Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Trump affida a Jay Clayton la task force sull'IA: 120 giorni per misurarne i rischi
Donald Trump durante l’incontro sull’IA nella East Room della Casa Bianca, il 29 settembre 2026. Credito: Daniel Torok / The White House — foto ufficiale della Casa Bianca, opera del governo degli Stati Uniti, foto ritagliata.
Tecnologia 5 min di lettura

Trump affida a Jay Clayton la task force sull'IA: 120 giorni per misurarne i rischi

Il Direttore dell'Intelligence nazionale guiderà la "Super Intelligence Force", che dovrà indicare quale ruolo debba avere il governo nello sviluppo dell'IA. La nuova task force nasce mentre il 63% degli elettori chiede una pausa sull'IA e solo il 12% si fida dell'autoregolamentazione delle aziende.

Il presidente Donald Trump ha affidato al Direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton il coordinamento della politica federale sull’intelligenza artificiale. Domenica 4 ottobre, in un post su Truth Social, Trump ha annunciato che Clayton presiederà la cosiddetta "Super Intelligence Force", una task force incaricata di "garantire che l’America continui a guidare il mondo nella super intelligenza" e di "proteggere gli interessi e migliorare la vita di tutti gli americani". Il nome riprende la denominazione che il presidente vuole adottare per l’IA: "super intelligenza", o "SI".

Il gruppo dovrà presentare entro 120 giorni un rapporto sui rischi e sulle opportunità della tecnologia, con raccomandazioni sul ruolo del governo federale. Lo ha spiegato Clayton in un’intervista al Wall Street Journal, che sabato aveva anticipato la notizia. "Il rischio di non arrivare primi è alto", ha detto Clayton al quotidiano. "Non essere primi aumenta i rischi, noti e sconosciuti, soprattutto quelli che provengono dai nostri avversari. Essere primi ci permetterà di affrontarli meglio nell’interesse del popolo americano".

Clayton, a capo dell’intelligence da agosto, ha guidato in passato la SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, durante il primo mandato di Trump ed è stato anche procuratore federale a Manhattan. Ora assume di fatto il ruolo di "zar" dell’IA dell’Amministrazione Trump. È la seconda volta che il presidente affida a un consigliere il coordinamento delle decisioni sul settore: all’inizio del secondo mandato l’incarico era stato assegnato all'investitore David Sacks,

Secondo lo statuto citato dal Wall Street Journal, la nuova task force dovrà "sviluppare piani per rispondere alle minacce alla nostra società rese possibili dalla SI, evitando al tempo stesso gli eccessi di regolamentazione che soffocherebbe l’innovazione e la concorrenza". Il gruppo esaminerà inoltre le procedure con cui vengono segnalati al governo violazioni, attacchi informatici, tentativi di aggirare le protezioni dei modelli — i cosiddetti jailbreak — e altri episodi di questo tipo. Dovrà poi "raccomandare modi per migliorare la capacità di risposta del governo nell’ambito dei poteri esistenti". Il lavoro potrà proseguire oltre i 120 giorni oppure le funzioni del gruppo potranno essere trasferite a un’agenzia federale.

Le aziende restano le prime responsabili dei rischi

Alcuni funzionari hanno spiegato al Wall Street Journal che le aziende manterranno la responsabilità principale nella gestione dei rischi legati all'uso dei propri modelli. La task force lavorerà quindi in collaborazione con loro. "Mi aspetto che i meccanismi nascano dal dialogo, come accade in altri settori", ha detto Clayton, citando i modelli di gestione del rischio elaborati per il settore finanziario insieme alla Federal Reserve e alla SEC. Il gruppo esaminerà anche le leggi in vigore e i possibili interventi legislativi del Congresso.

La nuova task force nasce pochi giorni dopo l’incontro del 29 settembre alla Casa Bianca con i vertici del settore, tra cui il presidente di OpenAI Greg Brockman e gli amministratori delegati di Anthropic e Nvidia, Dario Amodei e Jensen Huang. In quell’occasione le aziende avevano sottoscritto una serie di impegni volontari: controlli interni sullo sviluppo dei modelli, verifiche affidate a soggetti esterni e comunicazioni ai consigli di amministrazione sulle misure adottate per la sicurezza.

