Gli Stati Uniti hanno ritirato nel fine settimana dodici bombardieri strategici B-1 dalla base britannica di RAF Fairford dopo aver ricevuto informazioni di intelligence su un possibile attacco iraniano con droni. Lo hanno riferito funzionari americani ad Axios. Secondo le informazioni riportate, i droni sarebbero potuti partire dal territorio britannico: un attacco avrebbe messo a serio rischio i militari statunitensi e gli aerei, con il pericolo di una forte escalation della guerra in Medio Oriente.
Le diverse versioni di Rubio e Trump
Lunedì 5 ottobre il Segretario di Stato Marco Rubio aveva ricondotto lo spostamento alle “normali rotazioni” dei mezzi dell’aeronautica, evitando di collegarlo direttamente alla minaccia iraniana. Poche ore dopo, il presidente Donald Trump ha fornito una versione diversa: i bombardieri “non sono partiti per caso”, ha detto. “C’era una minaccia. Li abbiamo spostati”.
Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti conoscono i responsabili della minaccia e i loro legami con l’Iran. Alla domanda se Teheran avesse pianificato un attacco con droni dal territorio britannico, ha risposto: “Non posso dirvelo. Ma se lo hanno fatto, soffriranno molto”.
Il rientro negli Stati Uniti
Il Pentagono aveva confermato domenica che tutti i bombardieri statunitensi schierati a RAF Fairford erano rientrati nelle rispettive basi negli Stati Uniti. Aveva inoltre precisato che la flotta, composta da B-1, B-2 e B-52, resta pronta a condurre attacchi di precisione in tutto il mondo, anche con missioni in partenza dal territorio continentale americano e con rientro nelle stesse basi.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha separatamente dichiarato che Israele aveva trasmesso al Regno Unito informazioni di intelligence su una possibile minaccia di attacco iraniano. Lunedì Rubio lo ha chiamato dall’aereo che lo portava in Islanda, secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Stato.
Gli arresti e i collegamenti ancora da chiarire
Il ritiro è avvenuto pochi giorni dopo gli arresti nell’indagine britannica su un presunto piano per colpire la base. Il 27 settembre erano stati arrestati vicino a Fairford 5 cittadini britannici, successivamente rilasciati su cauzione. Il 1° ottobre era stato arrestato a Londra un uomo con doppia cittadinanza britannica e iraniana, anch’egli rilasciato su cauzione il 3 ottobre. Le indagini proseguono.
Secondo i funzionari americani citati da Axios, non è chiaro se gli arrestati siano collegati al presunto piano di attacco con droni o se stessero preparando un’azione diversa. Sempre lunedì, interpellato sul tentato attentato contro un volo Flydubai, Trump ha detto di ritenere responsabile l’Iran.
