Quattro anni di guerra in Ucraina e nessuna pace in vista
Il conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda guerra mondiale ha provocato perdite colossali su entrambi i fronti. I negoziati guidati dagli Stati Uniti non hanno prodotto risultati concreti, mentre l'Europa fatica a colmare il vuoto lasciato da Washington
Il 24 febbraio 2022 la Russia lanciava l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Quattro anni dopo, il conflitto più grande sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale non mostra segni di rallentamento. Le perdite militari combinate potrebbero raggiungere 1,8 milioni di soldati tra morti, feriti e dispersi sui due fronti, secondo il Center for Strategic and International Studies (CSIS). Mosca avrebbe subito 1,2 milioni di perdite, Kiev tra 500 e 600mila. Si tratta di cifre che né il Cremlino né il governo ucraino confermano ufficialmente.
Putin credeva di poter prendere Kiev in pochi giorni. Quattro anni dopo, la Russia controlla il 19,4% del territorio ucraino, secondo l'Institute for the Study of War. Nell'ultimo anno le forze russe hanno conquistato appena lo 0,79% di territorio aggiuntivo, a fronte di costi enormi in uomini e mezzi. Prima dell'invasione su larga scala, Mosca controllava circa il 7% dell'Ucraina, inclusa la Crimea e parti del Donbass.
Il bilancio sui civili è altrettanto devastante. La Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha registrato 14.999 civili uccisi dall'inizio dell'invasione, una cifra che la stessa agenzia ritiene sottostimata. Il 2025 è stato l'anno più mortale per i civili dal 2022, con 2.514 morti e oltre 12.000 feriti, un aumento del 31% rispetto all'anno precedente. L'Organizzazione mondiale della sanità ha documentato 2.881 attacchi russi che hanno colpito strutture sanitarie, con un incremento del 20% nel 2025. Circa 5,9 milioni di ucraini hanno lasciato il Paese, di cui 5,3 milioni in Europa. Altri 3,7 milioni sono sfollati interni. La popolazione prebellica superava i 40 milioni.
Sul fronte diplomatico, la promessa del presidente Trump di porre fine alla guerra entro 24 ore dal suo insediamento si è rivelata irrealizzabile. A oltre un anno dal ritorno alla Casa Bianca, i negoziati non hanno prodotto alcun cessate il fuoco né accordo di pace. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ammesso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco che gli Stati Uniti non sanno se la Russia voglia davvero la pace. L'ultimo round di colloqui trilaterali a Ginevra si è concluso dopo appena due ore senza progressi.
Angela Stent, ex analista dell'intelligence americana per la Russia e oggi ricercatrice all'American Enterprise Institute, ha scritto su Foreign Policy che la partecipazione russa ai negoziati è puramente "di facciata". Secondo la sua analisi, Putin ritiene che il tempo giochi a suo favore e usa le trattative per assecondare Trump e impedirgli di adottare misure più punitive contro Mosca. Anziché inviare diplomatici esperti, Trump ha affidato i negoziati al suo amico e miliardario del settore immobiliare Steve Witkoff, che si è recato sei volte in Russia senza mai visitare l'Ucraina.
In novembre, un piano di pace in 28 punti elaborato tra Stati Uniti e Russia è trapelato su Axios. Conteneva le richieste massimaliste di Mosca: cessione del Donbass controllato dall'Ucraina, riduzione dell'esercito ucraino, rinuncia all'ingresso nella Nato. Dopo le resistenze di Kiev e dei suoi alleati europei è emerso un nuovo piano in 20 punti, con garanzie di sicurezza europee sostenute dagli Stati Uniti. Tre round di colloqui trilaterali hanno portato soltanto a uno scambio di prigionieri. La Russia continua a insistere sull'esistenza di una cosiddetta "formula di Anchorage", presuntamente concordata al vertice Trump-Putin in Alaska nell'agosto 2025, che incorpora le richieste massime del Cremlino.
L'obiettivo di Putin va oltre la conquista territoriale. Come ricorda Stent, i suoi scritti e discorsi rendono chiaro che l'intento è sottomettere l'Ucraina e insediare un regime filorusso, poiché il presidente russo non riconosce all'Ucraina il diritto di esistere come Stato indipendente. La questione del Donbass è accessoria rispetto a questo progetto, ma utile a tenere impegnati Trump e Witkoff.