Trump aveva indicato questi impegni come la strada da seguire: "Non soffocherò mai la crescita di una tecnologia che sarà più grande della rivoluzione industriale". La senatrice democratica Elizabeth Warren aveva invece criticato l’autoregolamentazione proposta dal presidente, scrivendo su X il 29 settembre: "Autoregolamentazione? È la ricetta perfetta per un disastro".

I vicepresidenti della task force saranno tre. Emil Michael, Sottosegretario del Pentagono per la ricerca e l’ingegneria, curerà i rapporti con le aziende dell’IA. Scott Kupor, direttore dell’Office of Personnel Management, l’ufficio che gestisce il personale federale, seguirà quelli con i gestori delle infrastrutture critiche e gli altri interlocutori industriali. Andrew Ferguson, presidente della Federal Trade Commission, l’autorità per la concorrenza e la tutela dei consumatori, si occuperà, invece, degli interessi dei consumatori e dei rapporti con le organizzazioni che rappresentano i credenti, tutelano i minori e la privacy e difendono le libertà di parola, espressione e associazione.

Tra i membri della task force figurano anche il vicepresidente JD Vance, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il Segretario al Tesoro Scott Bessent, la capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e il vice capo di gabinetto Richard Walters. La task force risponderà direttamente a Trump e a Wiles. Parteciperanno inoltre, come consulenti esterni, Sacks, oggi copresidente del Consiglio dei Consulenti del presidente per la scienza e la tecnologia, e l’ex Segretaria di Stato Condoleezza Rice, che fornirà indicazioni sulla sicurezza nazionale.

Le divisioni dell’Amministrazione e i timori degli elettori

Trump ha sempre privilegiato una regolamentazione limitata, sostenendo che controlli eccessivi indebolirebbero la competitività americana rispetto alla Cina. Il 29 settembre ha anche dichiarato di non voler collaborare con il presidente cinese Xi Jinping alla definizione delle regole sull’IA. Pochi giorni prima, al termine della visita di Xi a Washington, i due Paesi avevano avviato un "dialogo sulla super intelligenza" e concordato un canale di comunicazione per segnalare gli episodi di rischio. Il consigliere scientifico della Casa Bianca Michael Kratsios aveva però precisato che il confronto internazionale "non può scivolare verso una governance globale".

La nascita della task force suggerisce che nell’Amministrazione stia prendendo spazio l’idea di una maggiore supervisione federale. Secondo il Wall Street Journal, Bessent e Wiles chiedono da tempo un intervento più deciso del governo, preoccupati dall’impopolarità della tecnologia e dal suo possibile impiego per attacchi informatici e armi biologiche. Queste divergenze avrebbero talvolta rallentato le decisioni.

Negli ultimi mesi sono però cresciuti i timori che l’IA elimini posti di lavoro, permetta attacchi informatici sofisticati o venga impiegata come arma. Alcuni ricercatori avvertono che persino tra gli sviluppatori c’è chi ritiene possibile che la tecnologia provochi la morte in massa di esseri umani entro un decennio. Diversi esponenti democratici e repubblicani del Congresso hanno quindi chiesto interventi delle autorità federali.

Un recente sondaggio del Wall Street Journal, condotto tra il 16 e il 21 settembre su 1.500 elettori registrati, mostra quanto siano diffuse queste preoccupazioni. Nel questionario originale, il 29% chiede alle aziende americane di rallentare lo sviluppo dell’IA, il 24% di sospenderlo temporaneamente per valutarne gli effetti e il 10% di non proseguire: complessivamente, il 63% vuole frenare o fermare lo sviluppo della tecnologia.

Il 57% è anche favorevole a un intervento immediato del governo per introdurre regole e garanzie di sicurezza. Solo il 12% considera invece le aziende dell’IA i soggetti più adatti a guidarne la regolamentazione. Il margine di errore della rilevazione è di ±2,5 punti percentuali sull’intero campione, ma le due domande sul ritmo dello sviluppo e sull’urgenza delle regole sono state poste ciascuna a metà degli intervistati e hanno quindi un margine più ampio.

Clayton aveva già respinto l’idea di una pausa nello sviluppo dell'intelligenza artificiale in un’intervista alla CNBC il 30 settembre, il giorno dopo l’incontro alla Casa Bianca. "Non so nemmeno che cosa possa essere una pausa", aveva detto, aggiungendo che fare un passo indietro e "lasciare che il resto del mondo sviluppi questi modelli" non sarebbe una buona strategia.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.