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Otto elettori su dieci vogliono cambiare Washington, i democratici più motivati alle midterm
Donald Trump sul prato sud della Casa Bianca prima della partenza per Youngstown, in Ohio, il 12 ottobre 2026. Credito: Molly Riley / Casa Bianca — foto ufficiale del governo degli Stati Uniti, via Flickr, foto ritagliata.
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Otto elettori su dieci vogliono cambiare Washington, i democratici più motivati alle midterm

Per il sondaggio AP-NORC otto elettori su dieci chiedono un cambiamento profondo e il costo della vita pesa più di ogni altro tema. I democratici sono più motivati a votare, ma il loro partito resta poco amato.

A meno di quattro settimane dalle elezioni di metà mandato, una larga maggioranza degli elettori americani boccia l'operato di Donald Trump in politica interna ed estera e chiede un cambiamento profondo nel modo in cui viene governato il Paese. È il quadro che emerge da un nuovo sondaggio dell'Associated Press e del NORC, il centro di ricerca dell'Università di Chicago, condotto tra l'8 e il 12 ottobre. Circa la metà degli elettori iscritti alle liste elettorali vuole un "cambiamento sostanziale" e circa 3 su 10 uno "stravolgimento completo e totale": complessivamente, 8 su 10 vogliono un forte cambiamento.

Il desiderio di cambiamento è più forte tra democratici e indipendenti, ma coinvolge anche la maggioranza dell'elettorato repubblicano: il 45% chiede un cambiamento sostanziale e il 13% uno stravolgimento. I repubblicani controllano entrambe le camere del Congresso da quasi due anni, ma circa metà degli elettori preferirebbe ora una maggioranza democratica, sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato. Per ciascuna camera, circa 4 su 10 intervistati vorrebbero invece mantenere il controllo repubblicano, mentre il 15% è indeciso.

Anche la motivazione a votare è maggiore tra i democratici. Nel complesso, circa due terzi degli elettori considerano "estremamente" importante partecipare alle elezioni di metà mandato di novembre, ma la quota sale a circa tre quarti tra i democratici e scende a circa 6 su 10 tra i repubblicani.

Il costo della vita pesa anche tra i repubblicani

Economia e costo della vita sono citati, ciascuno, da circa 8 elettori su 10 tra i temi più importanti per la scelta di voto. Circa due terzi indicano invece la sanità e la guerra in Iran come argomenti principali della propria scelta di voto. Immigrazione e criminalità, gli ambiti in cui Trump ottiene giudizi relativamente migliori, occupano posizioni più basse tra le priorità degli elettori.

È proprio sul costo della vita che il presidente riceve i giudizi peggiori: circa 8 elettori su 10 disapprovano ora il suo operato, un dato in linea con il precedente sondaggio AP-NORC di settembre. Circa tre quarti bocciano invece la sua gestione dell'economia. Il malcontento si inserisce in un contesto in cui l'inflazione è risalita al 3,7%.

Le difficoltà sono evidenti anche nella base elettorale del presidente. Tra gli elettori repubblicani, soltanto il 44% approva il suo operato sul costo della vita e il 54% quello sull'economia: percentuali nettamente inferiori a quelle registrate su altri temi, come la criminalità. In politica estera lo sostiene ancora il 69% dei repubblicani, mentre la guerra in Iran è arrivata ormai all'ottavo mese, nonostante Trump avesse promesso che sarebbe durata al massimo 4 o 5 settimane.

Nel complesso, soltanto circa un elettore su tre ha un'opinione favorevole del presidente e una quota simile approva il suo operato. Non va meglio al vicepresidente JD Vance, considerato tra i possibili successori di Trump alle presidenziali del 2028: circa metà degli elettori ne ha un'opinione negativa e circa un terzo positiva.

