Trump alza i dazi globali al 15%
Il presidente annuncia un nuovo aumento delle tariffe sulle importazioni, usando una legge del 1974 che gli permette di agire senza il Congresso per 150 giorni
Il presidente Donald Trump ha annunciato di voler portare al 15% i dazi sulle importazioni da tutti i paesi del mondo, un giorno dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva bocciato il meccanismo legale su cui si basava la sua politica commerciale.
La vicenda ha avuto una sequenza rapida. Ieri, la Corte Suprema aveva stabilito con una sentenza di sei voti contro tre che Trump aveva agito in modo illegittimo usando l'International Emergency Economic Powers Act, una legge federale sui poteri di emergenza, per imporre dazi su decine di paesi partner commerciali degli Stati Uniti. Quei dazi, annunciati lo scorso aprile, arrivavano fino al 50% e si basavano sul concetto di tariffa "reciproca". La Corte li ha dichiarati privi di base legale.
Poche ore dopo la sentenza, Trump ha reagito imponendo subito un dazio del 10% su tutte le importazioni straniere, questa volta fondandosi su uno strumento diverso: la Sezione 122 del Trade Act del 1974. Questa norma permette al presidente di imporre restrizioni alle importazioni per un massimo di 150 giorni senza dover ottenere l'approvazione del Congresso, ed è proprio per questo che Trump vi ha fatto ricorso. Ottenere il via libera parlamentare sarebbe stato complicato: i democratici e alcuni repubblicani si sono già opposti a vari elementi della sua politica commerciale.

Oggi, in un post pubblicato sul suo social network Truth Social, Trump ha però annunciato un ulteriore aumento: i dazi saliranno dal 10% al 15%, il massimo consentito dalla legge del 1974. "Porterò immediatamente il dazio mondiale del 10% sui paesi, molti dei quali hanno sfruttato gli Stati Uniti per decenni senza conseguenze, fino al livello del 15%, il massimo consentito e già testato legalmente", ha scritto il presidente. Ha aggiunto che nei prossimi mesi la sua amministrazione elaborerà nuove misure tariffarie "legalmente ammissibili".
I dazi iniziali del 10%, annunciati venerdì, erano previsti in entrata in vigore il 24 febbraio alle 00:01 ora di Washington. Proprio quella sera Trump è atteso al Congresso per il discorso sullo Stato dell'Unione. Il post di sabato non ha specificato i tempi esatti per l'entrata in vigore del nuovo livello al 15%.
La Casa Bianca e l'ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti non hanno risposto alle richieste di commento delle principali agenzie di stampa internazionali.