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Altro che Scandinavia: il programma dei socialisti americani sembra il Venezuela
Gage Skidmore, 2025, Flickr, CC BY-SA 2.0
Politica interna 3 min di lettura

Altro che Scandinavia: il programma dei socialisti americani sembra il Venezuela

Il 59% dei democratici si dice vicino ai Democratic Socialists of America. Per l'economista Benjamin Powell il loro programma è lontano dal modello nordico e vicino a quello di Chávez.

Il 59 per cento degli elettori democratici si dichiara sostenitore dei Democratic Socialists of America, un'organizzazione della sinistra americana. Secondo Benjamin Powell, economista della Texas Tech University, molti di loro credono di appoggiare un modello simile a quello dei paesi scandinavi, mentre il programma pubblicato quest'estate dall'organizzazione punta a trasformare da cima a fondo l'economia e le istituzioni americane. Powell ha esposto la sua tesi in un articolo d'opinione pubblicato sul Washington Examiner, un giornale conservatore.

Il dato viene da un nuovo sondaggio dell'università Quinnipiac, che ha chiesto agli intervistati in modo diretto: "Sulle questioni politiche, si considera un sostenitore dei Democratic Socialists of America?". Powell fa notare che la domanda non parlava genericamente di "equità" o di apertura verso politiche socialiste, ma nominava l'organizzazione. Ha risposto di sì il 26 per cento del campione complessivo e il 59 per cento dei democratici. Negli ultimi giorni anche altri sondaggi hanno registrato una crescita dei favorevoli al socialismo negli Stati Uniti.

Per anni i politici vicini ai Democratic Socialists of America hanno indicato come riferimento il Nord Europa. Dopo la sua prima elezione alla Camera, la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez aveva detto che le sue proposte somigliavano soprattutto a quello che si vede "nel Regno Unito, in Norvegia, in Finlandia, in Svezia". Nel 2015, durante un dibattito delle primarie presidenziali, il senatore del Vermont Bernie Sanders aveva detto che gli Stati Uniti dovrebbero guardare a paesi come Danimarca, Svezia e Norvegia e imparare da quello che hanno ottenuto per i lavoratori.

Powell sostiene che i paesi nordici non siano socialisti. Sono economie di mercato con una forte tutela della proprietà privata, commercio aperto e regole per le imprese relativamente leggere. Nelle classifiche sulla libertà economica tutti tranne la Norvegia sono nel primo quarto dei paesi più liberi del mondo e la Danimarca è tra i primi dieci. Quello che li distingue dagli Stati Uniti sono le tasse alte e uno stato sociale ampio, costruiti sopra un'economia capitalista. Secondo l'economista, si può discutere se questo sistema sia migliore o peggiore di quello americano, ma resta un sistema di mercato.

Il programma dei Democratic Socialists of America va in un'altra direzione. Il documento fondativo, intitolato "Our Program" e diffuso quest'estate, si apre così: "Siamo lavoratori che lottano per trasformare la società: per vincere la battaglia per la democrazia, scrivere una nuova costituzione e creare una repubblica socialista-democratica". Il testo aggiunge che alcune richieste si possono ottenere con il sistema attuale, ma che la vittoria completa richiederà di costruire una nuova società partendo da zero.

Sul piano economico il programma chiede la "proprietà pubblica delle più grandi aziende e delle industrie essenziali" e indica come obiettivo una "società senza classi". Powell nota che nel piano non c'è alcun meccanismo di mercato, a differenza di quanto avviene nei paesi nordici, e conclude che il modello descritto somiglia più al Venezuela che alla Svezia.

Anche Hugo Chávez fu eletto presidente del Venezuela nel 1998 con un programma che definiva "socialista-democratico". Dopo la rielezione fece approvare una nuova costituzione, espropriò proprietà private, introdusse il controllo dei prezzi e affidò allo Stato la direzione dell'attività economica. All'inizio il suo modello fu presentato come un successo, perché i prezzi alti del petrolio e le esportazioni nascondevano i problemi. Col tempo però la produzione crollò, sia nel settore petrolifero sia negli altri, e arrivarono la scarsità di beni e l'iperinflazione.

Per Powell il fallimento politico conta più di quello economico. Un governo che provoca il crollo dell'economia rischia di essere sconfitto alle elezioni. Nicolás Maduro, successore di Chávez, invece di tenere le elezioni promesse e accettare la sconfitta, ha svuotato i tribunali, incarcerato gli oppositori e cambiato le regole fino a rendere impossibile perdere.

Secondo l'economista il socialismo produce stagnazione e allo stesso tempo concentra il potere, che può poi essere usato contro la democrazia quando la crisi arriva. Powell vede questo rischio anche nel programma dei Democratic Socialists of America, che propone di "abolire il Senato" e di sostituire il presidente e la Corte Suprema con un potere esecutivo e uno giudiziario scelti dal Congresso e subordinati a esso.

Powell conclude che il vero socialismo democratico non esiste e che ogni esperimento socialista ha portato a una dittatura. L'economista non pensa che il 59 per cento dei democratici sia composto da sostenitori di Chávez, ma ritiene che molti di loro non sappiano che il programma dell'organizzazione è molto lontano dalla socialdemocrazia di tipo nordico. Powell è ricercatore dell'Independent Institute, un centro studi con sede a Oakland, in California, dirige il Free Market Institute della Texas Tech University ed è coautore di un libro critico sul socialismo, "Socialism Sucks".

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