Minnesota, neonato finisce in ospedale dopo gas lacrimogeno durante protesta

Una famiglia stava tornando a casa da un evento sportivo quando è rimasta coinvolta nell'uso di gas lacrimogeni da parte di agenti federali. Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale aveva pubblicato e poi cancellato un tweet in cui accusava "agitatori radicali" di portare bambini alle proteste

Minnesota, neonato finisce in ospedale dopo gas lacrimogeno durante protesta
U.S. Immigration and Customs Enforcement

Un neonato di sei mesi e un altro minore sono stati portati in ospedale mercoledì sera a Minneapolis dopo che agenti federali hanno lanciato gas lacrimogeni durante una protesta. La famiglia non stava partecipando alla manifestazione, ma stava semplicemente riaccompagnando i propri figli a casa dopo un evento sportivo quando è rimasta coinvolta negli scontri.

Secondo quanto dichiarato dal procuratore generale del Minnesota Keith Ellison alla CNN, la famiglia si è trovata "nel mezzo della situazione" quando gli agenti federali hanno sparato gas lacrimogeni durante una protesta. Il gas si è avvicinato troppo all'auto in cui viaggiavano i bambini, causando conseguenze immediate. Come riportato in un comunicato della città di Minneapolis, il gas lacrimogeno ha provocato "difficoltà respiratorie in un neonato di sei mesi che si trovava all'interno del veicolo".

Quando la polizia e i vigili del fuoco sono riusciti a raggiungere la famiglia, hanno trovato il neonato "respirante e stabile, ma in condizioni serie", secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale. Sia il neonato che un altro minore di età non specificata sono stati trasportati in ospedale per ulteriori accertamenti medici. Le autorità locali hanno reso noto l'incidente attraverso una dichiarazione formale per informare la popolazione sull'accaduto.

L'episodio ha scatenato una polemica dopo che il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale aveva pubblicato un messaggio sul social network X, scrivendo: "È orribile vedere agitatori radicali portare bambini alle loro rivolte violente". Il tweet è stato successivamente cancellato dall'account ufficiale del dipartimento, sollevando interrogativi sulle responsabilità dell'accaduto e sulla gestione della comunicazione da parte delle autorità federali.

Alla domanda della CNN sul motivo della cancellazione del post, il segretario assistente Tricia McLaughlin ha spiegato: "Perché quelle persone erano vittime dei rivoltosi ma non avevano portato i loro figli alla rivolta". McLaughlin ha voluto chiarire che la famiglia non era parte attiva della protesta, ma semplicemente si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. La risposta evidenzia un riconoscimento implicito dell'errore nella prima comunicazione del dipartimento.

In una dichiarazione separata rilasciata alla CNN, McLaughlin ha anche affermato che "le forze dell'ordine del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale NON hanno MAI preso di mira questa famiglia o i loro bambini innocenti", aggiungendo che gli agenti stavano rispondendo alle proteste e "hanno seguito la loro formazione e hanno ragionevolmente impiegato misure di controllo della folla". Secondo la versione ufficiale del dipartimento, l'uso del gas lacrimogeno rientrava nelle procedure standard per la gestione delle manifestazioni.

Il procuratore generale Ellison ha reagito duramente alla vicenda del tweet cancellato, definendola un "comportamento sconsiderato". Parlando con la CNN, ha criticato l'approccio delle autorità federali: "La cosa che mi disturba è che hanno sparato prima e fatto domande dopo. Hanno sparato il loro tweet". Le parole di Ellison sottolineano la preoccupazione per una gestione considerata precipitosa sia dell'intervento sul campo che della comunicazione pubblica dell'incidente, mettendo in evidenza le tensioni tra autorità statali e federali sulla gestione dell'ordine pubblico.

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