Ken Paxton, attuale procuratore generale del Texas e candidato repubblicano al Senato, ha detto a un gruppo di lobbisti di Washington che per ridurre il deficit federale sarà necessario tagliare parte della spesa sociale: le uscite previste per legge, destinate in gran parte alla Social Security, il sistema pensionistico pubblico, e ai programmi sanitari pubblici Medicare e Medicaid. "Non c'è dubbio che dobbiamo tagliare una parte della spesa sociale", afferma Paxton in una registrazione ottenuta dal Texas Tribune. A chi gli chiedeva come ridurre il deficit ha risposto: "Bisognerà fare qualche taglio ragionevole alla spesa sociale. Altrimenti non c'è soluzione. È la realtà. Dobbiamo stringere i denti".
È il quarto estratto reso pubblico dello stesso incontro, un pranzo di raccolta fondi tenuto il 24 settembre a Capitol Hill. Lo hanno organizzato Susan Hirschmann e Chris Brinson, della società di lobbying Williams & Jensen, e vi ha partecipato una decina di persone, quasi tutte lobbisti. A registrare la conversazione è stato un partecipante contrario alla candidatura di Paxton, che sta diffondendo l'audio attraverso diverse testate in vista dell'apertura del voto anticipato in Texas, il 19 ottobre.
Nel primo estratto, pubblicato dal New York Times, Paxton affermava che la Convention repubblicana organizzata da Trump per le elezioni di metà mandato gli aveva fatto perdere consensi. Nel secondo, diffuso da Politico, lamentava di non avere il controllo della propria campagna elettorale, le cui principali decisioni dipendevano da Washington. Nel terzo, pubblicato da Axios, illustrava le sue proposte contro il caro vita, aggravato dalla guerra in Iran, che a suo giudizio sta penalizzando la sua candidatura.
Nell'ultimo audio Paxton non specifica quali programmi di spesa sociale intende ridurre né di quanto. Secondo il Congressional Budget Office (CBO), l'ufficio indipendente del Congresso che analizza i conti pubblici, nell'ultimo anno fiscale circa tre quarti della spesa sociale sono stati destinati a Social Security, Medicare e Medicaid. Il resto finanzia soprattutto gli aiuti alle famiglie a basso reddito, come i buoni alimentari e i sussidi di disoccupazione, oltre alle pensioni e alle prestazioni di invalidità per dipendenti federali e veterani. "Con presidenti repubblicani e democratici abbiamo speso come matti e a nessuno sembra importare. Questo ci porterà alla bancarotta, è solo questione di tempo", aggiunge Paxton.
La sua proposta combina tagli fiscali per stimolare l'economia, che secondo lui "genereranno più entrate", e "tagli ragionevoli" alla spesa sociale. Quando una lobbista presente, Jeanne Haggerty, ha detto tra le risate dei partecipanti che anche a lei farebbe comodo pagare meno tasse, Paxton ha risposto: "Su questo sono con te".
In una dichiarazione rilasciata al Texas Tribune, il candidato ha assicurato che proteggerà la spesa pensionistica, definendola "una promessa sacra" agli anziani che hanno versato i contributi, e ha indicato nella lotta alle frodi "un modo importante" per ridurre il deficit. "I media che diffondono notizie false continuano a manipolare lo stesso audio selezionato ad arte per ingannare i texani e decontestualizzare le mie parole. Non ho mai detto che toglierei le prestazioni pensionistiche a chi ne ha diritto o se le è guadagnate", ha scritto.
Il Partito Democratico del Texas ha reagito subito al nuovo audio. Paxton "non ha problemi ad aggiungere migliaia di miliardi al debito per tagliare le tasse ai miliardari, ma è pronto subito ai tagli quando si tratta di proteggere le pensioni e l'assistenza sanitaria degli anziani", ha dichiarato il portavoce Ryan Martin. "Paxton se la ride con i ricchi lobbisti di Washington mentre parla di concedere loro sgravi fiscali più generosi e minaccia tagli alla Social Security, a Medicaid e ai programmi per i lavoratori texani".
Il nodo delle pensioni e della sanità
Sulle riforme delle prestazioni sociali, i politici di entrambi i partiti si stanno muovendo con cautela, per il timore di essere accusati di sottrarre agli anziani benefici per i quali hanno versato contributi per anni. Le scadenze, però, si avvicinano: secondo i dati annuali più recenti, pubblicati a giugno, le riserve del fondo pensionistico della Social Security si esauriranno alla fine del 2032 e quelle del fondo di Medicare che finanzia l'assistenza ospedaliera nel 2033. A seguito di queste scadenze, senza nuovi interventi legislativi non potranno più pagare integralmente le prestazioni previste.
Il deficit federale, intanto, nell'anno fiscale 2025 è stato di circa 1.800 miliardi di dollari. A giugno lo Speaker repubblicano della Camera Mike Johnson aveva detto che i repubblicani hanno un piano per riformare pensioni e sanità, ovvero programmi che "vanno corretti e sistemati". Dopo gli attacchi dei democratici, ha precisato che il Partito "non sta parlando di ridurre una sola prestazione", ma di eliminare frodi e sprechi.
Su Medicaid i repubblicani sono stati meno cauti. La legge fiscale e di spesa voluta da Trump nel 2025, il One Big Beautiful Bill, riduce la spesa federale per il programma di quasi mille miliardi di dollari in dieci anni. Secondo le stime del CBO, la legge nel suo complesso aumenterà di 10 milioni il numero di persone senza assicurazione sanitaria entro il 2034 e farà crescere il deficit cumulato di almeno 3.400 miliardi di dollari nello stesso periodo. Quando il Congresso l'aveva approvata, Paxton l'aveva celebrata su X come una legge "storica" che avrebbe "liberato il potenziale di crescita dell'economia".
Una corsa sostenuta dai fondi di Washington
Nei sondaggi il democratico James Talarico è stato costantemente in vantaggio su Paxton, sebbene i democratici non vincano un'elezione per una carica statale in Texas dal lontano 1994. Per sostenere il candidato repubblicano, i vertici nazionali del partito hanno quindi ìmobilitato ingenti risorse attraverso comitati esterni alla sua campagna.
Secondo la società di monitoraggio pubblicitario AdImpact, dall'inizio di settembre i super PAC vicini a Trump e al leader della maggioranza al Senato John Thune hanno speso oltre 150 milioni di dollari in spot a favore di Paxton. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate, ma non possono coordinare le proprie attività elettorali con le campagne dei candidati. Nello stesso periodo, la campagna di Paxton ha speso 20 milioni di dollari, mentre Talarico ne ha spesi 40 milioni in spazi televisivi.
Paxton, che durante le primarie si era presentato come un candidato estraneo ai giochi di Washington, si ritrova così, a pochi giorni dall'apertura del voto anticipato, a dover spiegare le dichiarazioni fatte a un pranzo con i lobbisti della capitale. Ma il destino della sua corsa dipende ormai in larga misura dai finanziamenti che arrivano proprio da Washington.
