L'estate della vendetta
Il presidente usa i poteri dell’esecutivo per epurare funzionari, avviare indagini e intimidire oppositori. Tra i bersagli, la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook, l’ex consigliere per la sicurezza John Bolton e l’ex vicepresidentessa Kamala Harris.

Donald Trump non ha perso tempo. Da quando è tornato alla Casa Bianca, il presidente ha trasformato le promesse di vendetta fatte in campagna elettorale in azioni concrete, colpendo avversari politici, funzionari federali e persino istituzioni tradizionalmente indipendenti dall’esecutivo. Come scrive Bloomberg, negli ultimi mesi, il suo obiettivo sembra essere chiaro: eliminare chiunque ostacoli il suo programma o rappresenti un simbolo delle battaglie legali e politiche che lo hanno segnato negli anni scorsi.
Lo scorso venerdì, l’FBI ha perquisito la casa di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale diventato uno dei suoi critici più feroci. Nonostante l’amministrazione abbia giustificato l’operazione con presunte irregolarità nella gestione di documenti classificati, l’episodio è stato interpretato come un ulteriore segnale di escalation. Trump ha negato ogni coinvolgimento diretto, ma l’azione si inserisce in un pattern ben preciso: l’uso sistematico del potere presidenziale per colpire chi si è opposto a lui.
La Fed sotto attacco: Lisa Cook e la battaglia per il controllo della banca centrale
La mossa più clamorosa è stata la rimozione di Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve. Secondo l’amministrazione, Cook avrebbe falsificato domande per mutui ipotecari. I critici, però, vedono nella decisione un attacco diretto all’indipendenza della banca centrale. Cook, nominata da Joe Biden, ha spesso votato a favore del mantenimento dei tassi di interesse, in linea con il presidente della Fed Jerome Powell, da sempre nel mirino di Trump per la sua politica monetaria. Con la sua uscita, il presidente ottiene una maggioranza di nominati fedeli nel consiglio della Fed, un obiettivo a lungo inseguito. “Stanno pagando tassi di interesse troppo alti”, ha dichiarato Trump il 26 agosto, lasciando intendere che la sua vera motivazione fosse il desiderio di influenzare le decisioni economiche del paese.
La decisione è senza precedenti: nessun presidente, da Richard Nixon in poi, aveva mai tentato di licenziare un membro del consiglio della Fed. Lisa Cook ha presentato ricorso, sostenendo che le accuse siano un pretesto per un “colpo di mano” che rischia di destabilizzare l’economia statunitense. La Corte Suprema aveva già segnalato, in una sentenza precedente, che la Fed dovrebbe essere protetta da rimozioni arbitrarie, ma il caso di Cook metterà alla prova questa posizione.
Epurazioni nel settore sanitario e nei trasporti
Il presidente non si è fermato alla Fed. Nell'ultima settimana ha licenziato Susan Monarez, direttrice dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), dopo uno scontro con il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. sulla politica vaccinale. Trump, che ha sempre criticato la gestione della pandemia da parte delle istituzioni sanitarie, ha scelto Kennedy — noto scettico sui vaccini — per guidare una riforma radicale del sistema. Monarez, in carica da poche settimane, è stata rimossa dopo aver difeso le linee guida tradizionali sui vaccini, contrarie alla visione dell’amministrazione.
Anche il settore dei trasporti è finito nel mirino. Un regolatore ferroviario democratico, contrario a una fusione tra Norfolk Southern e Union Pacific, è stato sostituito mentre il governo valuta il via libera all’operazione, che sarebbe la più grande nella storia del settore. Un altro bersaglio è stato il capo dell’Ufficio di statistica del lavoro, licenziato dopo la pubblicazione di un rapporto sull’occupazione giudicato sfavorevole.
La revoca della scorta a Kamala Harris e le minacce a Christie e Soros
Trump ha inoltre deciso di porre fine alla protezione del Secret Service per l’ex vicepresidente Kamala Harris, sua avversaria alle elezioni del 2024. Normalmente, la scorta per un ex vicepresidente dura sei mesi dopo la fine del mandato, ma Biden aveva esteso la misura fino al 2026. La mossa è stata letta come un gesto simbolico, ma non privo di significato politico.
Non sono mancate le minacce. Il presidente ha annunciato indagini su Chris Christie, ex governatore repubblicano del New Jersey e suo ex alleato, e sul miliardario democratico George Soros. Secondo Trump, le prossime vittime della sua “caccia ai criminali” potrebbero essere città e Stati governati da possibili candidati democratici alle presidenziali del 2028.
Indagini su Schiff, James e il “complotto russo”
L’amministrazione ha avviato inchieste su figure chiave dell’opposizione. Tra queste, il senatore democratico Adam Schiff, che guidò il primo processo di impeachment contro Trump, e la procuratrice generale di New York Letitia James, che ha ottenuto una condanna per frode civile contro la sua azienda. Il Dipartimento di Giustizia ha inoltre riaperto il caso sull’interferenza russa nelle elezioni del 2016, definita da Trump una “bufala”.
Un presidente che non perdona
Le radici di questa strategia affondano negli anni passati. Trump non ha mai digerito le inchieste che lo hanno coinvolto: dall’indagine sulla presunta collusione con la Russia al processo per i documenti classificati a Mar-a-Lago, dalle accuse di interferenza elettorale in Georgia a quella per frode fiscale a New York. “Sono incriminato per voi”, ripeteva ai suoi sostenitori durante i comizi, presentandosi come vittima di una caccia alle streghe politica.
John Bolton, che ha definito la presidenza Trump una “presidenza della vendetta”, è uno dei simboli di questa stagione. Dopo aver pubblicato un libro in cui lo descriveva come “inadatto” alla carica, Bolton ha visto revocata la propria scorta e ora si trova al centro di un’inchiesta per presunta gestione illecita di documenti riservati. “È già venuto a prendersi me e altri”, ha dichiarato recentemente a ABC News.
La giustificazione della Casa Bianca
Per la portavoce Karoline Leavitt, le azioni del presidente sono giustificate: “Se stai portando avanti la visione e le promesse fatte agli elettori, non hai nulla da temere”. Un altro funzionario ha sottolineato che Cook è accusata di frode, Monarez non era in linea con le priorità dell’amministrazione e Harris ha goduto della stessa protezione dei suoi predecessori.
Ma per gli osservatori, come lo storico presidenziale Doug Brinkley, si tratta di un messaggio chiaro: “Vuole far sapere a tutti nell’amministrazione che chi si oppone paga un prezzo”. Jed Shugerman, professore di diritto a Boston, avverte: “Quello che sta accadendo in sei mesi va oltre quanto molti immaginavano. L’attacco a Lisa Cook non è solo contro la Fed, ma contro l’equilibrio dei poteri”.