Milioni di americani in piazza contro Trump

Da Minneapolis a New York, passando per Washington e le piccole città rurali, la più grande mobilitazione dell'era Trump ha portato in strada otto milioni di persone secondo gli organizzatori. Proteste anche in Europa.

Milioni di americani in piazza contro Trump
OnceAndFutureLaura

Sabato 28 marzo milioni di americani sono scesi in piazza contro il presidente Donald Trump nella terza giornata di proteste del movimento No Kings, la più imponente dall'inizio del suo secondo mandato. Gli organizzatori hanno dichiarato una partecipazione di almeno otto milioni di persone in oltre 3.300 cortei negli Stati Uniti e nel mondo, un milione in più rispetto alla precedente mobilitazione dell'ottobre 2025. Le autorità americane non hanno fornito cifre ufficiali.

L'epicentro della protesta è stato Minneapolis-Saint Paul, in Minnesota, dove almeno 50.000 persone si sono radunate davanti al Campidoglio statale secondo la State Patrol, mentre gli organizzatori hanno rivendicato 200.000 partecipanti. Lo Stato è diventato il simbolo dell'opposizione a Trump dopo che a gennaio due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, sono stati uccisi da agenti federali dell'immigrazione durante operazioni di massa. La resistenza pacifica dei residenti ha costretto la Casa Bianca a fare marcia indietro e ha trasformato le Twin Cities in un modello per il movimento di opposizione in tutto il Paese.

Laurie Samet

Sul palco del Campidoglio del Minnesota si sono alternati celebrità, politici e attivisti. Bruce Springsteen ha eseguito Streets of Minneapolis, canzone scritta in omaggio a Good e Pretti. Il governatore del Minnesota Tim Walz ha ringraziato la popolazione per essersi opposta a quella che ha definito una deriva autoritaria. Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha tracciato un parallelo tra la guerra in Iran e i conflitti in Vietnam e Iraq, accusando Trump di aver mentito sulle ragioni del conflitto. Alla manifestazione hanno partecipato anche la cantante Joan Baez, l'attrice Jane Fonda e la chitarrista dei Rage Against the Machine Tom Morello.

A New York, decine di migliaia di persone hanno attraversato Times Square in un corteo che da Central Park è arrivato alla 34esima strada. L'attore Robert De Niro ha preso la parola definendo Trump una minaccia per le libertà americane. La procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, e il reverendo Al Sharpton erano tra i partecipanti. A Washington migliaia di manifestanti hanno sfilato davanti al Lincoln Memorial e lungo il National Mall, attraversando il Memorial Bridge dalla Virginia.

Rispetto alle due precedenti edizioni di giugno e ottobre 2025, la protesta di sabato ha segnato un cambio di dinamica. I temi della mobilitazione si sono ampliati: accanto alla denuncia della brutalità degli agenti dell'immigrazione (Immigration and Customs Enforcement, ICE) e dello scandalo Epstein, la guerra in Iran è diventata la preoccupazione centrale per molti manifestanti, che hanno esposto cartelli pacifisti in numerose città. L'aumento del costo della vita e il blocco amministrativo (shutdown) del dipartimento della Sicurezza interna hanno alimentato la rabbia verso l'amministrazione. Secondo un sondaggio Fox News, il tasso di disapprovazione di Trump ha raggiunto il 59%, il più alto di entrambi i suoi mandati. Un'indagine Reuters/Ipsos colloca il gradimento al 36%, mentre oltre il 60% degli americani disapprova la gestione della guerra in Iran secondo il Pew Research Center.

Un dato significativo riguarda la geografia della protesta. Secondo gli organizzatori, due terzi delle adesioni provenivano da aree esterne ai grandi centri urbani, incluse comunità in Stati conservatori come Idaho, Wyoming, Montana e South Dakota. Manifestazioni si sono tenute a Driggs, cittadina dell'Idaho con meno di 2.000 abitanti, così come a Nashville, dove i cortei sono stati guidati da manifestanti in costume ispirato a The Handmaid's Tale. A Dallas si sono verificati scontri tra manifestanti e contro-manifestanti, tra cui Stewart Rhodes, fondatore degli Oath Keepers, e l'ex leader dei Proud Boys Enrique Tarrio, entrambi graziati da Trump dopo essere stati condannati per i fatti del 6 gennaio 2021.

Le proteste non sono state del tutto pacifiche. A Los Angeles la polizia ha usato gas lacrimogeni vicino a un centro di detenzione federale e ha effettuato arresti. Il dipartimento della Sicurezza interna ha dichiarato che due agenti sono stati colpiti con blocchi di cemento. A Denver la polizia ha disperso un gruppo di manifestanti che bloccava una strada, arrestando almeno nove persone.

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La mobilitazione si è estesa anche oltre gli Stati Uniti. A Roma circa ventimila persone hanno sfilato con slogan contro la guerra in Iran e il governo di Giorgia Meloni. Manifestazioni si sono tenute anche a Parigi, Londra, Amsterdam, Madrid e Lisbona, con la partecipazione di americani residenti all'estero e di organizzazioni locali. Nei Paesi con monarchie costituzionali, le proteste hanno adottato il nome No Tyrants.

La Casa Bianca ha liquidato le manifestazioni come prodotto di reti di finanziamento della sinistra. La portavoce Abigail Jackson ha dichiarato alla CNN che le uniche persone interessate a queste proteste sono i giornalisti pagati per coprirle. Trump, che durante la giornata si trovava nel suo club privato in Florida a giocare a golf, non ha commentato direttamente. Dopo la precedente mobilitazione di ottobre aveva definito le proteste uno scherzo e i partecipanti degli squilibrati, pubblicando un video generato con intelligenza artificiale che lo ritraeva mentre riversava escrementi sulla folla.

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