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Starlink limitato e missili russi su Kyiv: crescono i dubbi sull’affidabilità degli Usa
Un militare ucraino prepara un terminale Starlink in una postazione, in condizioni invernali. Foto d'archivio pubblicata il 4 febbraio 2026. Credito: Ministero della Difesa ucraino — CC BY 4.0.
Politica estera 4 min di lettura

Starlink limitato e missili russi su Kyiv: crescono i dubbi sull’affidabilità degli Usa

Le restrizioni imposte da SpaceX ai terminali Starlink dei droni ucraini hanno fatto saltare diverse missioni. Intanto la Russia ha colpito le centrali elettriche di Kyiv con 39 missili balistici, nonostante la tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche annunciata da Trump.

Questa notte SpaceX, la società di Elon Musk, ha introdotto senza preavviso nuove restrizioni al servizio Starlink usato dai droni ucraini. Secondo quanto riferito al Financial Times da militari e alti funzionari di Kyiv, il collegamento si interrompe quando i droni superano i 160 km orari, costringendo le unità a rinunciare a diverse missioni questa mattina. Nelle stesse ore l'Ucraina ha denunciato di non aver ricevuto dagli alleati, per il secondo giorno consecutivo, alcun preavviso sugli attacchi missilistici russi contro le sue centrali elettriche. I due episodi hanno alimentato i dubbi di Kyiv sull'affidabilità del sostegno americano, dopo le minacce di Donald Trump.

"La logistica al fronte e gli attacchi a media distanza sono fortemente limitati", ha detto al Financial Times un alto funzionario ucraino, riferendosi alle operazioni contro le linee di rifornimento russe. Le restrizioni sono scattate "senza preavviso, nel cuore della notte", ha aggiunto.

Serhii Beskrestnov, consigliere di Volodymyr Zelensky per le tecnologie della difesa, ha spiegato su Telegram che i nuovi limiti riguardano Starshield, il servizio militare di Starlink. Le unità che impiegano droni lo usano proprio perché il servizio ordinario funziona soltanto fino a 160 km orari, una velocità insufficiente per alcune missioni. Un comandante ha inviato a Ukrainska Pravda un video in cui due droni perdono il collegamento subito dopo il decollo e devono interrompere la missione.

Secondo Beskrestnov, le restrizioni hanno compromesso anche le operazioni a lungo raggio. "È chiaro che questa azione non è casuale ed è legata all'attuale situazione politica", ha sostenuto.

Le pressioni di Trump e i sospetti su Washington

Alcuni funzionari ucraini sospettano che SpaceX, che gestisce migliaia di terminali utilizzati in Ucraina da militari e civili, abbia introdotto le restrizioni su richiesta dell'Amministrazione Trump. Nei giorni scorsi Musk aveva attaccato Zelensky su X, scrivendo che "Zelensky ha passato il limite" a commento di un video diffuso dalla Casa Bianca. Nel filmato Trump racconta di aver detto al presidente ucraino: "Puoi fare quello che vuoi alla Russia, ma non colpire le raffinerie, perché è un problema mondiale". Poi aggiunge: "E lui cosa fa? Va a colpire il gasolio. Farebbe bene a smettere".

Secondo un consigliere della presidenza ucraina, i militari stanno ora cercando di risolvere il problema attraverso il centro di coordinamento di Wiesbaden, in Germania, che assicura i contatti militari tra Kyiv e gli alleati occidentali.

Da una settimana Trump preme perché l'Ucraina smetta di colpire le raffinerie russe e i suoi inviati avrebbero minacciato di sospendere la condivisione delle informazioni di intelligence. Il presidente americano attribuisce falsamente agli attacchi ucraini l'aumento del prezzo del gasolio, che secondo gli analisti dipende invece soprattutto dalla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran.

Ieri però Trump ha negato di aver interrotto il flusso di informazioni: "No, non l'abbiamo fatto. Li stiamo aiutando, condividiamo l'intelligence. Ma vogliamo che la guerra finisca". Secondo Politico, tuttavia, Washington avrebbe spiegato a Kyiv che il mancato allarme per l'attacco precedente era dovuto al maltempo, una giustificazione che gli ucraini non hanno ritenuto convincente.

Gli attacchi russi e la tregua annunciata

Secondo Zelensky, questa notte la Russia ha lanciato 39 missili balistici e più di 120 droni d'attacco contro le infrastrutture energetiche ucraine, soprattutto a Kyiv e Kharkiv. L'aeronautica ucraina ha intercettato soltanto quattro missili. "I nostri sistemi hanno individuato questi missili solo quando erano praticamente già in avvicinamento a Kyiv", ha detto il presidente ucraino. Gli attacchi hanno provocato danni significativi a 26 impianti del sistema elettrico e a quattro del settore petrolifero e del gas, lasciando almeno 600.000 persone senza corrente.

Il primo ministro Serhii Koretsky ha riferito che sono state colpite tutte e tre le centrali termoelettriche di Kyiv, oltre agli impianti della regione che alimentano la capitale e il centro del Paese. Il Ministero della Difesa russo ha rivendicato gli attacchi contro due centrali della capitale e altri impianti nelle regioni di Kyiv e Kharkiv, sostenendo che fossero utilizzati "nell'interesse del complesso militare-industriale e delle forze armate ucraine".

Nella capitale i morti sono almeno 3, secondo la protezione civile ucraina, e i feriti più di 20. Due vittime sono state trovate in un edificio di nove piani nel quartiere di Desnianskyi, colpito in tarda serata e devastato da un incendio. Tra i feriti c'è anche un bambino di 8 anni, ha riferito il sindaco Vitali Klitschko. "L'attacco è stato del tutto deliberato e dimostrativo nelle sue dimensioni", ha detto Zelensky. "La Russia non aveva mai mostrato una mancanza di rispetto così ostentata verso gli Stati Uniti".

Secondo il presidente ucraino, gli impianti colpiti rientrerebbero nella tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche annunciata da Trump l'11 ottobre. Zelensky ha dichiarato di aver ordinato alle sue Forze Armate di rispettarla, mentre il Cremlino non l'ha mai confermata. Interpellato nei giorni scorsi sui primi attacchi russi successivi all'annuncio, Trump non ha attribuito la violazione a Mosca: ha detto che avrebbe dovuto verificare, sostenendo che ci sarebbero state violazioni da entrambe le parti.

Zelensky, mercoledì a Londra per incontrare il primo ministro britannico Andy Burnham, ha chiesto agli Stati Uniti di reagire e di riconoscere "chi è responsabile del proseguimento di questa guerra". Ha sollecitato sanzioni più dure contro Mosca, richiamando anche la legge intitolata al defunto senatore Lindsey Graham e firmata da Trump il 18 settembre, che consente tra l'altro di imporre dazi fino al 100% ai principali acquirenti di petrolio russo. Ha inoltre chiesto agli alleati altri missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. "La pace può arrivare solo con la forza e chiediamo all'America di ricordare questo principio reaganiano", ha detto.

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