Orbán sconfitto dopo 16 anni, un colpo per Trump e Putin

Il partito Tisza di Péter Magyar conquista una supermaggioranza di due terzi in parlamento. Affluenza record, reazioni entusiaste dall'Europa. Un colpo per Trump e per il Cremlino.

Orbán sconfitto dopo 16 anni, un colpo per Trump e Putin
Alan Santos/PR

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha perso le elezioni parlamentari di domenica, ponendo fine a 16 anni consecutivi al potere. A sconfiggerlo è stato Péter Magyar, 45 anni, ex membro dello stesso partito di Orbán, Fidesz, che nel 2024 aveva rotto con il premier e aveva trasformato il partito Tisza in una forza politica capace di raccogliere consensi trasversali.

Con il 98,7% dei voti scrutinati, Tisza ha ottenuto circa il 53% dei consensi contro il 38% di Fidesz, conquistando 138 dei 199 seggi parlamentari. Si tratta di una supermaggioranza di due terzi che consente a Magyar di modificare la Costituzione e le leggi fondamentali, riscrivendo potenzialmente le regole che Orbán aveva plasmato a proprio vantaggio durante i suoi mandati. Fidesz ottiene 55 seggi e diventa il principale partito di opposizione, mentre il partito di estrema destra Mi Hazánk entra in parlamento con 6 seggi. La Coalizione Democratica, di centrosinistra, non ha superato la soglia di sbarramento del 5% e la sua leader Klára Dobrev ha annunciato le dimissioni.

Ungheria 2026 — Fine dell'era Orbán
Elezioni · Ungheria
Crollo di Orbán, Magyar conquista i due terzi
Risultati delle elezioni parlamentari — 12 aprile 2026
199
seggi totali
Tisza 138
Fidesz 55
Mi Hazánk 6
Maggioranza semplice 100
Super-maggioranza ⅔ 133
79,6%
Affluenza record
8,1 mln
Aventi diritto
+5
Seggi Tisza oltre i ⅔
Tocca un partito per i dettagli
Tisza
Péter Magyar
138
53,07%
Voti di lista
138
Seggi vinti
Partito di centrodestra fondato nel 2024 da Péter Magyar, 45 anni, ex membro dell'entourage di Orbán. Ha conquistato la super-maggioranza dei due terzi, sufficiente a modificare la Costituzione. Primo viaggio all'estero: Varsavia, poi Bruxelles per sbloccare i fondi Ue.
Fidesz-KDNP
Viktor Orbán
55
38,43%
Voti di lista
55
Seggi vinti
Sconfitta storica dopo 16 anni al potere. Orbán ha definito il risultato "chiaro e doloroso" e ha promesso di servire il Paese dall'opposizione. Ha ringraziato i 2,5 milioni di elettori rimasti fedeli.
Mi Hazánk
László Toroczkai
6
5,83%
Voti di lista
6
Seggi vinti
Formazione di estrema destra, unico altro partito a superare la soglia di sbarramento del 5% e a entrare nell'Assemblea nazionale.
Percentuali di voto (liste nazionali)
Tisza Péter Magyar
53,07%
3.103.500 voti
Fidesz-KDNP Viktor Orbán
38,43%
2.247.606 voti
Mi Hazánk Toroczkai
5,83%
341.050 voti
Affluenza storica
2026
Record storico · 5.984.617 votanti
79,56%
2022
Ultima vittoria di Orbán
69,53%
1990
Prime elezioni libere
65,09%
Tocca un evento per i dettagli
Feb 2024
Lo scandalo che spacca Fidesz
Il caso del perdono concesso a un uomo coinvolto in abusi su minori travolge l'ex ministra Judit Varga. Magyar rompe pubblicamente con Orbán.
Giu 2024
Tisza conquista il 30% alle Europee
A pochi mesi dalla fondazione, il partito di Magyar ottiene un risultato storico alle elezioni europee, segnando il primo vero scossone all'egemonia di Fidesz.
Apr 2026
Affluenza record: 79,6%, mai così dal 1990
Alle 17 aveva già votato il 74,2%, superando l'affluenza totale del 2022 (69,5%). Lunghe file ai seggi di Budapest. Diversi partiti di opposizione si ritirano per favorire Tisza.
12 Apr, sera
Orbán ammette la sconfitta
"Il risultato è chiaro e doloroso". Il premier chiama Magyar per congratularsi della sua vittoria. Promette di servire il Paese dall'opposizione.
12 Apr, notte
Magyar: "Abbiamo liberato l'Ungheria"
Dal palco di piazza Batthyány a Budapest: "Gli ungheresi hanno detto sì all'Europa". Annuncia primo viaggio a Varsavia, poi Bruxelles per sbloccare i fondi Ue.
Entro maggio
Nuovo primo ministro entro 30 giorni
Il presidente Sulyok avvierà le consultazioni con i partiti eletti. Magyar è il candidato naturale alla guida del governo con la super-maggioranza dei due terzi.
Elaborazione di Focus America su dati dell'Ufficio elettorale nazionale ungherese · Risultati con il 98,93% delle schede scrutinate · 13 aprile 2026

Orbán ha ammesso la sconfitta a meno di tre ore dalla chiusura dei seggi, definendo il risultato "doloroso ma inequivocabile". "Ho fatto le congratulazioni al partito vincitore", ha detto ai suoi sostenitori a Budapest. "Serviremo la nazione ungherese e la nostra patria anche dall'opposizione".

