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C'è un conflitto di interessi dei consiglieri di Trump sul petrolio, la Russia e l'Ucraina
Steve Witkoff e Jared Kushner durante l’incontro con Vladimir Putin al Cremlino, a Mosca, il 5 settembre 2026. Credito: Daniel Torok / Casa Bianca — fotografia ufficiale del governo degli Stati Uniti, foto ritagliata.
Politica estera 90 min di lettura

C'è un conflitto di interessi dei consiglieri di Trump sul petrolio, la Russia e l'Ucraina

Putin ha proposto agli inviati di Trump la vendita degli asset esteri di Lukoil. In testa c'è una cordata guidata da un donatore del presidente con due gruppi di Paesi del Golfo in affari con Jared Kushner e la famiglia di Steve Witkoff.

I negoziati dell'Amministrazione Trump con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina si sarebbero estesi a un affare sul petrolio da diversi miliardi di dollari. A beneficiarne sarebbero anche imprenditori di Paesi del Golfo legati a Steve Witkoff e Jared Kushner, i due principali negoziatori americani. Lo ha rivelato il New York Times, citando 8 persone a conoscenza delle trattative. L'operazione riguardam nello specifico, le attività internazionali della compagnia petrolifera russa Lukoil e richiede il via libera di Washington e del Cremlino.

In vendita ci sarebbero giacimenti, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo, che Lukoil, la principale compagnia petrolifera privata russa, è costretta a cedere dopo le sanzioni americane. Secondo 3 fonti del giornale, il presidente russo Vladimir Putin ha sollevato la questione durante l'incontro con Witkoff e Kushner al Cremlino del 5 settembre. Ha proposto loro di concludere l'operazione per dimostrare ai russi che è possibile fare affari con gli Stati Uniti. I due negoziatori hanno risposto che ci avrebbero lavorato, vedendo nell'accordo un modo per conquistare la fiducia di Mosca e, al tempo stesso, ridurre i prezzi dell'energia globale.

Per gli acquirenti l'operazione sarebbe particolarmente redditizia: l'autorizzazione americana sottrarrebbe le attività acquistate alle sanzioni, facendone aumentare immediatamente il valore. Sebbene Lukoil sia formalmente una società privata, a Mosca la decisione spetta di fatto a Putin. Una transazione che comprende giacimenti in Camerun, raffinerie in Europa e distributori di benzina nel New Jersey dipende così, in ultima istanza, da due sole persone: Putin e Trump.

Witkoff e Kushner sostengono che la prospettiva di ristabilire i legami economici con l'Occidente possa convincere Putin ad accettare compromessi sull'Ucraina. L'Amministrazione Trump ha inoltre fatto sapere di recente di essere disposta a concludere accordi con Mosca anche prima della fine della guerra. Un alto funzionario ha confermato che i due inviati hanno contribuito direttamente a negoziare le condizioni dell'investimento federale nell'operazione, affinché prevedessero "un consistente pagamento anticipato e una partecipazione agli utili per gli Stati Uniti". Non risulta, al momento, che Kushner o Witkoff ne ricaverebbero un guadagno personale. Una portavoce di Witkoff ha dichiarato che l'inviato "non ha alcun conflitto di interessi né interessi finanziari in questa vicenda".

Il caso Lukoil
Lukoil in vendita: un affare da miliardi che dipende da Putin e Trump
Giacimenti, raffinerie e distributori vanno ceduti per effetto delle sanzioni. Che cosa si vende, chi compra e quanto tempo resta.
Che cosa si vende
Per effetto delle sanzioni, Lukoil deve cedere giacimenti, raffinerie e distributori in tre continenti
Per vendere le attività all’estero servono il via libera di Washington e quello del Cremlino.
Valore delle attività all’estero
20miliardi
di dollari
È la valutazione che Lukoil dava alle proprie attività internazionali all’inizio dell’anno. Il prezzo e la struttura dell’accordo in discussione non sono noti.
Lukoil è la principale compagnia petrolifera privata russa. Le sanzioni americane dell’ottobre 2025 la costringono a vendere gli impianti fuori dalla Russia.
Oggi le attività sono sotto sanzioni americane: Lukoil può solo trattare con i possibili compratori.
Con l’ok di Washington e del Cremlino escono dalle sanzioni e il loro valore sale subito, a vantaggio di chi le compra.
La posizione dei simboli è indicativa: l’articolo non indica i siti esatti.
Chi compra
Dietro la cordata ci sono investitori legati a Trump e ai suoi due negoziatori
Ricostruzione del New York Times. Tocca un nome per vedere i collegamenti.
Al momento non risulta che Kushner o Witkoff ne ricavino un guadagno personale. Una portavoce di Witkoff assicura che l’inviato «non ha alcun conflitto di interessi».
Le scadenze
Il tempo stringe: a fine ottobre scadono due licenze americane
Una consente di trattare la vendita, l’altra tiene aperti i distributori.
Le licenze scadono alle 00:01 di New York del giorno indicato.
I giorni che restano
Come si è arrivati fin qui
FonteNew York Times, Financial Times, Wall Street Journal; Dipartimento del Tesoro USA (OFAC), licenze generali 131J e 128C. Mappe: Natural Earth e US Census Bureau. Dati al 3 ottobre 2026.

Un donatore di Trump e i legami d'affari nel Golfo

A gennaio il fondo di investimento Carlyle aveva raggiunto un accordo preliminare, anche se non esclusivo, per acquistare gran parte delle attività di Lukoil all'estero, ma l'iter per ottenere l'approvazione americana si è arenato. Così, nei mesi scorsi è passata in testa una cordata guidata da Todd Boehly, miliardario comproprietario dei Los Angeles Dodgers. Nel dicembre 2025 Boehly ha donato un milione di dollari a MAGA Inc., il super PAC vicino a Trump ed attraverso la sua società Eldridge Industries, ha inoltre versato un altro milione per la cerimonia d'insediamento del secondo mandato dell'attuale presidente.