All'interno della Russia, quattro anni di guerra hanno trasformato il Paese. Come riporta il Monde, la repressione si è intensificata: i difensori dei diritti umani stimano tra 3.000 e 4.600 prigionieri politici. Il tasso di popolarità di Putin resta sopra l'80%, secondo il centro indipendente Levada, ma il dato va interpretato con cautela in un Paese privo di libertà d'espressione. L'analista politico in esilio Fiodor Krasheninnikov ha spiegato al Monde che la dittatura si è irrigidita e la guerra è diventata una questione esistenziale, con la vittoria come unica ossessione. Il sistema, scrive la ricercatrice Tatiana Kastouéva-Jean dell'Institut français des relations internationales, è diventato più centralizzato, repressivo, militarizzato e antieuropeo.
L'economia russa risente dello sforzo bellico. L'inflazione ufficiale è al 5,6%, ma supera il 10% secondo stime reali. Il governo ha aumentato l'Iva dal 20 al 22%, destinando le entrate aggiuntive alla difesa. Da Yelets, città a 350 chilometri da Mosca, il corrispondente della BBC Steve Rosenberg racconta un paesaggio segnato da manifesti di reclutamento militare che promettono l'equivalente di 15.000 sterline ai volontari. Nelle piccole attività commerciali i prezzi salgono per effetto delle bollette, degli affitti e delle nuove tasse.
Anche l'Ucraina affronta sfide interne. Il presidente Zelensky, il cui mandato è scaduto nel maggio 2024 ma resta in carica grazie alla legge marziale, mantiene una popolarità mai scesa sotto il 52%. L'uscita di scena del suo braccio destro Andriy Yermak, a fine 2025, per uno scandalo di corruzione nel settore energetico ha scosso il vertice dello Stato. Il politologo Volodymyr Fesenko del centro Penta di Kiev ha spiegato al Monde che con Yermak è scomparso uno stile di gestione molto personale e un controllo monopolistico su diversi ambiti politici, incluse le relazioni con gli Stati Uniti. La sua sostituzione con Kyrylo Boudanov, capo dell'intelligence militare con il 70% di gradimento, ha avuto un effetto positivo nell'opinione pubblica.
In un'intervista alla CNN, Zelensky ha dichiarato che Trump non esercita pressioni sufficienti su Putin. Al Financial Times ha aggiunto che i russi stanno giocando con Trump e il mondo intero. Il presidente ucraino chiede ai partner occidentali di colpire la flotta fantasma russa e le aziende che permettono a Mosca di aggirare le sanzioni, e sollecita l'Unione europea a fissare una data per l'adesione dell'Ucraina, possibilmente entro il 2027.
L'Europa, intanto, cerca di compensare il vuoto americano. Gli aiuti militari europei a Kiev sono cresciuti del 67% nel 2025 rispetto alla media 2022-2024, secondo il Kiel Institute tedesco. Ma l'assistenza militare straniera complessiva è calata del 13% nello stesso periodo. Il presidente Emmanuel Macron ha parlato di un "triplo fallimento" russo sul piano militare, economico e strategico. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata a Kiev per la decima volta dall'inizio dell'invasione.
La guerra ha intanto rivoluzionato il modo di combattere. I droni d'attacco hanno colmato le lacune dell'Ucraina in fanteria e artiglieria, innescando un ciclo di innovazione di sei settimane al fronte. Il mese scorso sono emerse notizie di droni russi con sensori di movimento, capaci di attendere il passaggio della fanteria prima di esplodere. Questa rivoluzione nell'automazione bellica non è ancora pienamente compresa dagli eserciti occidentali.
Un disegno di legge sulle sanzioni alla Russia con un ampio sostegno bipartisan giace da mesi al Senato americano, in attesa del via libera del presidente. Senza un aumento della pressione economica su Mosca, in particolare sul settore energetico e sulla flotta fantasma di circa mille petroliere, la guerra potrebbe proseguire a tempo indeterminato. La ricostruzione postbellica dell'Ucraina, secondo un rapporto congiunto di Kiev, Banca mondiale, Unione europea e Nazioni Unite, costerà 588 miliardi di dollari nel prossimo decennio.