Se alle elezioni di metà mandato del 3 novembre i democratici otterranno davvero un forte successo, il merito potrebbe non essere soltanto della mobilitazione dei loro elettori o dei repubblicani convinti a cambiare voto. L'"onda blu" potrebbe essere alimentata anche e soprattutto dagli ex elettori repubblicani che, delusi da Donald Trump, decideranno di non votare.
Il fenomeno ha già un nome: "red undertow", la "risacca rossa". L'espressione è stata proposta a settembre da Charlie Cook, analista politico e fondatore del Cook Political Report. Secondo Cook, il Partito Democratico resta, infatti, ancora fortemente impopolare: più che un'ondata di consensi a suo favore, il voto potrebbe segnare il tracollo politico di Trump, con una corrente che "trascinerà a fondo molti altri repubblicani". "Non è certo un voto a favore dei democratici. È un voto contro Trump e contro i repubblicani che lo hanno sostenuto", ha spiegato Cook ad ABC News, prevedendo un guadagno di circa 20 seggi per i democratici alla Camera.
I sondaggi mostrano, in effetti, un divario di entusiasmo tra i due elettorati, seppure contenuto. In un sondaggio nazionale del New York Times e del Siena College condotto a settembre, il 61% degli elettori democratici si è detto assolutamente certo di andare a votare, contro solo il 56% dei repubblicani. Il vantaggio dei democratici nelle intenzioni di voto passa così da 7 punti tra gli elettori registrati a 9 tra i probabili elettori. I sondaggi, però, possono sbagliare e la storicamente minore propensione dei sostenitori di Trump a rispondere alle rilevazioni potrebbe far sovrastimare il vantaggio democratico. Inoltre, gli elettori repubblicani oggi delusi potrebbero tornare a mobilitarsi se la prospettiva di una vittoria democratica diventasse più concreta.
Nel Michigan occidentale mancano i volontari
Potrebbe però anche non essere così. Il New York Times ha raccontato il fenomeno dal Michigan occidentale, a lungo roccaforte repubblicana. È la terra di Gerald Ford, tradizionalmente caratterizzata da un conservatorismo sobrio e di ispirazione cristiana, dove negli ultimi anni il movimento MAGA aveva guadagnato terreno. Ebbene nelle zone rurali del sud-ovest dello Stato si vedono più cartelli che pubblicizzano mirtilli e uova che manifesti elettorali.
I volontari non si presentano più per il porta a porta e, nelle oltre trenta interviste raccolte dal giornale, emerge soprattutto la stanchezza. Gli elettori di Trump nel 2024 citano come motivazione il prezzo della benzina, la guerra con l'Iran, il costo della spesa e delle abitazioni: alcuni, nonostante tutto, continuano a sostenerlo, ma altri non sanno se andranno a votare.
"La gente è stanca", ha ammesso Al Pscholka, repubblicano ed ex deputato alla Camera del Michigan. "Il suo continuo dividere il Paese è arrivato al punto di essere semplicemente estenuante." Doug Koopman, membro del comitato esecutivo del Partito Repubblicano della contea di Kent, ha raccontato che è ormai molto difficile trovare volontari disposti a distribuire volantini porta a porta: nella sede del partito ne restano sacchi interi. "C'è pochissima energia dalla base repubblicana", ha detto.
Segnali di arretramento del movimento MAGA emergono anche nella politica locale. Dopo la pandemia, nella contea di Ottawa i sostenitori più accesi di Trump avevano conquistato 8 degli 11 seggi del consiglio di contea, mentre le forze vicine al presidente avevano assunto il controllo del Partito Repubblicano del Michigan. Oggi l'ala MAGA conserva soltanto 3 seggi a Ottawa e ha perso posizioni anche nelle contee di Berrien e Kent.
Bob Harrison, consigliere repubblicano della contea di Berrien, ha raccontato che i dirigenti locali del movimento MAGA hanno privato gli amministratori eletti del diritto di voto sulle decisioni del partito. Quasi tutti hanno quindi abbandonato l'organizzazione locale, iniziando a raccogliere fondi autonomamente per i propri candidati. Harrison ha votato per Trump nel 2024, ma ritiene che il presidente abbia perso "il sostegno dei moderati come me, persone che riflettono, scelgono e magari votano per candidati di partiti diversi".
Anche le roccaforti repubblicane diventano contendibili
Le conseguenze di questa situazione si fanno sentire anche nelle sfide per il Congresso. Il deputato repubblicano Bill Huizenga, all'ottavo mandato alla Camera e abituato a vincere con ampi margini, sta affrontando ora "la battaglia della sua vita" contro Sean McCann, democratico centrista di Kalamazoo che dispone di cospicui fondi per la sua campagna elettorale. È la valutazione di Rob Pocock, consulente politico repubblicano in pensione. Già a giugno il Cook Political Report aveva declassato il collegio di Huizenga da "probabilmente repubblicano" a "tendenzialmente repubblicano".
Una sfida impegnativa attende anche Nancy DeBoer, deputata repubblicana alla Camera del Michigan. Il suo avversario è Joseph McClusky, dichiaratamente gay e laureato allo Hope College, un istituto universitario cristiano conservatore di Holland. "Sarei sorpreso se Joseph vincesse, ma non riesco a credere che stia andando così bene", ha detto Pocock, che insegna allo Hope College e ha avuto McClusky come studente. Nella contea di Ottawa, ha aggiunto, vede cartelli elettorali democratici nei giardini in quantità mai osservate prima.
In questo caso i sondaggi rilevano un divario di entusiasmo di pochi punti tra i sostenitori dei due candidati. Nelle sfide più equilibrate, però, anche una piccola differenza nella partecipazione al voto può decidere il risultato e rendere contendibili collegi in cui i repubblicani erano abituati a vincere senza difficoltà.
