Trump annuncia il blocco navale dello Stretto di Hormuz
Il vicepresidente Vance ha lasciato Islamabad senza accordo dopo 21 ore di colloqui diretti. Teheran rifiuta di rinunciare alle ambizioni nucleari e al controllo dello Stretto
Il presidente Trump ha annunciato che la Marina americana bloccherà "tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz", dopo il collasso dei negoziati di pace con l'Iran a Islamabad. Lo ha scritto su Truth Social poche ore dopo che il vicepresidente JD Vance aveva lasciato il Pakistan senza un accordo, al termine di colloqui durati 21 ore. Trump ha anche minacciato che le forze armate americane "finiranno quel poco che resta dell'Iran" al momento opportuno.
I colloqui di Islamabad, mediati dal Pakistan, sono stati i più importanti tra Stati Uniti e Iran dalla rivoluzione islamica del 1979. Vance ha guidato la delegazione americana, affiancato dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente. La delegazione iraniana era guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal falco Ali Bagheri Kani, noto oppositore dell'accordo nucleare del 2015. I negoziati sono iniziati sabato mattina e proseguiti per tutta la notte, con Trump consultato tra le sei e le dodici volte nel corso delle discussioni.
Il nodo centrale che ha fatto saltare l'intesa è stato il programma nucleare iraniano. Vance ha dichiarato in conferenza stampa a Islamabad che la delegazione americana non ha ottenuto dall'Iran "un impegno fondamentale a non sviluppare un'arma nucleare, non solo ora, non solo tra due anni, ma nel lungo periodo". Trump ha confermato che "la maggior parte dei punti era stata concordata", ma che "l'unico punto che contava davvero, il NUCLEARE, non lo è stato". L'Iran ha sempre rivendicato il diritto di arricchire l'uranio per scopi civili. Ghalibaf ha risposto che gli Stati Uniti "non sono riusciti a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana" e ha attribuito la diffidenza alle "due guerre precedenti".

L'altro grande punto di frizione è stato lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. L'Iran ha imposto un sistema di pedaggi di fatto sulle navi in transito, con tariffe fino a 2 milioni di dollari per le superpetroliere. Teheran insiste sul proprio controllo dello Stretto e rifiuta quelle che definisce "pretese eccessive" degli americani. Il vicepresidente del Parlamento iraniano Haji Babaei ha dichiarato che lo Stretto "è completamente nelle mani dell'Iran" e che "i pedaggi devono essere pagati in rial". Nel frattempo, sabato due cacciatorpediniere americani hanno attraversato lo Stretto per la prima volta dall'inizio del conflitto, in una missione descritta come operazione per la libertà di navigazione e per il dragaggio delle mine. L'Iran ha negato il transito e ha avvertito che qualsiasi tentativo di passaggio da parte di navi militari riceverà "una risposta ferma e decisa".
Prima del collasso dei negoziati, l'Iran aveva posto precondizioni che hanno complicato l'avvio stesso delle discussioni. Ghalibaf aveva chiesto lo sblocco dei fondi iraniani congelati all'estero, in quello che sembrava un riferimento ai 6 miliardi di dollari di ricavi petroliferi parcheggiati in Qatar dall'autunno 2023, e un cessate il fuoco in Libano, dove Israele continua le operazioni militari contro Hezbollah. Nei giorni precedenti ai colloqui, Trump aveva chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di ridimensionare gli attacchi in Libano per non compromettere la tregua con l'Iran, come riportato dal Wall Street Journal. Netanyahu ha risposto che "non c'è alcun cessate il fuoco in Libano" e che Israele continua a colpire Hezbollah "con tutta la forza".
L'Iran ha dispiegato forze speciali della Marina lungo la costa meridionale per contrastare "qualsiasi possibile infiltrazione nemica nel territorio del Paese", secondo i media di Stato. Gli Stati Uniti hanno inviato migliaia di Marines e paracadutisti in Medio Oriente, inclusi 1.500-2.000 soldati della 82esima divisione aviotrasportata. L'arsenale missilistico iraniano è stato dimezzato rispetto all'inizio del conflitto, secondo valutazioni americane e israeliane, ma Teheran conserva ancora oltre mille missili balistici a medio raggio e capacità di fuoco. La guerra ha causato oltre 3.300 morti in Iran secondo le autorità di Teheran, tra cui centinaia di bambini. Il Pentagono ha dichiarato 13 militari americani uccisi e 390 feriti. Il costo complessivo del conflitto è stimato tra 25 e 35 miliardi di dollari, secondo l'analisi di Elaine McCusker, ex alta funzionaria del bilancio del Pentagono, per l'American Enterprise Institute.
Sul fronte diplomatico, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha detto che nessuno si aspettava un accordo "in una singola sessione" e che "la diplomazia non finisce mai". Vance ha lasciato quella che ha definito "la nostra offerta finale e migliore", aggiungendo: "Vedremo se gli iraniani la accetteranno". Il Pakistan ha chiesto a entrambe le parti di mantenere il cessate il fuoco, in vigore ancora per dieci giorni. L'ex ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha scritto su X che "non è troppo tardi" perché gli Stati Uniti imparino che "non si possono dettare condizioni all'Iran". La BBC ha riferito che contatti indiretti tra le due parti attraverso il Pakistan sono proseguiti anche dopo la partenza di Vance, anche se né Washington né Teheran lo hanno confermato ufficialmente. Analisti ed ex funzionari sono divisi sulle prospettive. Karim Sadjadpour, del Carnegie Endowment for International Peace, ha scritto sull'Atlantic che l'Iran vede in Vance "la voce anti-guerra nel movimento MAGA" e che un eventuale accordo firmato dal vicepresidente avrebbe più forza in vista di una sua possibile candidatura presidenziale. Ilan Goldenberg, ex responsabile del dossier Iran al Pentagono, ha dichiarato al Wall Street Journal che "non esiste una zona di accordo tra Stati Uniti e Iran" sulla base delle posizioni attuali. L'annuncio del blocco navale dello Stretto di Hormuz da parte di Trump indica che la Casa Bianca ha scelto, almeno per ora, la strada dell'escalation.