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NATO, il Pentagono esclude Londra e Parigi dal suo club ristretto
NATO North Atlantic Treaty Organization, 2025, Flickr, CC BY-NC-ND 4.0
Politica estera 108 min di lettura

NATO, il Pentagono esclude Londra e Parigi dal suo club ristretto

Il prossimo incontro del Bergen Group, il formato ristretto voluto da Elbridge Colby, si terrà in Polonia senza la presenza di Regno Unito, Francia e Paesi Baltici. Gli esclusi chiedono quali siano i criteri, mentre la Danimarca potrebbe entrare grazie all'accordo sulla Groenlandia.

L'Amministrazione di Donald Trump ha escluso diversi importanti alleati da un incontro tra Paesi della NATO in programma a ottobre in Polonia. Lo ha rivelato Politico, che ha parlato con sei diplomatici a conoscenza dei preparativi. La riunione, organizzata da Elbridge Colby, Sottosegretario alla Difesa responsabile delle politiche del Pentagono, servirà anche a discutere il futuro dell'Alleanza Atlantica. Tra i Paesi che non hanno ricevuto l'invito figurano il Regno Unito, la Francia e gli Stati baltici, che destinano risorse consistenti alla difesa e svolgono un ruolo centrale nella NATO.

I loro diplomatici si interrogano ora sui criteri di selezione e temono che i favoritismi di Washington possano accentuare le divisioni in un'Alleanza già alle prese con l'aggressività russa e la riduzione delle scorte di armamenti. "Stiamo facendo tutto quello che ci viene chiesto", ha detto a Politico un funzionario di uno dei Paesi esclusi. "Cerchiamo di capire quali siano i criteri e a cosa servano questi incontri. Finora ci è stato comunicato ben poco". La Casa Bianca non ha risposto alla richiesta di commento, mentre il Pentagono ha rifiutato di commentare.

Giovedì 1 ottobre l'Estonia ha reagito pubblicamente. "Il formato avviato a Bergen su iniziativa degli Stati Uniti non è una riunione della NATO", ha dichiarato il primo ministro Kristen Michal. Il Ministro della Difesa Martin Herem ha aggiunto che i Paesi scandinavi invitati hanno interesse a tutelare anche la sicurezza estone, indispensabile per quella dell'intera regione baltica.

Il Bergen Group
Il Pentagono esclude dal nuovo gruppo NATO i tre Paesi che spendono di più per la difesa
Il Bergen Group, creato dal Sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby, riunisce sei alleati scelti da Washington. Restano fuori il Regno Unito, la Francia e i tre Stati baltici: secondo le stime della NATO, Lituania, Estonia e Lettonia sono i Paesi che nel 2026 spendono di più per la difesa in rapporto al PIL.
Spesa per la difesa nel 2026, in percentuale del PIL
Esclusi dal gruppo, primi nella classifica NATO
Invitati al Bergen Group Esclusi Danimarca, possibile nuovo membro Bergen, sede del primo incontro
Stime NATO 2026, spesa per la difesa in % del PIL. Esclusi: Lituania 5,33%, Estonia 5,10%, Lettonia 4,92%, Regno Unito 2,56%, Francia 2,22%. Invitati: Polonia 4,68%, Svezia 3,22%, Norvegia 3,17%, Germania 2,69%, Finlandia 2,65%, Paesi Bassi 2,58%. Danimarca, possibile nuovo membro: 3,49%.
Colby dice di aver scelto i Paesi che rispettano più in fretta gli impegni di spesa presi all'Aia. Ma i baltici hanno già superato la soglia del 3,5% fissata per il 2035, e Lituania ed Estonia vanno oltre il 5% con la sola spesa militare.
Esplora i dati
La classifica della spesa
I baltici spendono più di tutti gli invitati. Il Regno Unito spende quanto i Paesi Bassi
Spesa per la difesa in senso stretto nel 2026, in percentuale del PIL. Le linee tratteggiate indicano gli obiettivi da raggiungere entro il 2035: il 3,5% per la difesa e il 5% complessivo.
Stati Uniti in grigio, come riferimento. Danimarca in azzurro chiaro: potrebbe entrare nel gruppo dopo l'accordo sulla Groenlandia.
Il punto
Se il criterio fosse la spesa, i baltici sarebbero in testa alla lista. Resta l'altro requisito indicato da Colby, le dimensioni: può spiegare l'esclusione dei baltici, non quella del Regno Unito, che in rapporto al PIL spende quanto i Paesi Bassi e più della Francia.
Il bilancio comune
Al bilancio comune della NATO gli Stati Uniti versano meno di un miliardo: quanto la Germania
Ripartizione del bilancio comune della NATO per il 2026, che arriva fino a 5,3 miliardi di euro, secondo le quote fissate dagli alleati per il 2026 e il 2027.
790milioni di euro
La quota americana: il 14,9% del totale, la stessa della Germania.
0%50%100%
Tocca un Paese nella tabella o nella barra per metterlo in evidenza.
Il punto
Trump confonde due voci diverse. Il bilancio comune paga il quartier generale, i comandi militari e le infrastrutture condivise della NATO, e vale pochi miliardi. La spesa militare complessiva degli Stati Uniti è un'altra cosa: finanzia le forze armate americane, anche per impegni fuori dall'Europa.
Le tappe
Dieci mesi di tensioni tra Washington e gli alleati europei
Dalla promessa di Hegseth agli «alleati modello» alla riunione in Polonia.
Bergen Group Reazioni degli esclusi Altri fatti
FonteNATO, Defence Expenditure of NATO Countries (2014-2026), luglio 2026: stime per il 2026 della spesa per la difesa in senso stretto. NATO, Funding NATO: bilancio comune 2026 e quote di contribuzione 2026-2027. Politico.
NoteQuote in euro calcolate sul tetto di 5,3 miliardi e arrotondate. Confini: Natural Earth.

