Trump mette i dazi anche sui piccoli pacchi
Dal 29 agosto tutti i pacchi diretti negli Stati Uniti sono soggetti a dazi, anche sotto gli 800 dollari. Washington parla di lotta a traffici illeciti, ma la misura pesa su imprese e consumatori, con sospensioni temporanee di spedizioni da parte di 25 paesi.

Da oggi 29 agosto gli Stati Uniti hanno abolito l’esenzione dai dazi doganali per i piccoli pacchi, fino ad ora applicata alle spedizioni di valore inferiore a 800 dollari. La decisione, voluta dal presidente Donald Trump, estende a tutte le importazioni una misura già adottata nei mesi scorsi contro Cina e Hong Kong, e rappresenta un nuovo passo nella strategia commerciale dell’amministrazione.
L’eliminazione del cosiddetto regime de minimis è stata giustificata da Washington con motivi di sicurezza e salute pubblica. Secondo i dati dell’Agenzia americana per la protezione delle frontiere (CBP), i piccoli pacchi sono stati il veicolo di ingresso del 98% dei narcotici sequestrati nel 2024, oltre che del 97% delle merci contraffatte e del 70% dei prodotti pericolosi per la salute. Per il governo americano, chiudere quella che è stata definita una “falla catastrofica” significa ridurre in maniera significativa i rischi legati all’importazione di sostanze vietate e articoli nocivi.
Il fenomeno ha assunto dimensioni notevoli nell’ultimo decennio: tra il 2015 e il 2024 il volume delle spedizioni agevolate è passato da 134 milioni a più di 1,36 miliardi l’anno. La crescita è stata trainata soprattutto dai colossi dell’e-commerce che spediscono direttamente ai consumatori statunitensi, come Temu, Shein e AliExpress. Con l’abolizione dell’esenzione, queste piattaforme diventano tra i principali obiettivi della nuova politica tariffaria.
Sul piano pratico, i pacchi di valore superiore a 100 dollari (circa 86 euro) devono ora essere sottoposti ai dazi ordinari: una tariffa minima del 10%, che sale al 15% per i paesi dell’Unione europea e può raggiungere il 50% per India e Brasile. L’impatto riguarda anche le imprese americane che importano componenti o piccoli lotti di produzione dall’estero, costrette ad assorbire costi più elevati o a rivedere le proprie catene di approvvigionamento.
Il provvedimento ha effetti immediati anche sulle relazioni commerciali. Alcuni servizi postali stranieri, tra cui quelli di Francia, Germania e Italia, hanno sospeso temporaneamente le spedizioni verso gli Stati Uniti, citando l’incertezza sulle nuove regole e la mancanza di dettagli tecnici sulla riscossione dei dazi. In totale, secondo l’agenzia postale delle Nazioni Unite, sono venticinque i paesi che hanno adottato questa misura precauzionale.
Washington ha replicato che la fine dell’esenzione non è stata una sorpresa e che i partner stranieri devono adeguarsi, rafforzando i controlli e collaborando con la dogana americana. L’amministrazione insiste sul fatto che la misura non mira a interrompere i flussi commerciali, ma a garantire maggiore sicurezza e a impedire pratiche di elusione doganale, come il transhipment di merci attraverso paesi terzi per nasconderne l’origine.