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Senato USA, le radici dei candidati democratici nelle chiese protestanti storiche
James Talarico, candidato democratico al Senato in Texas in California, il 10 settembre 2026. Credito: Louise Palanker / Flickr — CC BY-SA 4.0.
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Senato USA, le radici dei candidati democratici nelle chiese protestanti storiche

Da Roy Cooper a James Talarico, i democratici in corsa in cinque stati sono legati a comunità religiose che promuovono la giustizia sociale, l’accoglienza dei migranti e la separazione tra Chiesa e Stato.

Nelle corse per il Senato in North Carolina, Ohio, Texas e Kansas, quattro candidati democratici hanno un tratto in comune: appartengono alle chiese protestanti cosiddette mainline, cioè alle denominazioni storiche del protestantesimo americano. Si tratta di Roy Cooper, Sherrod Brown, James Talarico e Adam Hamilton. In Iowa, anche Josh Turek ha tenuto incontri elettorali in comunità di questa tradizione, senza che ciò però ne dimostri l’appartenenza religiosa.

Queste chiese hanno avuto un ruolo centrale nella storia degli Stati Uniti. Comprendono, tra le altre, le tradizioni episcopale, presbiteriana, metodista, luterana e congregazionalista. È soprattutto quest’ultima a raccogliere l’eredità religiosa dei Padri Pellegrini e dei puritani del New England. A queste tradizioni sono stati legati molti presidenti americani: George Washington e Franklin D. Roosevelt erano episcopaliani, George W. Bush è metodista e Barack Obama ha fatto parte per circa vent’anni della Trinity United Church of Christ di Chicago, prima di lasciarla nel 2008.

Molte di queste denominazioni affiancano alla vita comunitaria un forte impegno per la pace, la giustizia economica e sociale e la tutela del Creato. Sostengono gli immigrati e le loro famiglie, criticano le politiche di espulsione e finanziano aiuti umanitari e missioni negli Stati Uniti e all’estero. Diverse ammettono le persone LGBTQ+ al ministero diaconale e pastorale, con differenze tra denominazioni e contesti nazionali. Questo impegno non si traduce, però, in un’appartenenza politica uniforme dei fedeli.

Le denominazioni dei quattro candidati, insieme alla United Church of Christ, aderiscono al National Council of Churches, l’organismo ecumenico con sede a Washington che riunisce anche chiese ortodosse e altre tradizioni cristiane.

La fede di Cooper, Brown e Talarico

In North Carolina corre Roy Cooper, ex governatore dello Stato e membro della Presbyterian Church (USA). Nella sua comunità ha ricoperto il ruolo di anziano: un incarico affidato a un laico che partecipa alla guida spirituale e al governo della chiesa locale. Ha inoltre insegnato per circa venticinque anni nella scuola domenicale, dedicata alla formazione biblica e religiosa, come ha raccontato in un’intervista dello scorso febbraio.

In Ohio il candidato è Sherrod Brown, che ha rappresentato lo Stato al Senato per diciotto anni. Appartiene alla Evangelical Lutheran Church in America (ELCA), una delle principali denominazioni del protestantesimo storico statunitense. Brown indica nella fede cristiana una fonte del proprio impegno per la giustizia economica e sociale.

In Texas James Talarico è cresciuto in una comunità della Presbyterian Church (USA) e nel 2025 ha conseguito un master in studi teologici all’Austin Presbyterian Theological Seminary. Il seminario lo identifica infatti tra i propri diplomati di quell’anno. Suo nonno era un pastore battista. Talarico rifiuta di definire il proprio cristianesimo "progressista" o "conservatore": lo descrive invece come fondato sulla Bibbia e sugli insegnamenti di Gesù. Si oppone al nazionalismo cristiano, che lega l’identità nazionale americana a una specifica concezione del cristianesimo, e difende la separazione tra chiesa e Stato.

Gli incontri di Turek e la candidatura del pastore Hamilton

In Iowa Josh Turek, campione paralimpico di basket in carrozzina, ha incontrato gli elettori anche in comunità della United Church of Christ, la denominazione alla quale apparteneva Obama. Tra queste c’è la comunità di Decorah, che ha ospitato un suo incontro pubblico. Si tratta di un contatto con queste realtà religiose, non di un’affiliazione dichiarata.

In Kansas, invece, il candidato democratico è un pastore. Adam Hamilton guida la Church of the Resurrection, con sede principale a Leawood: conta circa 24.000 membri ed è la più grande comunità della United Methodist Church negli Stati Uniti. Dopo una pausa di alcuni mesi durante la campagna elettorale, Hamilton è tornato a predicare il 30 agosto. Intende continuare anche se sarà eletto, ma con un impegno ridotto.

La United Methodist Church, o Chiesa metodista unita, dichiara circa 10 milioni di membri nel mondo. Hamilton porta così un esponente del protestantesimo storico americano a contendersi un seggio per i democratici in uno Stato che non elegge un loro senatore dal 1932.

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Domenico D'Elia
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Domenico D'Elia

Medico Chirurgo e presidente del Consiglio di Chiesa della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Mottola (TA). Da oltre 40 anni si occupa del panorama Cristiano Evangelico degli Stati Uniti.

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