Texas, lo scontro alle primarie diventa una leva politica nazionale per Trump

Trump usa la sua potenziale endorsement nel ballottaggio repubblicano in Texas per fare pressione sul Senato e far passare una legge sull'identità degli elettori

Texas, lo scontro alle primarie diventa una leva politica nazionale per Trump
U.S. Army National Guard photo by Staff Sgt. Michelle Gonzalez

Una corsa al Senato in Texas si è trasformata in una partita di potere che potrebbe cambiare le regole del Senato degli Stati Uniti. Al centro c'è Donald Trump, che usa la sua eventuale benedizione politica come strumento di pressione su Capitol Hill.

Per mesi, i vertici repubblicani del Senato hanno supplicato il presidente di appoggiare il senatore John Cornyn, in corsa per la riconferma contro Ken Paxton, il procuratore generale del Texas. Cornyn ha alle spalle 70 milioni di dollari in pubblicità finanziate dal partito, ma non è riuscito a superare il 50% dei voti necessari per evitare un ballottaggio, fissato a maggio. I repubblicani temono che uno scontro prolungato possa indebolire il partito in vista delle elezioni di medio termine. Trump sembrava sul punto di fare la mossa: la scorsa settimana aveva scritto sui social che avrebbe annunciato presto un'endorsement, aggiungendo che il candidato escluso avrebbe dovuto ritirarsi.

Poi Paxton ha cambiato le carte in tavola. In un post su X, ha dichiarato che avrebbe "preso in considerazione" il ritiro dalla gara, ma solo a una condizione: che i repubblicani del Senato aggirassero il filibuster, la regola che impone 60 voti per approvare la maggior parte delle leggi, e facessero passare il SAVE America Act. La proposta di legge, già approvata dalla Camera dei rappresentanti, imporrebbe la prova della cittadinanza per registrarsi come elettori e un documento d'identità con foto per votare, sia di persona che per corrispondenza. I democratici si oppongono e hanno promesso di bloccarla in Senato.

La mossa di Paxton non è stata lasciata al caso. Secondo il New York Times, che ha ricostruito la vicenda sulla base di conversazioni con una dozzina di funzionari repubblicani, Paxton ha inviato un messaggio diretto al presidente per essere sicuro che lo vedesse. Il post è diventato virale in poche ore: Donald Trump Jr. ha risposto con un "Wow!!!!", Elon Musk con una emoji della bandiera americana. Secondo CNN, i funzionari della Casa Bianca hanno giudicato la mossa un "colpo di genio".

Trump ha colto l'occasione. Ha annunciato che non avrebbe firmato alcuna legge fino all'approvazione del SAVE America Act e ha cominciato a usare la potenziale endorsement come leva per fare pressione sui senatori repubblicani. In questo modo, quello che era un problema interno al partito texano è diventato uno scontro istituzionale con implicazioni nazionali.

Il leader della maggioranza al Senato, John Thune del South Dakota, si trova in una posizione scomoda. Sa che una vittoria di Cornyn nel ballottaggio è essenziale per proteggere la maggioranza repubblicana al Senato, ma ha ripetuto più volte che i voti per eliminare il filibuster semplicemente non ci sono. "È una questione di matematica, e non c'è niente che io possa fare", ha detto martedì. Mercoledì ha aggiunto di poter "garantire il dibattito e il voto" sul SAVE America Act, ma non l'esito. La resistenza di Thune ha irritato Trump, che ha risposto dicendogli che deve "essere un leader" e fare in modo che il partito si muova.

Cornyn, nel frattempo, ha deciso di cambiare posizione. In un editoriale pubblicato mercoledì sul New York Post, il senatore texano ha scritto di sostenere "qualsiasi modifica alle regole del Senato che si riveli necessaria" per far passare la legge. È una svolta netta per un politico che per anni aveva difeso strenuamente il filibuster, arrivando nel 2022 a dire che abolirlo avrebbe significato "prendere una palla da demolizione" al Senato. Alla NBC, ha negato di aver cambiato idea per ottenere l'endorsement, definendo il suo cambiamento "un'evoluzione del mio pensiero". Quando i giornalisti hanno insistito sulle sue dichiarazioni passate, ha messo una mano davanti alla telecamera e ha detto: "Andate via". Paxton ha commentato la virata del rivale con soddisfazione: "In una settimana l'ho reso più conservatore di quanto non fosse stato nei 24 anni precedenti".

La scadenza per ritirarsi dalla gara è fissata al 18 marzo. Secondo CNN, Trump non è in fretta di annunciare nulla e potrebbe continuare a tenere in sospeso i senatori repubblicani nel tentativo di spingere il partito verso un voto sul SAVE America Act. Thune continua a resistere, sostenuto anche da alcuni colleghi. "Non c'è modo di superare la soglia dei 60 voti e non c'è modo di eliminare il filibuster. Perché non usiamo il nostro tempo su cose che possiamo portare a casa?" ha dichiarato alla CNN il senatore repubblicano Thom Tillis del North Carolina.

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