Alcuni deputati democratici afroamericani hanno sollevato con il leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti, Hakeem Jeffries, e con la presidente del DCCC, Suzan DelBene, il problema della scarsa presenza di candidati neri nel programma "Red to Blue". Lo ha rivelato Axios. Il DCCC è il comitato del Partito democratico che coordina le campagne elettorali per la Camera ed attraverso "Red to Blue" offre sostegno nella raccolta fondi e nell’organizzazione delle campagne ai candidati che puntano a conquistare seggi repubblicani. Il programma comprende oggi una quarantina di candidati.
La presidente del Congressional Black Caucus, il gruppo dei parlamentari afroamericani, Yvette Clarke, ne avrebbe discusso personalmente con DelBene. Il tema ha animato anche la conferenza annuale organizzata a Washington, a metà settembre, dalla fondazione del Caucus. "I deputati ne parlavano apertamente ed erano furiosi", ha raccontato ad Axios uno stratega democratico.
Secondo alcuni deputati, il partito dovrebbe impegnarsi di più a sostegno dei candidati afroamericani anche alla luce della sentenza Louisiana vs Callais, con cui ad aprile la Corte Suprema ha ristretto la portata delle tutele offerte dal Voting Rights Act, la legge del 1965 contro le discriminazioni elettorali, nel ridisegno dei collegi. Dopo quella decisione, diversi Stati governati dai repubblicani hanno ridisegnato le proprie mappe elettorali, cercando proprio di sfavorire la rappresentatività delle minoranze. Clarke aveva avvertito che, nello scenario peggiore, fino a 19 membri del Caucus potrebbero finire per perdere il seggio entro le elezioni del 2028.
"Con il Black Caucus sotto attacco tra ridisegno dei collegi e soppressione del voto, è essenziale che il Partito investa sempre di più sui candidati afroamericani", ha detto ad Axios la deputata del Massachusetts Ayanna Pressley. In particolare, ha chiesto al DCCC di sostenere Justin Pearson: "È esattamente il tipo di candidato su cui il DCCC dovrebbe investire".
Collegi ridisegnati e risorse da concentrare
Il caso di Pearson illustra il dilemma. A maggio il Tennessee ha suddiviso Memphis fra tre collegi, eliminando l’unico distretto dello Stato a maggioranza afroamericana. Il nuovo 9° distretto, un tempo saldamente democratico, è così ora diventato nettamente favorevole ai repubblicani. Il deputato uscente Steve Cohen ha rinunciato a ricandidarsi e ad agosto Pearson ha vinto le primarie democratiche. A novembre, però, dovrà affrontare una battaglia molto difficile contro il senatore statale repubblicano Brent Taylor, sostenuto da Trump. Pearson aveva già denunciato l’assenza di candidati afroamericani del Sud nell’elenco di "Red to Blue".
Altri membri del Black Caucus ritengono invece che, nelle ultime settimane di campagna, il partito debba concentrare le risorse solo sulle sfide in cui ha concrete possibilità di vittoria. A loro giudizio, Pearson e Raymond Smith, candidato nel 3° distretto del North Carolina, corrono in collegi troppo favorevoli ai repubblicani per giustificare un investimento consistente.
"Jeffries, il comitato politico del Black Caucus, il DCCC e gli altri non possono assolutamente gestire male i fondi e spendere soldi in corse che non si possono vincere", ha scritto ad Axios un deputato democratico. Secondo lui, in vista delle prossime elezioni il partito dovrà reclutare meglio i candidati afroamericani nei collegi davvero contendibili, "non in quelli che vorremmo lo fossero". Da parte loro, i sostenitori di Pearson e Smith riconoscono le difficoltà, ma ribattono che il programma "Red to Blue" comprende già altre sfide ambiziose, anche in collegi che il Cook Political Report classifica come saldamente repubblicani o con una probabile vittoria repubblicana.
Jeffries difende le scelte del partito
Mercoledì Jeffries ha ricondotto la scarsa presenza di candidati afroamericani soprattutto all’esito delle primarie, spiegando che nei collegi competitivi "non si sono fatti avanti molti candidati afroamericani". Ha inoltre difeso il lavoro del DCCC a sostegno di deputate afroamericane impegnate in corse incerte, come Emilia Sykes in Ohio e Jahana Hayes in Connecticut.
"Quando sono entrato al Congresso, i membri del Black Caucus erano, credo, 38. Ora sono 62", ha detto. Un risultato che, secondo Jeffries, si deve proprio alla collaborazione fra il DCCC e il comitato politico del Black Caucus, che ha contribuito a eleggere deputati neri anche in collegi con una popolazione a larghissima maggioranza bianca. Il comitato politico del Black Caucus si è schierato al suo fianco. "Il CBC è perfettamente allineato con Jeffries", ha dichiarato il portavoce Chris Taylor.
La direttrice esecutiva del DCCC, Julie Merz, ha ricordato anche che in questo ciclo elettorale il Comitato ha avviato prima che in passato gli investimenti per coinvolgere e mobilitare gli elettori afroamericani nei collegi chiave. Ma non è la prima volta che le diverse componenti del Partito democratico contestano le scelte del DCCC. A giugno, i deputati dei gruppi ispanico e progressista avevano criticato il Comitato per una campagna pubblicitaria da 135.000 dollari condotta insieme a Jasmeet Bains, candidata moderata nelle primarie del 22° distretto della California. Entrambi i gruppi sostenevano il suo avversario, Randy Villegas, che alla fine ha vinto.
L’elenco di "Red to Blue", tuttavia, viene aggiornato regolarmente e negli ambienti democratici si parla anche della possibile inclusione di altri candidati afroamericani. Jeffries ha citato "opportunità emergenti" negli Stati del Sud grazie ai sondaggi favorevoli, mentre una fonte informata sui piani del DCCC prevede che il partito allargherà ulteriormente il numero dei collegi su cui puntare. Pochi giorni fa, il comitato aveva annunciato un investimento di 11 milioni di dollari in spot in 35 collegi, compresi alcuni di quelli ridisegnati dai repubblicani in North Carolina e Texas, e che ora sembrano essere tornati nuovamente in gioco.
