Trump sospende l'attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, tregua di 5 giorni

Il presidente americano parla di "conversazioni produttive" con Teheran e ordina lo stop alle operazioni militari pianificate. Il prezzo del greggio crolla, le Borse rimbalzano. Ma l'Iran non conferma alcun negoziato e rivendica il passo indietro come una vittoria.

Trump sospende l'attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, tregua di 5 giorni
Fonte: Casa Bianca

Sabato minacciava di distruggere le centrali elettriche iraniane, questa mattina ha annunciato la sospensione di ogni attacco. In 48 ore il presidente Donald Trump ha ribaltato per l'ennesima volta la sua stessa linea sull'Iran, passando dall'ultimatum al dialogo — o almeno a quella che ha descritto come una fase di dialogo. In un post su Truth Social, Trump ha dichiarato di aver ordinato lo stop a "qualsiasi azione militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane" per 5 giorni, dopo quelli che ha definito due giorni di "conversazioni molto buone e produttive" con Teheran. La sospensione, ha aggiunto, dipenderà dall'andamento dei colloqui previsti nel corso della settimana.

Trump ha separatamente dichiarato alla CNBC che "le discussioni con le autorità iraniane sono state molto intense" e che resta fiducioso che si possa raggiungere qualcosa di "molto sostanziale". Il presidente ha inoltre insistito sul fatto che quanto sta accadendo in Iran può essere descritto già di fatto come un cambio di regime.

Intanto una fonte informata sui piani di guerra di Israele ha dichiarato a Reuters che gli Stati Uniti hanno tenuto Israele al corrente dei colloqui con l'Iran e che Israele probabilmente seguirà l'esempio degli Stati Uniti sospendendo qualsiasi attacco contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane. Sta di fatto che se i "negoziati" dovessero fallire, entro la scadenza di venerdì circa 4.500 Marines statunitensi sarebbero già presenti nella regione per una eventuale escalation delle azioni militari, secondo il New York Times.

Il contesto resta quello di un'escalation che fino a poche ore prima sembrava fuori controllo. Sabato 22 marzo Trump aveva fissato un termine perentorio: se l'Iran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, Washington avrebbe colpito le sue centrali elettriche. La risposta del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche non si era fatta attendere: minaccia di chiudere del tutto lo Stretto e colpire le infrastrutture energetiche dei Paesi alleati degli Stati Uniti e di Israele nella regione. Uno scambio di minacce che aveva fatto schizzare la tensione sui mercati energetici e reso concreta la prospettiva di un allargamento del conflitto.

Sui mercati l'effetto del nuovo annuncio è stato dirompente. I future sul greggio Brent sono crollati di oltre il 14% fino a 96 dollari al barile, per poi rimbalzare di nuovo oltre quota 100; il petrolio americano è scivolato verso i 90 dollari, in calo del 10%. Anche i prezzi del gas europeo hanno ripiegato. A Wall Street i future sull'S&P 500, che nella mattinata cedevano oltre un punto percentuale, hanno invertito la rotta proiettandosi verso un'apertura in rialzo di quasi il 3%, con il Nasdaq 100 su livelli analoghi e il Dow Jones in progresso di circa mille punti. Rialzi superiori all'1,5% anche sulle principali piazze europee — Parigi, Francoforte, Zurigo e Madrid — dopo una notte segnata dal tonfo dei listini asiatici, con il Nikkei giapponese che aveva chiuso a quasi -4%.

Andamento prezzi del petrolio – Guerra Iran 2026
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Crisi energetica · Giorno 24

Trump ferma i raid per 5 giorni

Stop agli attacchi sulle infrastrutture energetiche iraniane dopo «conversazioni produttive». Il Brent resta sopra $100. Sabato l'ultimatum: 48 ore per riaprire Hormuz o bombardamento delle centrali.
Panoramica
Grafico
Cronologia
23 marzo 2026
Trump sospende per 5 giorni gli attacchi USA sulle infrastrutture energetiche iraniane dopo colloqui «molto buoni e produttivi» con Teheran. L'Iran aveva minacciato di minare il Golfo Persico se le centrali venissero colpite. 22 nazioni hanno firmato per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Brent
$102,22
dollari al barile
+43,9% dal 27 feb
WTI
$92,97
dollari al barile
+39,8% dal 27 feb
Picco intraday
$119,50
Brent · 9 e 19 marzo
massimo dal 2022
Goldman Sachs
$100+
previsione fino al 2027
se Hormuz resta chiuso
Prezzo di chiusura · $/barile
Brent
WTI
28 feb
USA e Israele lanciano l'operazione «Epic Fury». Brent a $73,5
2 mar
Iran attacca Ras Laffan (Qatar) e Ras Tanura (Arabia Saudita). QatarEnergy ferma il GNL
5–7 mar
Iran chiude lo Stretto di Hormuz. Bloccato il 20% del greggio mondiale. Brent sopra $90
9 mar
Brent a $119,50 intraday — massimo dal 2022. L'IEA rilascia 400 mln di barili
14 mar
Attacchi USA sull'isola di Kharg, il principale terminal petrolifero iraniano. Brent a $103
18 mar
Israele colpisce South Pars. Iran risponde con missili su Qatar, Arabia Saudita e Kuwait
19 mar
Brent torna a $119 intraday. Pentagono chiede $200 mld al Congresso
20 mar
Trump valuta «winding down». Goldman Sachs: prezzi sopra $100 possibili fino al 2027
22 mar
Ultimatum di Trump: 48 ore per riaprire Hormuz o bombardamento delle centrali
23 mar
Stop 5 giorni ai raid energetici dopo colloqui «produttivi». Iran minaccia di minare il Golfo
Fonti: EIA, IEA, Investing.com, Fortune, Al Jazeera, AP, CBS, CNN, Reuters, Goldman Sachs · Dati live: OilPriceAPI
23 marzo 2026

A Teheran, però, si racconta un'altra storia. Il governo iraniano non ha confermato alcun negoziato con Washington e ha ribadito di non avere intenzione di trattare. I media di Stato hanno anzi presentato la sospensione come una resa americana. "Trump, temendo la risposta dell'Iran, ha fatto marcia indietro rispetto al suo ultimatum di 48 ore", ha titolato la televisione pubblica IRIB. Le agenzie semi-ufficiali Fars e Mehr hanno usato toni analoghi, attribuendo lo stop agli avvertimenti iraniani su "una risposta rapida e potente" a qualsiasi attacco contro le proprie infrastrutture.

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