Voto latino, i Dem puntano su Colorado, Arizona e Nebraska per riconquistare la Camera
I risultati delle primarie texane rilanciano la speranza del partito di invertire la tendenza dopo le perdite del 2024 con gli elettori ispanici
Il voto dei latinos alle primarie democratiche in Texas ha riacceso le speranze del Partito Democratico in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. In cinque contee rurali a maggioranza latina, il numero di voti espressi nelle primarie democratiche ha superato quello ottenuto da Kamala Harris nell'intera elezione presidenziale del 2024, un risultato definito "drammatico" da Politico, che ha pubblicato l'analisi dei dati. Il deputato statale James Talarico ha vinto le primarie senatoriali grazie anche a questo traino: nelle contee a maggioranza latina ha prevalso con uno scarto di 22 punti, contro i 3 punti nel resto dello stato.
Ora i democratici guardano oltre il Texas. In Colorado, Arizona e Nebraska ci sono tre collegi elettorali considerati decisive per il controllo della Camera, tutti con una presenza significativa di elettori latini, e in tutti e tre sono già scesi in campo candidati che puntano esplicitamente su questo elettorato.
Il collegio dell'8° distretto del Colorado, che si estende tra i sobborghi a nord di Denver e Greeley nella contea di Weld, è uno dei più contesi d'America. Il deputato repubblicano uscente Gabe Evans lo ha conquistato nel 2024 con un margine di appena 0,74 punti percentuali, circa 2.400 voti, dopo che il distretto era già stato vinto nel 2022 dai democratici con uno scarto altrettanto esiguo. Il collegio è composto per il 39% da abitanti di origine latina ed è considerato un banco di prova per entrambi i partiti. Manny Rutinel, uno dei principali candidati democratici alle primarie del 30 giugno, ha dichiarato a Politico di essere l'unico candidato bilingue nella corsa e di voler parlare direttamente alle comunità latine, che descrive come "spaventate" dalle azioni dell'agenzia federale per l'immigrazione ma anche "energizzate" per reagire. Shannon Bird, ex legislatrice statale e sua principale rivale nelle primarie, ha dichiarato tramite la sua responsabile di campagna di aver già bussato a migliaia di porte nei quartieri a maggioranza ispanica.
In Arizona, il 6° distretto è in mano al deputato repubblicano Juan Ciscomani, che nel 2024 ha battuto la democratica Kirsten Engel con un margine di circa 10.800 voti, pari al 2,5% dei voti totali, dopo averla già sconfitta nel 2022 con meno di 6.000 voti di scarto. Il distretto, che comprende parti di Tucson e zone rurali al confine con il Messico, è stato inserito dal Democratic Congressional Campaign Committee nel programma Red-to-Blue, riservato alle sfide più promettenti. Un terzo degli abitanti è di origine latina, secondo quanto riferito da un esperto democratico che lavora sulle elezioni in Arizona e che ha parlato con Politico in forma anonima.
In Nebraska, il 2° distretto congressuale, con sede a Omaha, è quello che i democratici considerano più a portata di mano: il deputato repubblicano uscente Don Bacon ha annunciato il ritiro, aprendo così la corsa. I latinos costituiscono circa il 10% del distretto, concentrati soprattutto nel quartiere di South Omaha. Denise Powell, una delle candidate democratiche alle primarie del 12 maggio, ha dichiarato a Politico di non voler dare nulla per scontato e di puntare attivamente su questo segmento di elettori.
Il contesto in cui si inserisce questa strategia è quello di un Partito Democratico che ha perso terreno significativo tra i latinos nelle ultime elezioni. In Texas, la contea di Zapata, dove il 94% degli abitanti è di origine ispanica, aveva votato per Trump al 33% nel 2016, al 53% nel 2020 e al 61% nel 2024. La tendenza si era già manifestata in diverse contee della Rio Grande Valley nel corso di più cicli elettorali.
I motivi del possibile cambio di rotta, secondo gli analisti interpellati da Politico, sono in parte legati alle politiche dell'amministrazione Trump. Il deputato democratico texano Henry Cuellar ha dichiarato a Politico che le operazioni dell'agenzia federale per l'immigrazione nei luoghi di lavoro hanno suscitato una reazione negativa nelle comunità latine, perché "giù nel South Texas tutti conoscono qualcuno che vive qui da tempo". Mike Madrid, stratega repubblicano critico di Trump e autore di un libro sugli elettori latinos, ha indicato a Politico i dazi annunciati dal presidente come un ulteriore fattore di distacco: "Quando Trump li ha annunciati, si poteva vedere il suo consenso tra i latinos crollare precipitosamente".
I repubblicani, dal canto loro, mantengono una posizione fiduciosa. Il portavoce del Republican National Committee Zach Kraft ha dichiarato a Politico che i democratici "non hanno imparato nulla dal riallineamento storico degli elettori ispanici" e che l'agenda di Trump "risuona con tutti gli americani che lavorano sodo". Sul fronte texano, alcuni analisti segnalano che il senatore repubblicano John Cornyn ha ottenuto nelle sue primarie risultati leggermente migliori nelle aree latine rispetto al resto dello stato, il che potrebbe renderlo un avversario più difficile per Talarico in un eventuale ballottaggio contro il procuratore generale del Texas Ken Paxton.
La sfida per i democratici nei prossimi mesi sarà trasformare la mobilitazione registrata nelle primarie texane in un vantaggio concreto nei collegi in bilico. Come ha ricordato a Politico Chuck Rocha, stratega che ha lavorato alla campagna di Talarico, il punto chiave non è trattare i latinos come un obiettivo di affluenza, ma come un elettorato da convincere: "Questo ti dice che dovresti iniziare a parlargli prima, con un messaggio persuasivo".