Midterm 2026
Otto elettori su dieci chiedono di cambiare il modo in cui sono governati gli Stati Uniti
A meno di quattro settimane dal voto, la richiesta di cambiamento coinvolge anche la base repubblicana. I democratici ne approfittano, ma non entusiasmano.
Quanto cambiamento chiedono gli elettori
80%
degli elettori vuole un cambiamento sostanziale o uno stravolgimento completo e totale
  • Tutti gli elettori: 80% (circa 3 su 10 lo stravolgimento, circa la metà un cambiamento sostanziale)
  • Democratici: 97% (50% stravolgimento, 47% cambiamento sostanziale)
  • Indipendenti: 90% (circa 4 su 10 lo stravolgimento)
  • Repubblicani: 58% (13% stravolgimento, 45% cambiamento sostanziale)
La richiesta supera la metà anche nella base di Trump: il 58% degli elettori repubblicani vuole un cambiamento profondo.
Trump sui temi
Sul costo della vita Trump perde anche la sua base
Quota di elettori che approva l'operato del presidente, per tema
  • Costo della vita: circa 20% tra tutti gli elettori, 44% tra i repubblicani
  • Economia: circa 25% tra tutti gli elettori, 54% tra i repubblicani
  • Politica estera: circa 33% tra tutti gli elettori, 69% tra i repubblicani
Nel complesso approva Trump il 36% degli elettori. Sulla criminalità, il tema in cui va meglio, il consenso sale al 45%.
Sull'economia il consenso di Trump non è mai stato così basso
Quota di adulti che approva la sua gestione dell'economia, sondaggi AP-NORC dal secondo mandato
  • Marzo 2025: 40% · Agosto 2025: 43% · Aprile 2026: 30% · Settembre 2026: 26% · Ottobre 2026: 25%
Il Congresso
Quasi metà degli elettori vuole un Congresso democratico
Quale partito dovrebbe controllare le due camere dopo il voto di novembre. Nessuno dei due supera la metà.
  • Camera: democratici 47%, indecisi 15%, repubblicani 38%
  • Senato: democratici 46%, indecisi 15%, repubblicani 38%
I democratici sono più motivati ad andare a votare
Quota che considera «estremamente» importante votare a novembre
  • Democratici: circa 3 su 4
  • Tutti gli elettori: circa 2 su 3
  • Repubblicani: circa 6 su 10
I partiti
Il malcontento premia i democratici, ma non li rende popolari
Quota con un'opinione sfavorevole dei due partiti
Valore tra tutti gli elettori
+10
  • Tutti gli elettori: circa la metà ha un'opinione sfavorevole dei democratici, circa 6 su 10 dei repubblicani
  • Indipendenti: circa 4 su 10 bocciano i democratici, circa 2 su 3 i repubblicani
Le opinioni favorevoli restano basse per entrambi: 40% per i democratici, 36% per i repubblicani.
Fonte: AP-NORC, sondaggio dell'8-12 ottobre 2026 su 925 elettori iscritti alle liste (margine di errore ±4,2 punti). I valori preceduti da ≈ sono stime arrotondate diffuse da AP. L'andamento sull'economia si riferisce a tutti gli adulti.

I democratici beneficiano del malcontento

Le difficoltà di Trump non si traducono in entusiasmo per l'opposizione democratica. Circa 4 elettori su 10 hanno un'opinione favorevole del Partito democratico, mentre circa la metà ne ha una sfavorevole. Il Partito repubblicano raccoglie una quota di giudizi positivi non molto diversa, ma è visto negativamente da circa 6 elettori su 10.

Tra i sostenitori dei due partiti, l'apprezzamento per la propria formazione è sostanzialmente identico: circa 8 su 10. La differenza principale emerge tra gli indipendenti, decisivi in molte competizioni elettorali: circa due terzi hanno un'opinione negativa dei repubblicani, contro circa 4 su 10 che esprimono un giudizio negativo sui democratici. Il quadro suggerisce quindi che il vantaggio dei democratici, la cui ampiezza varia a seconda degli elettori considerati, sia alimentato più dall'insoddisfazione verso i repubblicani e dalla frustrazione per il costo della vita che dall'entusiasmo verso di loro.

Il sondaggio è stato condotto su 1.119 cittadini americani adulti, tra cui 925 elettori iscritti alle liste, selezionati dall'AmeriSpeak Panel del NORC, un campione probabilistico costruito per rappresentare la popolazione adulta degli Stati Uniti. Il margine di errore è di ±3,9 punti percentuali per il campione complessivo e di ±4,2 punti per gli elettori registrati.

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