L'affluenza ha raggiunto livelli senza precedenti: quasi l'80%, la più alta nella storia post-comunista dell'Ungheria. Il dato riflette sia la stanchezza verso Orbán sia la capacità di Magyar di mobilitare in particolare i giovani. Secondo un sondaggio citato dal Guardian, il 65% degli elettori sotto i 30 anni intendeva votare contro Orbán. Magyar ha costruito una coalizione che ha attratto sia conservatori delusi da Fidesz sia elettori tradizionalmente legati all'opposizione.

La campagna elettorale è stata aspra. Il governo Orbán ha utilizzato cartelloni pubblicitari generati con l'intelligenza artificiale per ritrarre Magyar come un pericolo per il Paese e un agente dell'Unione europea e del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Ci sono state accuse di frodi, interferenze straniere, deepfake e persino un'operazione di compromissione in stile Cremlino ai danni di Magyar, secondo quanto riportato da Axios.

La sconfitta di Orbán ha un significato che va ben oltre Budapest. Il premier ungherese era l'alleato più stretto di Vladimir Putin all'interno dell'Unione europea, aveva ripetutamente bloccato o ritardato gli aiuti europei all'Ucraina e, più di recente, aveva posto il veto su un prestito da 90 miliardi di euro a Kiev. Secondo rivelazioni recenti citate dalla CBC, un alto esponente del governo Orbán condivideva regolarmente con Mosca il contenuto delle discussioni riservate dell'Ue. Bloomberg ha inoltre riferito che Orbán avrebbe telefonato a Putin nell'ottobre 2025 per offrirgli aiuto "in qualsiasi modo" nella guerra in Ucraina.

Il risultato è anche un colpo diretto per il presidente Trump, che aveva investito capitale politico nella rielezione di Orbán. Il vicepresidente JD Vance era volato a Budapest la settimana prima del voto per partecipare a un comizio in suo sostegno, definendo Orbán "uno dei pochi veri statisti in Europa" e chiedendo agli ungheresi di sostenerlo alle urne. Trump stesso era intervenuto telefonicamente durante l'evento, dichiarando: "Amo l'Ungheria e amo Viktor". Venerdì, il presidente aveva scritto su Truth Social promettendo di usare "tutta la potenza economica degli Stati Uniti" per rafforzare l'economia ungherese in caso di vittoria di Orbán. Dopo la visita di Vance, i mercati predittivi avevano peraltro ridotto le probabilità di una vittoria di Orbán, come riportato dal Daily Beast.

Il deputato democratico Hakeem Jeffries, leader della minoranza alla Camera, ha commentato: "L'autoritario di estrema destra Viktor Orbán ha perso le elezioni. I prossimi saranno i sostenitori di Trump al Congresso a novembre".

Magyar ha promesso di riparare i rapporti con l'Unione europea, combattere la corruzione e investire nei servizi pubblici trascurati. Nel suo discorso di vittoria, davanti a decine di migliaia di sostenitori lungo le rive del Danubio, ha dichiarato: "Stasera la verità ha prevalso sulle menzogne". Ha annunciato che il suo primo viaggio all'estero sarà a Varsavia, seguito da Vienna e Bruxelles, per sbloccare i fondi europei congelati, circa 17 miliardi di euro che Bruxelles aveva sospeso per le preoccupazioni sullo stato di diritto. Ha inoltre chiesto le dimissioni dei vertici della Corte suprema, della procura generale, dell'autorità per i media e dell'ufficio per la concorrenza, definendoli strumenti del potere orbániano.

Le reazioni europee sono state immediate e univoche. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scritto su X: "L'Ungheria ha scelto l'Europa. L'Unione diventa più forte". Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron si sono congratulati con Magyar e hanno espresso il desiderio di collaborare. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha accolto il risultato con un messaggio che includeva la frase in ungherese "Ruszkik haza" ("Russi, andatevene"), uno slogan che risale alla rivolta del 1956 contro i sovietici. Anche la premier italiana Giorgia Meloni si è congratulata con Magyar, ringraziando al contempo "l'amico Viktor Orbán per l'intensa collaborazione negli anni".

Dalibor Rohac, ricercatore dell'American Enterprise Institute, ha dichiarato al Guardian che il messaggio delle elezioni è chiaro: "Il progetto ideologico di Orbán, e di Trump, ha avuto un test di 16 anni ed è stato un fallimento politico, economico e sociale spettacolare". Péter Krekó, direttore del think tank Political Capital di Budapest, ha avvertito che le aspettative saranno "enormi e sarà difficile mantenere alcune promesse elettorali a causa dei vincoli fiscali", ma ha sottolineato che Tisza ha vinto "contro ogni pronostico: l'aiuto degli Stati Uniti e della Russia, una massiccia macchina di disinformazione statale e tutte le istituzioni dello Stato a favore di Fidesz". Botond Feledy, analista geopolitico ungherese con sede a Bruxelles, ha detto al Guardian che il risultato rappresenta una lezione per gli altri leader populisti europei: "Non è così facile fare promesse alla gente quando il sistema non produce nulla, ed è impossibile costruire una realtà virtuale così lontana dalla realtà".

La transizione non sarà immediata. Fino alla formazione del nuovo parlamento a maggio, Orbán e Fidesz resteranno come governo provvisorio. Gli analisti avvertono che il cambiamento sarà probabilmente lento: in 16 anni Fidesz ha piazzato fedelissimi nella pubblica amministrazione, nella magistratura, nei media e nel settore imprenditoriale. Come risponderanno queste strutture al nuovo governo resta una domanda aperta.

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