Boehly ha però poca esperienza nel settore petrolifero. Alla cordata parteciperebbe anche il governo americano attraverso la Development Finance Corporation (DFC), l'agenzia federale che finanzia progetti all'estero con investimenti e prestiti. Secondo il Financial Times, la DFC otterrebbe così una quota di circa il 15%. L'agenzia presenta l'operazione come un modo per rafforzare la sicurezza economica degli Stati Uniti e ridurre i prezzi dell'energia globali.

Tra i principali azionisti figurerebbe anche il conglomerato con sede in Qatar controllato dai fratelli Moutaz e Ramez Al-Khayyat, nati in Siria. Entrambi hanno finanziato l'insediamento di Trump nel 2025 e hanno poi stretto una partnership con Jared Kushner e sua moglie Ivanka Trump, figlia del presidente, per finanziare la costruzione di un complesso turistico di lusso da diversi miliardi di dollari nel sud dell'Albania. Un altro azionista sarebbe invece un fondo di Abu Dhabi controllato dallo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Emirati Arabi Uniti.

Un altro fondo dello stesso sceicco, Aryam, aveva acquistato nel gennaio 2025 il 49% di World Liberty Financial per 500 milioni di dollari, come ha rivelato il Wall Street Journal. World Liberty è la società di criptovalute della famiglia Trump, cofondata proprio da Witkoff e gestita in parte da suo figlio. Secondo il New York Times, nel 2025 ha fruttato al presidente 799 milioni di dollari. A questi proventi ha contribuito anche un'operazione da 2 miliardi di dollari: l'investimento effettuato nel 2025 nella piattaforma Binance da MGX, un altro fondo legato a Tahnoon, utilizzando USD1, la stablecoin di World Liberty.

Tahnoon supervisiona anche Lunate, uno dei principali investitori della società di investimento fondata da Kushner dopo il primo mandato di Trump. Lo sceicco è dunque, di fatto, anche un socio d'affari di Jared Kushner.

"È un intreccio allarmante e molto preoccupante", ha dichiarato al New York Times Hui Chen, ex procuratrice del Dipartimento di Giustizia ed esperta di etica e reati finanziari. "Ci si deve chiedere come l'Amministrazione stia valutando le diverse offerte. Gli interessi personali finiranno per influenzare l'esito in modo scorretto?". Anche la divisione internazionale di Lukoil, con sede in Austria, si era inizialmente affidata a un consulente vicino a Trump: Bryan Lanza, ex consigliere della sua campagna elettorale del 2024, che oggi non lavora più per la compagnia.

I dubbi del Congresso e le scadenze di ottobre

Le perplessità sul doppio ruolo dei due inviati non sono nuove. A febbraio il senatore repubblicano Thom Tillis aveva dichiarato ad ABC News che Kushner e Witkoff "non sono soggetti alla conferma del Senato né a controlli" e aveva definito "sospetto" affidare alle stesse due persone i negoziati su Ucraina, Iran e Gaza. A marzo il deputato Robert Garcia e il senatore Ron Wyden, i principali esponenti democratici rispettivamente nella Commissione Vigilanza della Camera dei Rappresentanti e nella Commissione Finanze del Senato, avevano scritto al presidente di nutrire "seri dubbi sul fatto che la Casa Bianca permetta a Kushner di usare la propria influenza per un guadagno personale".

L'accordo richiede l'approvazione del Dipartimento del Tesoro, che vigila sull'applicazione delle sanzioni. Secondo le persone coinvolte, però, le decisioni cruciali vengono prese dalla Casa Bianca. Una portavoce del Dipartimento del Tesoro, alla richiesta di commenti, ha confermato che l'Office of Foreign Assets Control (OFAC), l'ufficio responsabile delle sanzioni, "attua la politica estera decisa dalla Casa Bianca".

Anche Kirill Dmitriev, l'inviato economico di Putin, segue da vicino la vendita. Il mese scorso si è recato a New York e Washington e ha dichiarato che il "dialogo" con gli Stati Uniti prosegue "in molti ambiti, compresa l'energia". Per Trump l'accordo ha anche una motivazione economica: le raffinerie di Lukoil nei Paesi Bassi, in Bulgaria e in Romania producono gasolio e carburante per aerei, entrambi scarsi dall'inizio della guerra con l'Iran.

L'Amministrazione Trump aveva imposto sanzioni a Lukoil nell'ottobre 2025 per spingere Putin a "smettere di uccidere". Il mese successivo il Dipartimento del Tesoro aveva definito "il burattino del Cremlino" Gunvor, la società svizzera di commercio energetico con passati legami con la Russia che si era proposta di acquistare le attività, inducendola a ritirare l'offerta. All'inizio dell'anno Lukoil aveva valutato le proprie attività internazionali 20 miliardi di dollari, ma il prezzo e la struttura dell'accordo in discussione non sono noti.

Il protrarsi delle trattative ha portato il Dipartimento del Tesoro a prorogare più volte le autorizzazioni temporanee ad operare all'estero per Lukoil. Quella che consente di negoziare la vendita scade il 22 ottobre e non autorizza, da sola, a concluderla: occorre infatti un ulteriore via libera dell'OFAC. La deroga che permette alle stazioni di servizio Lukoil fuori dalla Russia, comprese quelle negli Stati Uniti, di continuare a operare scadrà invece il 29 ottobre.

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