Wisconsin, si vota per la Corte Suprema statale
La candidata liberal Chris Taylor è favorita contro la conservatrice Maria Lazar in un'elezione che non cambierà gli equilibri del tribunale ma potrebbe garantire il controllo progressista fino al 2030
Oggi, martedì 7 aprile, gli elettori del Wisconsin tornano alle urne per scegliere un nuovo giudice della Corte Suprema statale. Si tratta della terza elezione per l'alta corte in soli quattro anni, ma questa volta l'atmosfera è diversa: meno soldi, meno attenzione nazionale e un risultato che sembra già scritto.
Per capire cosa c'è in gioco bisogna partire da una premessa fondamentale. Negli Stati Uniti ogni Stato ha una propria Corte Suprema, distinta dalla Corte Suprema federale di Washington. Quella federale è composta da nove giudici nominati a vita dal presidente e confermati dal Senato. Le corti supreme statali funzionano in modo diverso da Stato a Stato. In Wisconsin i sette giudici vengono eletti direttamente dai cittadini con mandato decennale, in elezioni formalmente aparitiche che si tengono in primavera, separate dalle elezioni politiche di novembre. Nella pratica, però, i candidati ricevono apertamente l'appoggio di uno dei due partiti e le campagne elettorali sono diventate battaglie politiche a tutti gli effetti.
L'elezione di oggi vede fronteggiarsi due giudici della corte d'appello statale. Chris Taylor, sostenuta dai democratici, è una ex deputata statale di Madison che ha lavorato come responsabile delle politiche pubbliche per Planned Parenthood, l'organizzazione che gestisce cliniche per la salute riproduttiva. Il governatore democratico Tony Evers l'ha nominata giudice di contea nel 2020, e nel 2023 è stata eletta alla corte d'appello. Maria Lazar, sostenuta dai repubblicani, ha lavorato come vice procuratrice generale sotto l'amministrazione dell'ex governatore repubblicano Scott Walker. È stata eletta giudice di contea nella contea di Waukesha nel 2015 e alla corte d'appello nel 2022. Entrambe sostituiranno la giudice conservatrice Rebecca Bradley, che ha scelto di non ricandidarsi.
Taylor ha un vantaggio finanziario schiacciante. Secondo la Wisconsin Ethics Commission, la sua campagna ha raccolto circa sei milioni di dollari, contro il milione circa di Lazar. La spesa pubblicitaria è ancora più squilibrata: Taylor e i gruppi che la sostengono hanno investito oltre cinque milioni in spot televisivi, mentre il fronte conservatore ha speso meno di 400.000 dollari. È un'elezione da pochi milioni di dollari complessivi, una cifra modesta se paragonata ai precedenti: nel 2025 la corsa per la Corte Suprema del Wisconsin aveva superato i 100 milioni di dollari di spesa totale, con l'intervento diretto di Elon Musk a favore del candidato conservatore Brad Schimel, poi sconfitto nettamente.
I sondaggi indicano che la partita è aperta più sulla carta che nella realtà. L'ultimo rilevamento della Marquette University Law School assegna il 30 per cento a Taylor, il 22 per cento a Lazar e il 46 per cento agli indecisi. Ma il dato degli indecisi non deve ingannare: nelle ultime tre elezioni per la Corte Suprema i candidati progressisti hanno vinto con margini di 10-11 punti percentuali. "I repubblicani hanno completamente alzato bandiera bianca", ha dichiarato a Politico Alejandro Verdin, che ha gestito la campagna vincente della giudice Janet Protasiewicz nel 2023. "Stanno ancora leccandosi le ferite dopo le sconfitte pesanti". Anche nel campo conservatore il realismo prevale: "È sicuramente una battaglia in salita", ha ammesso Ben Voelkel, ex consigliere del senatore repubblicano Ron Johnson, sempre a Politico.
La ragione principale del minore interesse è che questa elezione non cambierà il controllo della corte. I progressisti detengono una maggioranza di 4-3 dal 2023, quando la vittoria di Protasiewicz ribaltò gli equilibri per la prima volta in 15 anni. Nel 2025 la giudice Susan Crawford ha confermato quella maggioranza. Il seggio in palio oggi appartiene al blocco conservatore: se vince Lazar, la maggioranza progressista resta a 4-3; se vince Taylor, si allarga a 5-2. In entrambi i casi i progressisti mantengono il controllo. La differenza, però, non è trascurabile: con una maggioranza 5-2, i progressisti avrebbero la certezza di controllare la corte almeno fino al 2030, un margine di sicurezza importante in vista delle elezioni presidenziali del 2028 e del prossimo ridisegno dei collegi elettorali previsto nei primi anni del decennio 2030.
La maggioranza progressista insediatasi nel 2023 ha già prodotto decisioni di grande portata. La corte ha annullato un divieto di aborto risalente al 1849 che era tornato in vigore dopo la sentenza della Corte Suprema federale che nel 2022 aveva ribaltato la storica sentenza Roe v. Wade. Ha inoltre ordinato il ridisegno delle mappe elettorali per il parlamento statale, rompendo un gerrymandering, cioè un ridisegno dei collegi a vantaggio di un partito, che favoriva i repubblicani da oltre un decennio. Ha anche confermato il veto selettivo del governatore Evers su un aumento dei finanziamenti scolastici della durata di 400 anni.
L'affluenza sarà un indicatore importante. Nelle elezioni primaverili del 2025, quando in palio c'era il controllo della corte, votarono quasi 2,4 milioni di persone, circa il 62 per cento degli elettori registrati. Questa volta i numeri del voto anticipato sono molto inferiori: al 1° aprile avevano già votato circa 317.000 persone, secondo la Wisconsin Elections Commission, contro le oltre 693.000 che avevano votato in anticipo nel 2025. Secondo Scott Milfred, editorialista del Wisconsin State Journal, il calo è legato alla natura della base elettorale di Trump: "Molti di quei nuovi elettori, soprattutto nelle zone rurali, non sono motivati dalle elezioni minori quando Trump non è sulla scheda. Intanto, con Trump alla Casa Bianca e i repubblicani al Congresso, c'è molta più energia a sinistra, soprattutto tra i giovani". I seggi saranno aperti dalle 7 alle 20 ora locale.
L'elezione di oggi è il primo atto di una stagione politica intensa per il Wisconsin. A novembre si voterà per il governatore, con il deputato Tom Tiffany, sostenuto da Trump, che sfiderà il vincitore di una affollata primaria democratica prevista per agosto. Tra i candidati democratici ci sono l'ex vice governatore Mandela Barnes, il presidente della contea di Milwaukee David Crowley e la vice governatrice Sara Rodriguez. In palio c'è anche il controllo del parlamento statale: con le nuove mappe elettorali più equilibrate, i democratici sperano di conquistare la maggioranza sia all'assemblea che al senato per la prima volta in circa 16 anni. Se riuscissero a vincere anche la corsa per il governatore, otterrebbero il controllo completo del governo statale.