il piano non fu preso in considerazione. Hohns, che dal 2008 coordina le iniziative per i 250 anni a Philadelphia e ha lasciato la commissione nel giugno del 2023, ha detto che "la dirigenza di America 250 ha preferito una programmazione effimera e un kit decentralizzato di strumenti per il marchio".
Rosie Rios, entrata nella commissione nel 2018 e oggi alla sua guida, ha detto in un'intervista che i primi tempi furono così caotici che sarebbe stato "imbarazzante tenere riunioni pubbliche". Ha attribuito gran parte delle difficoltà iniziali a due commissari "ribelli" che non fanno più parte dell'organo, ma ha aggiunto che non è insolito che le commissioni del Congresso, formate da membri di partiti diversi, siano segnate da liti. La prima commissione creata per i 200 anni del paese, nel 1976, era stata così disastrosa da essere sciolta tre anni prima della celebrazione e sostituita con una nuova.
Rios ha raccontato di aver consigliato lei stessa a Trump, che voleva eventi imponenti e in tempi rapidi, di usare un ordine esecutivo per coinvolgere tutta la macchina dello Stato. Così America 250 ha rinunciato al controllo di alcuni eventi, ma la sua presidente si è detta orgogliosa di quelli sostenuti dalla commissione, che descrive come specchio di un paese vario: tra questi, otto conti alla rovescia con la discesa di una sfera luminosa, come quella di Times Square a Capodanno, uno per ciascuno degli otto fusi orari degli Stati Uniti. Con Freedom 250 che usa la maggior parte dei soldi dei contribuenti, ha ammesso che America 250 ha dovuto ridimensionare le proprie ambizioni.
America 250 dice di voler rappresentare tutti gli americani e ha messo in piedi un concorso di temi per gli studenti e una capsula del tempo da aprire tra 250 anni, che conterrà contributi da tutti i 50 Stati e dai territori, oltre a una copia della Costituzione firmata da tutti i giudici viventi della Corte Suprema.
Freedom 250 è stata criticata per offrire una versione edulcorata della storia americana, che ignora la schiavitù e altre forme di razzismo istituzionalizzato. I materiali di un suo concorso per studenti, per esempio, descrivono Martin Luther King come un uomo dallo "spirito intraprendente", ma non fanno alcun riferimento diretto al razzismo che combatté.
Tra le iniziative più contestate c'è il programma dei Freedom Truck, una flotta di sei musei mobili che secondo i critici dà una versione ripulita della storia del paese. Le esposizioni sono state realizzate con la collaborazione dell'Hillsdale College, un ateneo conservatore del Michigan, e di PragerU, un'azienda che produce materiali didattici di orientamento conservatore. Un Freedom Truck doveva fermarsi di recente alla Westfield State University, in Massachusetts, ma la polizia locale, che ne stava coordinando la tappa, ha annullato tutto dopo le proteste della comunità per il suo carattere di parte. I rappresentanti di Freedom 250 hanno rifiutato di essere intervistati, ma sostengono che il gruppo non ha alcuna appartenenza politica.
La senatrice Jeanne Shaheen, democratica del New Hampshire e anche lei membro della commissione America 250, ha detto che l'obiettivo del gruppo era unire il paese: "Sono delusa nel vedere il Freedom 250 del presidente Trump politicizzare quello che dovrebbe essere un momento di unità, non di gloria personale o di scontro di parte".