Trump smentisce le voci sul licenziamento del direttore dell'FBI
La Casa Bianca reagisce in tempo reale a un'indiscrezione di MS NOW, pubblicando una foto dei due insieme nello Studio Ovale. Ma le polemiche sul direttore continuano: jet governativi per viaggi privati e una squadra SWAT per proteggere la fidanzata
Il presidente Donald Trump ha smentito con una risata le indiscrezioni secondo cui starebbe valutando di rimuovere Kash Patel dalla direzione del Federal Bureau of Investigation. La notizia, pubblicata martedì da MS NOW e basata su tre fonti anonime, sosteneva che Trump e i suoi collaboratori fossero sempre più frustrati dalla copertura mediatica negativa generata da Patel negli ultimi mesi.
La reazione della Casa Bianca è stata quasi istantanea. La portavoce Karoline Leavitt ha scritto sui social media che la notizia è "completamente inventata", spiegando che al momento della pubblicazione si trovava proprio nello Studio Ovale, dove Trump stava incontrando Patel e altri membri del suo team per la sicurezza. "Ho letto il titolo al presidente e lui ha riso", ha raccontato Leavitt. "Ha detto: 'Cosa? È totalmente falso. Dai Kash, facciamoci una foto per dimostrare che stai facendo un ottimo lavoro!'". La portavoce ha poi pubblicato un'immagine dei due uomini sorridenti, con i pollici alzati, davanti a una copia incorniciata della Dichiarazione d'Indipendenza.
Anche a bordo dell'Air Force One, interrogato dai giornalisti sulla vicenda, Trump ha ribadito il suo sostegno: "Sta facendo un ottimo lavoro, credo". Già la settimana precedente, in un'intervista a Fox News, il presidente aveva espresso "molta fiducia" nel direttore dell'FBI.
MS NOW, da parte sua, ha fatto sapere di confermare la propria inchiesta. Secondo le fonti citate dall'emittente, Trump e i suoi consiglieri avrebbero confidato ad alcuni alleati di star valutando la rimozione di Patel, con Andrew Bailey, attuale co-vice direttore dell'FBI ed ex procuratore generale del Missouri, come possibile sostituto. Le fonti descrivevano Patel come "sul filo del rasoio".
Le tensioni attorno al direttore dell'FBI non sono una novità. Dalla sua conferma al Senato a febbraio, Patel è stato al centro di numerose controversie. Il Wall Street Journal ha riportato che il direttore ha utilizzato un jet governativo per diversi viaggi personali, tra cui uno in un resort di lusso in Texas e visite alla fidanzata in Tennessee. Un portavoce di Patel ha successivamente dichiarato al New York Times che le sue spese di trasporto sono state comparabili a quelle dei suoi predecessori.
Un'altra polemica riguarda la protezione personale assegnata alla sua compagna, Alexis Wilkins, cantante country di 27 anni. Secondo MS NOW e il New York Times, una squadra SWAT dell'FBI con sede a Nashville sarebbe stata incaricata di garantire la sua sicurezza, anche durante una convention della National Rifle Association ad Atlanta. Si tratta di agenti addestrati per gestire emergenze gravi come attacchi terroristici e sparatorie di massa. Christopher O'Leary, ex agente senior dell'FBI, ha commentato duramente la vicenda: "Non esiste alcuna giustificazione legittima per questo. È un chiaro abuso di posizione e un uso improprio delle risorse governative. Lei non è sua moglie, non vive nella stessa casa e nemmeno nella stessa città".
Patel ha difeso pubblicamente la fidanzata sui social media. A inizio novembre, dopo le notizie sull'uso del jet governativo per andare a vederla cantare, ha scritto che Wilkins "ha fatto più per questa nazione di quanto la maggior parte delle persone farà in dieci vite". Ha aggiunto: "Criticate pure me quanto volete. Ma attaccare le persone che fanno un ottimo lavoro, la mia vita privata o chi mi sta vicino è una totale vergogna".
Le frizioni non si limitano alle questioni personali. Funzionari dell'FBI e dell'amministrazione hanno accusato Patel di aver anticipato pubblicamente indagini ancora in corso. A Halloween, il direttore ha rivelato sui social media un'indagine su un "potenziale" attacco terroristico vicino a Detroit prima che gli investigatori avessero stabilito con certezza se la minaccia fosse reale. MS NOW riporta che anche nel caso della ricerca dell'uomo accusato dell'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk, Patel avrebbe pubblicato informazioni prematuramente.
Queste uscite avrebbero irritato la procuratrice generale Pam Bondi e il suo vice Todd Blanche, che secondo diverse fonti sarebbero frustrati sia dai comportamenti di Patel sia dalla continua distrazione mediatica generata dalle polemiche sull'uso delle risorse pubbliche.
Durante il suo mandato, Patel ha anche proceduto al licenziamento di decine di dipendenti dell'FBI ritenuti privi delle necessarie credenziali conservatrici o del supporto all'agenda del presidente. Reuters riporta che oltre 200 persone sono state licenziate dal Dipartimento di Giustizia, di cui l'FBI fa parte, dall'insediamento di Trump a gennaio. Tra queste, decine lavoravano a casi penali che coinvolgevano il presidente o i suoi alleati.
La scorsa settimana, un dipendente di lungo corso dell'FBI, David Maltinsky, ha intentato una causa contro Patel sostenendo di essere stato licenziato illegalmente per aver esposto una bandiera del Pride LGBT sulla sua postazione di lavoro. L'FBI ha rifiutato di commentare la causa.
Andrew Bailey, indicato come possibile sostituto di Patel, è stato inserito da Trump a settembre nel ruolo inusuale di co-vice direttore dell'FBI, insieme a Dan Bongino, conduttore radiofonico conservatore ed ex agente dei servizi segreti privo di esperienza nell'FBI. Secondo la legge federale, Trump potrebbe nominare Bailey direttore ad interim senza conferma del Senato dopo che questi avrà servito nella sua attuale posizione per almeno 90 giorni, requisito che sarà soddisfatto il 15 dicembre. Bailey potrebbe poi rimanere in carica per 210 giorni senza bisogno di conferma. Fonti interne all'FBI citate da MS NOW considerano Bailey una figura più stabile rispetto a Patel e Bongino, apprezzata per la sua capacità di gestione.