Trump impone dazi del 25% ai paesi che commerciano con l'Iran

Il presidente minaccia sanzioni immediate mentre valuta opzioni militari contro Teheran. Centinaia di morti nelle proteste che da settimane scuotono il regime degli ayatollah.

Trump impone dazi del 25% ai paesi che commerciano con l'Iran
Official White House Photo by Emily J. Higgins

Il presidente Donald Trump ha annunciato lunedì l'imposizione di dazi del 25% su qualsiasi paese che commercia con l'Iran. La misura scatta immediatamente e colpisce "ogni nazione che fa affari con la Repubblica Islamica dell'Iran", ha scritto Trump su Truth Social. L'annuncio arriva mentre l'amministrazione americana valuta una risposta alle violente proteste antigovernative in corso in Iran, le più gravi da anni.

Secondo due funzionari del Dipartimento della Difesa che hanno parlato con CBS News, Trump è stato informato su una vasta gamma di opzioni segrete e militari da utilizzare contro l'Iran. Tra le possibilità ci sono attacchi missilistici a lungo raggio, operazioni cibernetiche e campagne di guerra psicologica. Il team di sicurezza nazionale del presidente dovrebbe riunirsi martedì alla Casa Bianca per discutere le opzioni, anche se non è chiaro se Trump parteciperà all'incontro.

La situazione in Iran si è aggravata nelle ultime settimane. Le proteste, iniziate il 28 dicembre per problemi economici, si sono trasformate in una sfida aperta al sistema clericale. Il gruppo per i diritti umani Iran Human Rights, con sede in Norvegia, ha verificato la morte di 648 manifestanti, inclusi nove minori. Il gruppo HRANA, con sede negli Stati Uniti, parla di 599 morti: 510 manifestanti e 89 membri delle forze di sicurezza. Fonti interne all'Iran hanno riferito alla BBC che il bilancio delle vittime potrebbe essere molto più alto. Le autorità iraniane hanno imposto un blocco di internet da giovedì scorso, rendendo difficile verificare le informazioni.

I dazi annunciati da Trump colpiranno i paesi importatori: sono loro a pagare i dazi sulle merci provenienti dalle nazioni sanzionate. L'Iran, membro dell'OPEC, è già sottoposto a pesanti sanzioni americane da anni. Esporta gran parte del suo petrolio in Cina, mentre Turchia, Iraq, Emirati Arabi Uniti e India sono tra gli altri principali partner commerciali. Secondo Trade Data Monitor, che raccoglie dati doganali, più di 100 paesi hanno commerciato con l'Iran nella prima metà del 2025 e potrebbero essere colpiti dalle nuove misure.

La Cina ha criticato l'approccio di Trump. L'ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che Pechino "adotterà tutte le misure necessarie" per salvaguardare i propri interessi e si oppone a "qualsiasi sanzione unilaterale illecita". Il portavoce ha aggiunto che "le guerre dei dazi e le guerre commerciali non hanno vincitori, e la coercizione e la pressione non possono risolvere i problemi". Anche Giappone e Corea del Sud, che hanno firmato accordi commerciali con gli Stati Uniti l'anno scorso, hanno detto martedì di monitorare attentamente la situazione e di essere pronti a prendere le misure necessarie una volta chiari i dettagli delle azioni americane.

La Casa Bianca non ha fornito ulteriori informazioni sui dazi. Non è stato reso pubblico alcun documento ufficiale e non sono stati chiariti quali poteri legali Trump userebbe per imporre i dazi, né se colpiranno tutti i partner commerciali dell'Iran. Secondo i dati più recenti della Banca Mondiale, l'Iran ha esportato prodotti verso 147 partner commerciali nel 2022.

Trump ha aumentato la pressione su Teheran negli ultimi giorni. Domenica ha detto di stare considerando operazioni militari e ha avvertito che la Repubblica Islamica sta "iniziando" a superare la sua soglia di tolleranza. Ha ripetuto più volte che "salverà" gli iraniani se il governo continuerà a uccidere i manifestanti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto lunedì che "la diplomazia è sempre la prima opzione per il presidente", ma ha avvertito che Trump "non ha paura di usare opzioni militari se e quando lo riterrà necessario".

L'Iran vive una crisi economica profonda. La valuta iraniana è crollata e l'inflazione ha spinto i prezzi dei generi alimentari fino al 70%. Il cibo rappresenta circa un terzo delle importazioni iraniane e ulteriori restrizioni causate dai dazi potrebbero peggiorare le carenze e i costi. Il ministro degli esteri iraniano ha detto che Teheran è aperta a colloqui con Washington, ma rimane "pronta alla guerra". La guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha accusato gli Stati Uniti di "inganno" e di affidarsi a "mercenari traditori", mentre ha elogiato le manifestazioni filogovernative organizzate lunedì dal regime.

Durante il suo secondo mandato, Trump ha spesso minacciato e imposto dazi ad altri paesi per i loro legami con avversari degli Stati Uniti o per politiche commerciali che ha definito ingiuste. La settimana scorsa gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi su Caracas e catturato il leader venezuelano Nicolás Maduro, un'azione audace che ha ricordato la disponibilità di Trump a usare la potenza militare americana per raggiungere i suoi obiettivi di politica estera. Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran che vive in esilio negli Stati Uniti, ha esortato Trump a intervenire "presto" per limitare il numero di morti tra i manifestanti. In un'intervista a CBS News, Pahlavi ha detto che il governo iraniano sta "cercando di ingannare il mondo facendo credere di essere pronto a negoziare ancora una volta".

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