Il Bergen Group e gli obiettivi di spesa

Il nuovo formato, chiamato Bergen Group, ha già tenuto due riunioni con sei Paesi invitati: Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Germania e Paesi Bassi. La prima si è svolta a giugno a Bergen, in Norvegia. Dopo quell'incontro, Colby aveva descritto i partecipanti sui social come "i Paesi alleati della NATO che stanno attuando rapidamente gli impegni di spesa dell'Aia, hanno le dimensioni necessarie per contribuire e sono pronti ad affrontare le questioni concrete".

Al vertice dell'Aia del giugno 2025, gli alleati si erano impegnati a destinare entro il 2035 il 5% del PIL alla difesa e alla sicurezza: almeno il 3,5% alla difesa in senso stretto e fino all'1,5% a spese connesse, tra cui infrastrutture e resilienza. L'obiettivo, dunque, non deve essere raggiunto già nel 2026. A settembre, durante una conferenza a Washington, Colby ha spiegato che "l'idea è portare con sé l'intera Alleanza" e che il risultato sarà "una NATO migliore, più forte e più duratura", con maggiori capacità militari in Europa.

I Paesi coinvolti assicurano che il gruppo non intende dividere l'Alleanza, ma elaborare proposte da sottoporre a tutti i membri. "Può essere un motore di trasformazione", ha detto un diplomatico di uno dei Paesi invitati, riconoscendo però la frustrazione dei Paesi esclusi, soprattutto di quelli che hanno già raggiunto o superato gli obiettivi di spesa richiesti dall'Amministrazione americana.

Secondo un'altra persona a conoscenza dei piani, il prossimo Paese a entrare nel gruppo potrebbe essere la Danimarca, dopo l'accordo sulla Groenlandia firmato il 22 settembre da Stati Uniti, Danimarca e governo groenlandese. L'intesa prevede l'ampliamento delle attività americane nella base di Pituffik e la possibilità di istituire ulteriori aree militari sull'isola.

La politica di Trump verso gli alleati

Da quando è tornato al potere, Trump e i suoi collaboratori hanno criticato ripetutamente la NATO, sia per il rifiuto degli alleati di sostenere la guerra contro l'Iran sia perché alcuni Paesi non hanno ancora destinato il 5% del PIL alla difesa. "Ho sempre considerato la NATO, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari l'anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggiamo, ma loro non fanno niente per noi, soprattutto nel momento del bisogno", ha scritto il presidente il 17 marzo su Truth Social.

Una verifica della CNN ha contestato dichiarazioni analoghe, spiegando che Trump confonde la spesa militare complessiva degli Stati Uniti con i contributi diretti all'Alleanza. Nel 2026 i fondi comuni della NATO ammontano a circa 6,3 miliardi di dollari: la quota americana è pari a circa il 15%, dunque inferiore a un miliardo. Questi contributi sono distinti dalle spese sostenute dai singoli Paesi per le proprie Forze Armate e le operazioni militari.

Non è la prima volta che Trump si lamenta di un Paese alleato. Ad agosto il presidente ha ridimensionato all'improvviso un'esercitazione militare congiunta con la Corea del Sud, lamentando il rifiuto di Seul di partecipare alla guerra. Ad aprile, secondo quanto aveva rivelato Politico, la Casa Bianca aveva preparato una sorta di elenco degli alleati "buoni" e "cattivi", per penalizzare quelli che non si allineavano alle richieste di Trump.

Già nel dicembre 2025 il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva promesso un trattamento di favore agli "alleati modello", citando anche i Paesi baltici, e aveva avvertito che chi non avesse fatto la propria parte nella difesa collettiva avrebbe subito conseguenze. Colby invece sostiene da tempo l'utilità di gruppi ristretti tra i Paesi membri della NATO. Negli anni scorsi ha insistito sulla necessità di riportare la Germania al ruolo di potenza militare capace di contenere la Russia, così da concentrare le forze americane sul confronto con la Cina.

A Washington, però, il suo operato sta suscitando sempre più critiche. Il 17 settembre senatori di entrambi i partiti lo avevano contestato dopo una riunione riservata sull'attuazione della strategia di difesa nazionale. Il senatore repubblicano Mike Rounds aveva lamentato di non aver ricevuto il rapporto dovuto, mentre la senatrice democratica Jacky Rosen aveva accusato Colby di non essere stato trasparente e di non aver risposto alle preoccupazioni dei senatori.

Anche tra gli invitati al Gruppo di Bergen c'è ora chi si interroga sulla scelta del Pentagono di lasciare fuori alcune delle maggiori potenze militari europee, come il Regno Unito. "Se cercano di dividere la NATO tra buoni e cattivi, è pericoloso per gli Stati Uniti", ha detto un altro dei sei diplomatici. "Ma per l'Europa diventa una questione esistenziale".

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