Il presidente Donald Trump ha minimizzato il rischio di subire un terzo impeachment se i democratici dovessero conquistare il Congresso alle midterm del 3 novembre. "Non lo so, ma ci sto diventando bravo", ha risposto venerdì ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, prima di partire per un comizio in Alabama. Un cronista gli aveva fatto notare che, se è già stato messo sotto accusa due volte, una terza non dovrebbe spaventarlo.
L'impeachment è la procedura con cui il Congresso può rimuovere il presidente. La Camera vota la messa in stato d'accusa, poi il Senato celebra il processo e decide se condannarlo. Trump l'ha subita due volte durante il primo mandato, nel 2019 e nel 2021, ed entrambe le volte il Senato lo ha assolto. Ora il presidente sostiene che i democratici, se conquisteranno il Congresso, proveranno a metterlo di nuovo sotto accusa.
Trump ha definito "falso" un eventuale nuovo impeachment e ha detto di essersi trattenuto con i suoi avversari. "Avremmo potuto farlo con Joe l'addormentato, ma non l'abbiamo fatto perché non sarebbe stato appropriato", ha detto riferendosi a Joe Biden. Ha aggiunto che avrebbe potuto fare lo stesso con Hillary Clinton, l'ex segretaria di Stato, ma che aveva deciso di non farlo: "Con me invece gli piace farlo".
Il riferimento a Clinton riprende un argomento usato dai repubblicani durante il secondo processo di impeachment, nel 2021, quando Trump aveva già lasciato la Casa Bianca. L'allora senatore della Florida Marco Rubio aveva sostenuto che processare un ex presidente avrebbe creato un precedente e avrebbe aperto la strada a un futuro impeachment anche di Clinton.
Le battute del presidente arrivano mentre i sondaggi danno ai repubblicani più di un motivo di preoccupazione. Harry Enten, il principale analista di dati della CNN, ha detto mercoledì che i democratici sono in media avanti di 9 punti nei sondaggi nazionali sul voto per il Congresso, quelli in cui si chiede agli elettori quale partito sceglieranno senza indicare i nomi dei candidati. Un anno fa il vantaggio era di 3 punti. È il margine più ampio dal 2008, l'anno in cui i democratici vinsero sia la Camera sia il Senato.
Secondo Enten, nelle sedi dei comitati repubblicani che si occupano delle campagne per il Senato e per la Camera "dovrebbero suonare le sirene", perché sono numeri che dovrebbero "spaventare davvero i repubblicani in tutto il paese". Anche alla Casa Bianca, secondo le ricostruzioni dei giorni scorsi, si è fatto strada il timore di perdere entrambi i rami del Congresso.
