Un'organizzazione dell'Arizona che tutela i diritti degli immigrati sta sviluppando una mappa interattiva per segnalare la presenza di agenti federali vicino ai seggi durante le elezioni di novembre, scrive Axios. La mappa dell'Arizona Center for Empowerment (ACE) mostrerà gli avvistamenti di agenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, e le operazioni già condotte nelle contee di Maricopa e Pima, le due più popolose dello Stato.
Agli agenti federali è vietato per legge interferire con il diritto di voto. Da mesi, però, esponenti repubblicani a Washington e in Arizona prospettano lo stesso l'impiego dell'ICE o della Guardia Nazionale vicino ai seggi. A maggio, alla domanda se stesse valutando questa possibilità, il presidente Donald Trump ha risposto che avrebbe fatto "tutto il necessario per garantire elezioni oneste".
Il Senato dell'Arizona, a maggioranza repubblicana, ha esaminato una proposta di legge che avrebbe imposto la presenza dell'ICE ai seggi a novembre, senza però approvarla. Il senatore statale Jake Hoffman, favorevole alla misura, ha sostenuto che "quando gli elettori vedono le regole applicate in modo equo e coerente, cresce la fiducia nel risultato". Anche i democratici si stanno organizzando in vista di un'eventuale presenza dell'ICE ai seggi.
Il timore di scoraggiare gli elettori
Durante l'audizione per la conferma della sua nomina, a marzo, il Segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin ha detto di non capire le preoccupazioni: "Se non sei cittadino americano, comunque non dovresti votare. Quindi, in teoria, non dovrebbero esserci immigrati irregolari al seggio". Ha però aggiunto che avrebbe inviato agenti dell'ICE nell'area di un seggio solo in presenza di una "minaccia specifica", "non per intimidire".
Secondo Karime Rodriguez, portavoce di ACE, l'attività dell'ICE nelle contee di Maricopa e Pima è aumentata sensibilmente. "Basta la semplice minaccia della presenza dell'ICE per tenere qualcuno lontano dal voto", ha detto ad Axios. Rodriguez ritiene che questo clima possa rendere il voto più confuso e meno accessibile, soprattutto per i cittadini che vivono con familiari privi della cittadinanza.
Gli organizzatori temono conseguenze anche per persone che non sono oggetto delle operazioni dell'ICE. In passato, durante le "pattuglie itineranti" del Dipartimento della Sicurezza Interna, sono stati fermati anche cittadini statunitensi e persone estranee agli interventi. Secondo i critici, questi episodi sono spesso legati alla profilazione su base etnica. "Hanno arrestato cittadini americani e inseguito manifestanti per strada. La loro presenza nelle comunità avrà certamente un effetto sull'affluenza", ha detto ad Axios Cesar Fierro di Living United for Change in Arizona, un gruppo affiliato ad ACE.
La risposta delle autorità e i dati sul voto
"L'ICE non sta pianificando operazioni contro i seggi", ha però dichiarato ad Axios un funzionario del Dipartimento della Sicurezza Interna. Ha allo stesso temp anche precisato che l'agenzia conduce interventi mirati sulla base delle informazioni raccolte e che una persona ritenuta una minaccia immediata per la sicurezza di un seggio potrebbe essere arrestata. L'ufficio del Segretario di Stato dell'Arizona, responsabile della supervisione delle elezioni, ha indicato nella formazione del personale e nel coordinamento tra uffici elettorali delle contee e forze dell'ordine locali il modo migliore per prepararsi agli imprevisti.
I casi documentati di voto da parte di persone prive della cittadinanza sono rari. Secondo Axios, il database sulle irregolarità elettorali della conservatrice Heritage Foundation non ne registra nessuno in Arizona. Un'analisi dell'American Immigration Council pubblicata nell'agosto 2026 ne conta 89 a livello nazionale nel database, che raccoglie 1.619 casi di reati legati alle elezioni. Si tratta però solo dei casi documentati nel database, non di una stima di tutti gli episodi avvenuti.
