Sparatoria ad Austin, l'FBI indaga per terrorismo

Due morti, 14 feriti e un attentatore ucciso dalla polizia: l'attacco fuori da un bar nel centro del Texas avviene il giorno dopo i raid americano-israeliani sull'Iran

Sparatoria ad Austin, l'FBI indaga per terrorismo
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Un uomo ha aperto il fuoco sulla folla davanti a un bar di Austin, in Texas, nella notte tra sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, uccidendo due persone e ferendone 14. L'FBI indaga l'episodio come potenziale atto di terrorismo, un giorno dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Il sospettato è stato identificato dal Department of Homeland Security come Ndiaga Diagne, 53 anni, cittadino americano naturalizzato originario del Senegal, residente a Pflugerville, un sobborgo a nord di Austin. Diagne era entrato negli Stati Uniti nel 2000 con un visto turistico, aveva ottenuto la residenza permanente nel 2006 dopo aver sposato una cittadina americana e aveva acquisito la cittadinanza nel 2013. Al momento dell'attacco indossava una felpa con la scritta "Property of Allah" e una maglietta con il disegno della bandiera iraniana, secondo quanto riferito dall'Associated Press citando una fonte delle forze dell'ordine.

L'attacco è avvenuto intorno alle due di notte nella zona di West Sixth Street, arteria nota per bar e locali notturni frequentati anche dagli studenti dell'Università del Texas, che ha sede a pochi chilometri dal luogo dell'attacco. Secondo la ricostruzione della capo della polizia di Austin, Lisa Davis, Diagne ha percorso più volte il blocco in auto prima di accendere le quattro frecce e sparare con una pistola dai finestrini del suo SUV contro i clienti sul patio esterno del locale Buford's. Ha poi parcheggiato in una via laterale, è sceso dal veicolo imbracciando un fucile e ha aperto il fuoco sui passanti. Tre agenti di polizia lo hanno affrontato a un incrocio e lo hanno ucciso. Il bilancio finale è di tre morti, incluso il sospettato, e 14 feriti, tre dei quali in condizioni critiche. I soccorritori sono giunti sul posto 57 secondi dopo la prima chiamata al 112.

Alex Doran, agente speciale dell'ufficio dell'FBI di San Antonio, ha dichiarato in conferenza stampa che gli investigatori hanno trovato sul sospettato e nel suo veicolo degli "indicatori" che suggeriscono un possibile collegamento con il terrorismo, senza però fornire dettagli sulla loro natura. "È ancora troppo presto per determinare una motivazione precisa", ha detto Doran, che ha anche rifiutato di specificare se si stia indagando per terrorismo domestico o internazionale. Gli artificieri hanno ispezionato il veicolo senza trovare esplosivi.

L'attacco è avvenuto in un contesto geopolitico già teso. Il giorno prima, gli Stati Uniti e Israele avevano lanciato attacchi militari contro l'Iran, che aveva risposto con rappresaglie. Il direttore dell'FBI, Kash Patel, aveva già dichiarato su X di aver "chiesto alle nostre squadre antiterrorismo e di intelligence di essere in massima allerta". Il SITE Intelligence Group, organizzazione che monitora i gruppi jihadisti, ha riferito domenica che il sospettato aveva espresso "opinioni favorevoli al regime iraniano".

Il governatore del Texas, Greg Abbott, ha ordinato al Texas Department of Public Safety e alla Guardia Nazionale di intensificare pattugliamenti e sorveglianza in tutto lo stato nell'ambito dell'operazione denominata Operation Fury Shield. In una dichiarazione scritta, Abbott ha avvertito che chiunque pensi di "usare il conflitto in corso in Medio Oriente per minacciare i texani o le infrastrutture critiche" dovrà aspettarsi "una risposta decisa e con forza schiacciante". Il sindaco di Austin, Kirk Watson, ha elogiato la rapidità dell'intervento delle forze dell'ordine, affermando in conferenza stampa che ha "sicuramente salvato delle vite". La Casa Bianca ha comunicato che il presidente Trump è stato informato dell'accaduto.

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