A meno di quattro settimane dalle elezioni di metà mandato, una larga maggioranza degli elettori americani boccia l'operato di Donald Trump in politica interna ed estera e chiede un cambiamento profondo nel modo in cui viene governato il Paese. È il quadro che emerge da un nuovo sondaggio dell'Associated Press e del NORC, il centro di ricerca dell'Università di Chicago, condotto tra l'8 e il 12 ottobre. Circa la metà degli elettori iscritti alle liste elettorali vuole un "cambiamento sostanziale" e circa 3 su 10 uno "stravolgimento completo e totale": complessivamente, 8 su 10 vogliono un forte cambiamento.
Il desiderio di cambiamento è più forte tra democratici e indipendenti, ma coinvolge anche la maggioranza dell'elettorato repubblicano: il 45% chiede un cambiamento sostanziale e il 13% uno stravolgimento. I repubblicani controllano entrambe le camere del Congresso da quasi due anni, ma circa metà degli elettori preferirebbe ora una maggioranza democratica, sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato. Per ciascuna camera, circa 4 su 10 intervistati vorrebbero invece mantenere il controllo repubblicano, mentre il 15% è indeciso.
Anche la motivazione a votare è maggiore tra i democratici. Nel complesso, circa due terzi degli elettori considerano "estremamente" importante partecipare alle elezioni di metà mandato di novembre, ma la quota sale a circa tre quarti tra i democratici e scende a circa 6 su 10 tra i repubblicani.
Il costo della vita pesa anche tra i repubblicani
Economia e costo della vita sono citati, ciascuno, da circa 8 elettori su 10 tra i temi più importanti per la scelta di voto. Circa due terzi indicano invece la sanità e la guerra in Iran come argomenti principali della propria scelta di voto. Immigrazione e criminalità, gli ambiti in cui Trump ottiene giudizi relativamente migliori, occupano posizioni più basse tra le priorità degli elettori.
È proprio sul costo della vita che il presidente riceve i giudizi peggiori: circa 8 elettori su 10 disapprovano ora il suo operato, un dato in linea con il precedente sondaggio AP-NORC di settembre. Circa tre quarti bocciano invece la sua gestione dell'economia. Il malcontento si inserisce in un contesto in cui l'inflazione è risalita al 3,7%.
Le difficoltà sono evidenti anche nella base elettorale del presidente. Tra gli elettori repubblicani, soltanto il 44% approva il suo operato sul costo della vita e il 54% quello sull'economia: percentuali nettamente inferiori a quelle registrate su altri temi, come la criminalità. In politica estera lo sostiene ancora il 69% dei repubblicani, mentre la guerra in Iran è arrivata ormai all'ottavo mese, nonostante Trump avesse promesso che sarebbe durata al massimo 4 o 5 settimane.
Nel complesso, soltanto circa un elettore su tre ha un'opinione favorevole del presidente e una quota simile approva il suo operato. Non va meglio al vicepresidente JD Vance, considerato tra i possibili successori di Trump alle presidenziali del 2028: circa metà degli elettori ne ha un'opinione negativa e circa un terzo positiva.
- Tutti gli elettori: 80% (circa 3 su 10 lo stravolgimento, circa la metà un cambiamento sostanziale)
- Democratici: 97% (50% stravolgimento, 47% cambiamento sostanziale)
- Indipendenti: 90% (circa 4 su 10 lo stravolgimento)
- Repubblicani: 58% (13% stravolgimento, 45% cambiamento sostanziale)
- Costo della vita: circa 20% tra tutti gli elettori, 44% tra i repubblicani
- Economia: circa 25% tra tutti gli elettori, 54% tra i repubblicani
- Politica estera: circa 33% tra tutti gli elettori, 69% tra i repubblicani
- Marzo 2025: 40% · Agosto 2025: 43% · Aprile 2026: 30% · Settembre 2026: 26% · Ottobre 2026: 25%
- Camera: democratici 47%, indecisi 15%, repubblicani 38%
- Senato: democratici 46%, indecisi 15%, repubblicani 38%
- Democratici: circa 3 su 4
- Tutti gli elettori: circa 2 su 3
- Repubblicani: circa 6 su 10
- Tutti gli elettori: circa la metà ha un'opinione sfavorevole dei democratici, circa 6 su 10 dei repubblicani
- Indipendenti: circa 4 su 10 bocciano i democratici, circa 2 su 3 i repubblicani
I democratici beneficiano del malcontento
Le difficoltà di Trump non si traducono in entusiasmo per l'opposizione democratica. Circa 4 elettori su 10 hanno un'opinione favorevole del Partito democratico, mentre circa la metà ne ha una sfavorevole. Il Partito repubblicano raccoglie una quota di giudizi positivi non molto diversa, ma è visto negativamente da circa 6 elettori su 10.
Tra i sostenitori dei due partiti, l'apprezzamento per la propria formazione è sostanzialmente identico: circa 8 su 10. La differenza principale emerge tra gli indipendenti, decisivi in molte competizioni elettorali: circa due terzi hanno un'opinione negativa dei repubblicani, contro circa 4 su 10 che esprimono un giudizio negativo sui democratici. Il quadro suggerisce quindi che il vantaggio dei democratici, la cui ampiezza varia a seconda degli elettori considerati, sia alimentato più dall'insoddisfazione verso i repubblicani e dalla frustrazione per il costo della vita che dall'entusiasmo verso di loro.
Il sondaggio è stato condotto su 1.119 cittadini americani adulti, tra cui 925 elettori iscritti alle liste, selezionati dall'AmeriSpeak Panel del NORC, un campione probabilistico costruito per rappresentare la popolazione adulta degli Stati Uniti. Il margine di errore è di ±3,9 punti percentuali per il campione complessivo e di ±4,2 punti per gli elettori registrati.
