Lo scontro tra Trump e Meloni visto dai giornali americani
I principali quotidiani statunitensi leggono la rottura con la presidente del Consiglio come il segnale del crollo dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa
Lo scontro tra il presidente Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è chiuso con la telefonata a La7 in cui il presidente americano aveva detto che la premier lo aveva "implorato" per una foto al G7 e che gli "aveva fatto pena". La vicenda ha superato i confini italiani e i principali giornali degli Stati Uniti l'hanno messa in prima pagina, raccontandola come il segno della rottura tra Washington e l'Europa.
Il Wall Street Journal scrive che la pace tra il presidente e gli alleati europei è durata poco e che la tregua tra Stati Uniti ed Europa è già crollata. Il quotidiano ricorda che Meloni era stata una delle politiche più vicine a Trump nel continente e che adesso lo accusa di trattare gli avversari dell'America meglio dei suoi alleati.
Meloni ha replicato con un video sui social definendo le parole del presidente "completamente inventate" e aggiungendo che "io e l'Italia non imploriamo mai". Lo strappo ha avuto conseguenze diplomatiche immediate. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato la missione a Miami, dove avrebbe dovuto incontrare il segretario di Stato Marco Rubio a un forum economico tra Italia e Stati Uniti, evento poi cancellato. I ministri italiani diserteranno anche il ricevimento per il 4 luglio organizzato dall'ambasciata americana a Roma.
In un'intervista alla NBC, una delle principali reti televisive americane, il presidente ha rincarato la dose dicendo di non volere Meloni come sua "fan", perché non era stata al fianco degli Stati Uniti, "insieme al gruppo NATO", sulla questione dello Stretto di Hormuz, un riferimento al mancato sostegno italiano durante la guerra contro l'Iran.
Il Washington Post ricorda che in Europa Meloni era stata soprannominata la "Trump whisperer", la sussurratrice di Trump, per la capacità di dialogare con il presidente americano quando gli altri leader europei non ci riuscivano. I due avevano costruito un rapporto stretto tra Mar-a-Lago e la Casa Bianca e Meloni era stata l'unica leader europea presente alla cerimonia di insediamento del secondo mandato del presidente.
Il punto di rottura è stata la guerra contro l'Iran. Come molti leader europei, Meloni aveva preso le distanze da Trump dopo l'attacco americano, impopolare in Europa per i danni economici e l'aumento dei prezzi del carburante seguiti alla chiusura dello Stretto di Hormuz. L'Italia aveva negato agli aerei militari americani l'uso della base di Sigonella, in Sicilia, e Meloni aveva descritto la guerra come fuori dal diritto internazionale.
Le tensioni erano esplose ad aprile, quando Trump aveva attaccato Papa Leone XIV per la sua opposizione alla guerra contro l'Iran. Meloni aveva definito quelle parole "inaccettabili" e il presidente aveva risposto criticando lei e l'Italia per non aver sostenuto a sufficienza gli Stati Uniti nel conflitto.
Il New York Times scrive che il rapporto, già traballante, sembra essere "caduto da un precipizio". Secondo i giornali americani lo scontro lascia il presidente con pochi alleati in Europa, soprattutto dopo la sconfitta elettorale del primo ministro ungherese Viktor Orban ad aprile. Per mesi Trump aveva attaccato altri leader europei come il britannico Keir Starmer e il francese Emmanuel Macron, mentre Meloni era rimasta un'eccezione.
Trump ha spesso descritto rivali e interlocutori come supplicanti che lo "implorano". Aveva detto che l'ex candidato repubblicano alla presidenza Mitt Romney lo aveva "implorato" per diventare segretario di Stato e che il governatore della Florida Ron DeSantis lo aveva "implorato" per ottenere il suo appoggio. Nelle trattative sui dazi aveva descritto i governi stranieri come pronti a supplicarlo, "la prego, signore, facciamo un accordo".
La solidarietà a Meloni è arrivata più dagli avversari di Trump che dai suoi alleati. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez le ha offerto "piena solidarietà" e il ministro della Difesa belga Theo Francken ha scritto che la Casa Bianca dovrebbe lasciarla in pace.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha detto che con le sue uscite il presidente sta rovinando i rapporti storici tra Stati Uniti ed Europa, danneggiando "non solo l'Europa ma soprattutto gli Stati Uniti". Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto di non riuscire a immaginare Meloni chiedere una foto a qualcuno "neanche sotto minaccia".
Uscendo dal Consiglio europeo a Bruxelles, Meloni ha detto di essere preoccupata e di non credere che la vicenda sia finita. Lo scontro ha portato i rapporti tra Roma e Washington al punto più basso degli ultimi anni.