Le primarie del Michigan diventano un test sul futuro del Partito democratico
Tre candidati per il seggio al Senato lasciato da Gary Peters dividono i democratici tra sinistra radicale, riformismo moderato ed establishment di partito
Le primarie democratiche per il seggio al Senato del Michigan si stanno trasformando in una delle competizioni più contese del Paese e in un banco di prova sulla direzione futura del partito. Il senatore uscente Gary Peters non si ricandida e tre candidati con profili molto diversi puntano alla nomination: la senatrice statale Mallory McMorrow, l'ex direttore della sanità della contea di Wayne Abdul El-Sayed e la deputata di Detroit Haley Stevens. Ciascuno rappresenta una corrente diversa del partito e l'esito del voto rivelerà come la base democratica intende presentarsi alle elezioni di metà mandato.
Secondo il modello previsionale dell'Economist i democratici hanno buone possibilità di conquistare la maggioranza al Senato, ma per farlo dovranno vincere in Maine e in due Stati a guida repubblicana dove il presidente Donald Trump ha vinto comodamente nel 2024. Perdere il Michigan, che nel 2024 ha scelto Trump per appena l'1,4%, comprometterebbe l'intera operazione. Il modello indica un margine atteso di circa sette punti per i democratici, ma la scelta del candidato può ribaltare questa proiezione.
Haley Stevens è la candidata dell'establishment. Già a Washington come deputata di un distretto a nord di Detroit, ha come principale sostenitore Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al Senato, e la sua macchina politica. Dietro Schumer c'è AIPAC, il gruppo di pressione filoisraeliano. La lista di endorsement che ha raccolto è lunghissima, ma la sua campagna è silenziosa: pochissimi eventi pubblici e fischi al congresso statale del partito il mese scorso.
Mallory McMorrow ha invece scelto un profilo più visibile. È diventata nota a livello nazionale nel 2022 con un discorso di risposta a un collega repubblicano che l'aveva definita "groomer" per il suo sostegno ai diritti delle persone gay e trans. Oggi si presenta come una tecnocrate per le politiche pubbliche, distante dalla guerra di trincea fra schieramenti. Sostiene che se i "repubblicani MAGA" verranno sconfitti riemergeranno i repubblicani più moderati e tradizionali. La sua base è composta dai democratici che si considerano progressisti pragmatici. Tra i suoi sostenitori c'è la senatrice Elizabeth Warren.
Abdul El-Sayed è il candidato più radicale. Figlio di immigrati egiziani, ha studiato medicina all'Università del Michigan ma è passato alla sanità pubblica senza completare il tirocinio clinico, pur continuando a definirsi "medico". Propone l'assistenza sanitaria universale, la fine degli aiuti militari a Israele e il divieto dei finanziamenti politici da parte delle aziende. Il principale problema della politica americana, sostiene, è il sistema che permette a grandi imprese, miliardari e lobby di comprare i politici. Il suo sponsor più importante è il senatore Bernie Sanders.
Storicamente l'elettorato delle primarie democratiche in Michigan è stato più anziano, più bianco e più femminile della media e ha respinto i candidati radicali. Nel 2018 lo stesso El-Sayed si era candidato a governatore ed era stato battuto di ventidue punti percentuali da Gretchen Whitmer, una democratica più tradizionale. A 41 anni El-Sayed ha trascorso quasi tutta la carriera in incarichi politici senza mai aver vinto un'elezione.
L'elettorato però potrebbe essere cambiato. Gli eventi di El-Sayed, tra cui un comizio con Sanders il 3 maggio, raccolgono folle numerose. I suoi sostenitori ritengono che il partito sia ostaggio dei grandi donatori, fuori contatto con la base e non meritevole del potere. McMorrow e Stevens contano invece sui democratici meno arrabbiati con la propria parte politica.
L'incognita della corsa è AIPAC. McMorrow ed El-Sayed si aspettano un'ondata di spot negativi pagata dal gruppo. La preferenza naturale di AIPAC dovrebbe andare a Stevens. McMorrow, sposata con un uomo ebreo, ha definito «un abominio» ciò che Israele ha fatto a Gaza e in Libano, ma ha anche detto di temere che parte dell'elettorato non sia «anti-Netanyahu, ma anti-ebraica». El-Sayed ha invece partecipato a iniziative pubbliche con Hasan Piker, streamer di Twitch che ha elogiato Hamas, pur prendendo le distanze da molte delle sue posizioni.
L'influenza di AIPAC non è però scontata. In una primaria per un'elezione speciale in New Jersey, all'inizio di quest'anno, Analilia Mejia, un'altra populista di sinistra appoggiata da Sanders, ha battuto un critico moderato di Israele attaccato proprio dal gruppo. Quel seggio alla Camera, però, era considerato sicuro per i democratici. In Michigan la posta è diversa: il timore dell'establishment democratico è che gli elettori delle primarie scelgano un candidato di sinistra radicale considerato non eleggibile, mettendo a rischio l'intera campagna per la maggioranza al Senato.