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Trump bolla come "il nemico" chi usa ancora il termine "intelligenza artificiale"
Donald Trump parla con i giornalisti insieme ad alcuni dirigenti del settore tecnologico dopo il pranzo dedicato alla "Super Intelligence", il 29 settembre 2026. Credito: Joyce Boghosian / Casa Bianca — opera del governo degli Stati Uniti.
Tecnologia 2 min di lettura

Trump bolla come "il nemico" chi usa ancora il termine "intelligenza artificiale"

Il presidente ha scritto che la Casa Bianca considera "il nemico" chi non si è adeguato al nuovo termine "Super Intelligenza". La sua stessa Amministrazione però continua a usare la vecchia sigla, a partire proprio dal sito AI.gov.

Donald Trump ha scritto ieri su Truth Social che la Casa Bianca considera "IL NEMICO" chiunque usi l’espressione "Intelligenza Artificiale" anziché "Super Intelligenza", da lui definita "il nuovo termine, ampiamente accettato e più accurato". È l’ultimo passo della campagna con cui il presidente vuole ribattezzare l’intelligenza artificiale, mentre la sua stessa Amministrazione continua a usare la denominazione precedente. La scelta si discosta però dalla terminologia consolidata nel settore tecnologico, dove per “superintelligenza” si intende un’ipotetica forma di intelligenza artificiale capace di superare le capacità umane in quasi tutti gli ambiti. Usare le due espressioni come sinonimi significa quindi confondere concetti diversi.

Trump aveva già disposto il cambio di denominazione con un ordine esecutivo del 29 settembre, rivolto ai dipartimenti e alle agenzie federali. Il provvedimento applica all’espressione “super intelligenza” la definizione di “intelligenza artificiale” già prevista dalla legge federale e impone alle agenzie di adottare la nuova terminologia nelle comunicazioni ufficiali, nei limiti consentiti dalla legge. Non prevede sanzioni per chi continua a usare “intelligenza artificiale”, né richiede di modificare regolamenti, contratti o altri documenti già emanati. Il Dipartimento di Stato aveva già ordinato ai diplomatici di usare la nuova espressione dopo il discorso di Trump alle Nazioni Unite del 22 settembre. Ma al di fuori del governo federale non esiste alcun obbligo del genere.

Anche alcuni dirigenti del settore tecnologico hanno adottato il linguaggio del presidente: il 29 settembre Jensen Huang di Nvidia ha definito i data center come "fabbriche di superintelligenza", mentre il 4 ottobre Elon Musk ha annunciato che avrebbe ribattezzato SpaceXAI, la divisione di intelligenza artificiale di SpaceX, in SpaceXSI. Il caso di Mark Zuckerberg è diverso: aveva annunciato la creazione dei Meta Superintelligence Labs già nel giugno 2025, oltre un anno prima dell’ordine esecutivo, indicando la superintelligenza come obiettivo di sviluppo. Il suo uso del termine precede dunque la decisione di Trump.

Ironicamente, anche alla Casa Bianca la nuova terminologia è stata adottata solo in parte. Il sito dell’Office of Science and Technology Policy, l’ufficio che consiglia il presidente su scienza e tecnologia, contiene ancora riferimenti all’“intelligenza artificiale”. Giovedì il sito governativo AI.gov è stato aggiornato e ora mostra in grande la scritta “SI.gov”. L’indirizzo è però rimasto AI.gov, mentre, al momento della scrittura di questo articolo, SI.gov rimanda a una pagina di errore.

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