Trump minaccia dazi del 200% sui vini francesi dopo il no di Macron al suo "consiglio della pace"
Il presidente statunitense ha reagito al rifiuto di Parigi condividendo anche un messaggio privato di Macron e attaccando la Francia sulla questione della Groenlandia.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre dazi del 200% sui vini e champagne francesi in risposta alla decisione di Emmanuel Macron di non aderire al suo "Board of Peace", il consiglio della pace proposto da Washington. L'annuncio è arrivato lunedì sera in Florida, quando Trump ha dichiarato ai giornalisti: "Metterò un dazio del 200% sui suoi vini e champagne. E lui aderirà. Ma non è obbligato ad aderire".
Il presidente statunitense ha anche risposto con sarcasmo al rifiuto francese, affermando: "Ha detto così? Beh, nessuno lo vuole perché presto sarà fuori carica". Trump ha poi condiviso su Truth Social un messaggio privato ricevuto da Macron, nel quale il presidente francese gli scriveva di essere d'accordo su Iran e Siria ma di non capire "cosa stai facendo sulla Groenlandia". Nel messaggio, Macron proponeva un incontro con Trump e altri leader del G7 ai margini del World Economic Forum di Davos, suggerendo di invitare anche ucraini, danesi, siriani e russi, e offrendosi di portare Trump a cena giovedì.
La ministra francese dell'Agricoltura Annie Genevard ha reagito immediatamente alle minacce di Trump, definendo le sue parole "ostili" in un'intervista a TF1 martedì mattina. "È estremamente scioccante perché è brutale, è fatto per far piegare, è uno strumento di ricatto", ha dichiarato la ministra, aggiungendo: "Abbiamo strumenti commerciali per tenergli testa, gli europei devono prendersi le loro responsabilità". L'entourage di Macron ha fatto sapere all'agenzia France Presse che la Francia considera "inaccettabili" le minacce di tasse americane sui vini "per influenzare la sua politica estera".
Le tensioni tra Washington e Parigi si sono intensificate dopo che la Francia ha deriso pubblicamente gli Stati Uniti sulla questione della Groenlandia. Il ministero degli Esteri francese ha pubblicato un post sarcastico sul social network X, paragonando la giustificazione del segretario al Tesoro americano Scott Bessent sulla volontà di Trump di acquisire il territorio artico danese a paradossi assurdi: "Se ci fosse un incendio un giorno, i vigili del fuoco interverrebbero, quindi è meglio bruciare la casa adesso", recitava il messaggio, seguito da analogie simili su squali e bagnini, incidenti e automobili.
Il Board of Peace era stato originariamente concepito da Trump lo scorso settembre come strumento per supervisionare la ricostruzione di Gaza dopo la guerra, ma l'invito inviato la scorsa settimana a circa 60 leader mondiali delinea un ruolo molto più ampio per risolvere conflitti globali, in diretta concorrenza con l'Organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo un documento visto da Reuters, la bozza dello statuto richiede ai membri di contribuire con un miliardo di dollari, circa 860 milioni di euro, se vogliono che la loro adesione duri più di tre anni. L'invito sarebbe valido per tre anni.
La Francia ha spiegato che l'iniziativa "va oltre il solo quadro di Gaza" e "solleva questioni importanti, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite, che non potrebbero in nessun caso essere messi in discussione", ha fatto sapere l'entourage del presidente francese. Lunedì pomeriggio il Quai d'Orsay aveva inizialmente comunicato che Parigi stava "esaminando le disposizioni del testo proposto come fondamento di questa nuova istanza", ma poche ore dopo l'entourage di Macron ha annunciato che la Francia "non intende dare seguito favorevole" alla proposta, almeno in questa fase. I governi di diversi paesi hanno reagito con cautela all'invito di Trump, e alcuni diplomatici hanno espresso preoccupazione che il piano possa danneggiare il lavoro delle Nazioni Unite.
Trump ha confermato lunedì di aver invitato anche il presidente russo Vladimir Putin a far parte del consiglio. "Sì, è stato invitato", ha risposto il presidente a un giornalista. Tra gli altri leader invitati ci sono il re di Giordania Abdallah II e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. La proposta di un organismo parallelo alle Nazioni Unite per la risoluzione dei conflitti globali rappresenta un tentativo di Trump di plasmare a suo modo la diplomazia internazionale, bypassando le istituzioni multilaterali esistenti.
L'escalation verbale tra Stati Uniti e Francia arriva in un momento di crescente tensione nelle relazioni transatlantiche, con Trump che ha rilanciato le sue ambizioni di espansione territoriale americana includendo la Groenlandia tra gli obiettivi dichiarati. La disputa sui vini e champagne francesi potrebbe avere conseguenze economiche significative, considerando che la Francia è uno dei principali esportatori di questi prodotti verso il mercato statunitense.