Tim Cook lascia la guida di Apple dopo quindici anni

John Ternus prenderà il posto dell'amministratore delegato, che diventerà presidente esecutivo. La transizione arriva in un momento difficile sul fronte dell'intelligenza artificiale.

Tim Cook lascia la guida di Apple dopo quindici anni
Official White House Photo by Daniel Torok

Tim Cook lascerà la carica di amministratore delegato di Apple a settembre, chiudendo quindici anni alla guida dell'azienda di Cupertino. Lo ha annunciato lui stesso con una lettera pubblicata lunedì sul sito dell'azienda. Il suo successore sarà John Ternus, cinquantenne attuale responsabile del settore hardware, mentre Cook assumerà il ruolo di presidente esecutivo.

L'annuncio chiude una delle gestioni più redditizie nella storia del capitalismo americano. Durante il mandato di Cook, iniziato nell'agosto 2011 poco prima della morte del cofondatore Steve Jobs, il valore di mercato di Apple è passato da circa 350 miliardi di dollari a circa 4.000 miliardi, con un profitto annuo quadruplicato a oltre 110 miliardi di dollari. Il fatturato annuo è salito da 108 a 416 miliardi di dollari.

Ternus, laureato all'Università della Pennsylvania nel 1997, è entrato in Apple nel 2001. Ha iniziato lavorando sugli schermi dei Mac per poi assumere responsabilità crescenti nello sviluppo hardware, fino a supervisionare negli ultimi cinque anni l'ingegneria di iPhone, iPad e Mac. Sarà l'ottavo amministratore delegato nei cinquant'anni di storia dell'azienda e il terzo da quando Jobs tornò nel 1997 a risollevare Apple da una situazione prossima al fallimento. Contestualmente, Apple ha promosso Johny Srouji, finora responsabile dei chip progettati internamente, a chief hardware officer, con la supervisione anche dell'ingegneria hardware finora affidata a Ternus. Per consentire la nuova posizione di Cook, Arthur Levinson lascerà il ruolo di presidente non esecutivo pur restando nel consiglio di amministrazione.

Il passaggio di consegne arriva in un momento delicato per l'azienda. Apple è rimasta indietro nella corsa all'intelligenza artificiale, settore in cui ha faticato a mantenere le promesse fatte quasi due anni fa. All'inizio dell'anno si è rivolta a Google per trasformare l'assistente virtuale Siri in uno strumento più conversazionale e versatile. Nel frattempo, il produttore di chip Nvidia ha superato Apple nella classifica delle aziende più capitalizzate al mondo, diventando la prima a raggiungere prima i 4.000 e poi i 5.000 miliardi di dollari di valore. Dan Ives, analista di Wedbush Securities, ha dichiarato che Cook ha creato un'eredità importante ma era arrivato il momento di passare il testimone a Ternus con la strategia sull'intelligenza artificiale come priorità.

La dipendenza dalla Cina resta un'altra fragilità. L'azienda produce circa l'80% degli iPhone nel paese, che rappresenta a volte un quarto del fatturato annuo. Jason Snell, che scrive di Apple su Sixcolors.com e MacWorld, ha detto a NPR che l'azienda ha concentrato tanto le operazioni in Cina che serviranno probabilmente decenni per ridurre questa dipendenza. Cook ha tentato di diversificare la catena di fornitura spostando parte della produzione in India e Brasile.

Il rapporto con la politica è diventato centrale nel ruolo di Cook. L'amministratore delegato è diventato il principale diplomatico dell'industria tecnologica, con visite regolari a Washington e Pechino per mediare tra le agende spesso contrastanti del presidente Trump e del leader cinese Xi Jinping. Durante il primo mandato di Trump, Cook era riuscito a ottenere esenzioni dai dazi sull'iPhone. Nell'attuale amministrazione, il presidente ha imposto dazi sul dispositivo pur chiedendo lo spostamento della produzione negli Stati Uniti. Cook ha limitato l'impatto spostando in India la produzione degli iPhone destinati al mercato statunitense e ottenendo esenzioni in cambio della promessa di investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Apple ha dichiarato che nel nuovo ruolo di presidente esecutivo Cook si occuperà dei rapporti con i decisori politici nel mondo.

Sotto la sua guida, l'azienda ha ampliato il proprio perimetro oltre l'hardware, lanciando servizi in abbonamento come Apple News, Apple TV+ e Apple Pay, che oggi rappresentano circa un quarto del fatturato annuo. Ha introdotto nuove linee di prodotto come Apple Watch e AirPods, oltre alle cuffie Beats. Altri progetti non hanno però avuto successo: il visore Vision Pro, lanciato nel 2024 nel campo della realtà aumentata, è stato considerato deludente, mentre il progetto per costruire un'auto a guida autonoma è stato abbandonato dopo anni di investimenti.

Peter Oppenheimer, direttore finanziario di Apple dal 2004 al 2014, ha detto al New York Times che Cook si è trovato a indossare le scarpe più grandi che qualcuno al mondo abbia mai dovuto calzare e ha svolto un lavoro straordinario. Dipanjan Chatterjee, analista di Forrester Research, ha dichiarato a Euronews che Jobs non era un predecessore facile da seguire ma Cook ha trasformato quell'eredità in una potenza finanziaria resistente. Lo stesso analista ha però osservato che Cook non ha mai supervisionato un'innovazione di portata tale da ridefinire la posizione competitiva di Apple per i prossimi vent'anni, come aveva fatto Jobs con l'iPhone.

Cook, originario dell'Alabama e in precedenza dirigente di Compaq e IBM, nel 2014 è diventato il primo amministratore delegato di un'azienda Fortune 500 a dichiararsi pubblicamente omosessuale, con un saggio personale accolto come un momento importante per il movimento dei diritti LGBTQ. Jo-Ellen Pozner, professoressa associata alla business school della Santa Clara University, ha detto a NPR che la scelta di Ternus segnala un rafforzamento della strategia sull'hardware, settore che è stato estremamente redditizio per l'azienda. Apple pubblicherà i risultati finanziari del primo trimestre il 30 aprile, occasione in cui Cook e Ternus potrebbero fornire ulteriori dettagli sulla transizione.

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