La Gen Z americana è divisa politicamente in due tra
I maschi tra i 23 e i 29 anni si stanno spostando verso i democratici, mentre i diciottenni restano vicini a Trump. Le ragazze più giovani sono il gruppo più progressista in assoluto.
La Generazione Z non vota in modo uniforme e i sondaggi più recenti mostrano una frattura netta al suo interno, con i membri più grandi e quelli più giovani che si muovono in direzioni politiche opposte. Lo Yale Youth Poll della primavera 2026, ripreso dall'Atlantic, rileva che circa il 70 per cento dei giovani adulti disapprova l'operato del presidente Trump. Tra i maschi sotto i 30 anni il presidente ha perso consensi rispetto al sondaggio dello stesso istituto dell'autunno 2025, ma i dati rivelano una linea di demarcazione precisa: nella fascia 23-29 anni il sostegno ai democratici è cresciuto di 14 punti percentuali, mentre tra i 18-22enni è calato di un punto, nonostante anche in questo gruppo l'approvazione di Trump sia leggermente diminuita. Le donne della fascia più giovane sono invece il segmento più progressista dell'intera popolazione, più a sinistra anche delle coetanee di poco più grandi.
La Generazione Z comprende chi è nato tra il 1997 e il 2012 e i ricercatori che la studiano hanno iniziato a dividerla in due sottogruppi. Rachel Janfaza, che si occupa di questa fascia d'età, parla di Gen Z 1.0 e 2.0, mentre la ricercatrice Meghan Grace usa le definizioni di Big Zs e Little Zs. La differenza non è soltanto anagrafica ma riguarda esperienze formative profondamente diverse. I Big Zs hanno usato i cellulari tradizionali prima dello smartphone, hanno consultato riassunti online per i compiti scolastici e nel 2020 erano già all'università o si erano appena laureati. I Little Zs sono cresciuti con gli smartphone e con gli algoritmi di TikTok, hanno potuto usare l'intelligenza artificiale per scrivere i temi al liceo e quando è arrivato il Covid erano alle medie o al liceo, costretti in casa proprio nel momento in cui avrebbero dovuto stringere nuove amicizie e vivere le prime esperienze sentimentali.
Patrick Egan, docente di politiche pubbliche alla New York University, ha spiegato all'Atlantic che durante l'adolescenza e la prima età adulta le convinzioni politiche sono in fase di cristallizzazione e tutto ciò che circonda i giovani contribuisce a plasmarle: la famiglia, il quartiere ma anche lo stato del mondo in quel preciso momento storico. Egan cita l'esempio della Generazione X, che si è formata politicamente durante la presidenza popolare di Ronald Reagan a metà degli anni Ottanta e che ancora oggi tende a essere più repubblicana rispetto ad altre generazioni.
I Little Zs hanno mal sopportato le lezioni su Zoom e la cancellazione dei balli di fine anno e potrebbero aver apprezzato che molti repubblicani criticassero le chiusure delle scuole, gli obblighi di mascherina e parlassero di libertà individuale. Secondo Egan questa frustrazione verso chi prendeva decisioni ha alimentato un impulso anti-establishment particolarmente forte tra i più giovani della Generazione Z, meno legati ai modi tradizionali in cui ragionano sulla politica anche le persone di poco più grandi. Molti di loro apprezzano che Trump si presenti come un outsider che infrange le regole, nonostante sia al suo secondo mandato presidenziale.
La mentalità MAGA ha parlato in particolare ai maschi più giovani della Generazione Z. Meghan Grace ha osservato che molti repubblicani hanno messo su un piedistallo un certo modello di mascolinità proprio nel periodo in cui questi ragazzi stavano sviluppando la propria identità. I leader del partito sono apparsi nei podcast rivolti a un pubblico maschile e hanno stretto collaborazioni con la Ultimate Fighting Championship, trasmettendo il messaggio che la loro voce contava ed era benvenuta nel campo conservatore. Oggi questi ragazzi sono usciti dal liceo e si chiedono come guadagnarsi da vivere. Secondo Egan vedono che la crescita dell'occupazione avviene soprattutto in settori tradizionalmente femminili come sanità, commercio al dettaglio e servizi sociali, piuttosto che nel manifatturiero, e continuano ad ascoltare Trump che promette di risolvere i problemi dell'economia.
Le donne dei Little Zs sono state attratte solo in parte dal messaggio repubblicano, che pure ha intercettato le loro ansie economiche, il trauma del Covid e la frustrazione verso lo status quo. La sentenza Dobbs del 2021, che ha cancellato le tutele costituzionali sull'aborto, ha rappresentato un colpo particolarmente duro per le donne oggi poco più che ventenni. Grace e la collega Corey Seemiller studiano da anni l'ideologia politica della Generazione Z e nel 2021 avevano già individuato uno spostamento a destra dei maschi più giovani rispetto ai Big Zs, ma non avevano registrato cambiamenti significativi tra le donne. Dopo Dobbs le giovani donne si sono spostate decisamente a sinistra.
Il divario di genere all'interno della Generazione Z è particolarmente pronunciato tra i più giovani. Egan ha dichiarato all'Atlantic che, almeno in base ai risultati del sondaggio di Yale, questa divergenza potrebbe essere più marcata di quanto chiunque si aspettasse e potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo sulle prossime elezioni ma anche sulle relazioni interpersonali. Grace e Seemiller hanno intervistato giovani donne e tra quelle che non intendono sposarsi un terzo ha indicato come motivazione la paura di perdere la propria indipendenza.
Le convinzioni dei più giovani non sono però definitive. Egan osserva che diverse figure politiche, indipendentemente dal partito, potrebbero ancora rispondere al loro senso di impotenza, allo scetticismo verso le élite e alla ricerca di autenticità. Lo stesso elettore giovane oggi parla con entusiasmo non solo di Trump ma anche di Zohran Mamdani, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez. Secondo Egan oggi un ventenne ha accesso a una pluralità di voci enormemente superiore rispetto a quando lui stesso era giovane, attraverso TikTok, CNN, Fox News e il Congresso, e può trovare messaggi che parlano direttamente al suo senso di precarietà e instabilità.
Se Trump continuerà a non mantenere le promesse elettorali, anche i maschi più giovani della Generazione Z potrebbero rivolgersi altrove. Le elezioni di metà mandato sono vicine e, sebbene storicamente i giovani non partecipino in massa al voto, Grace ha ricordato che nel 2018 e nel 2022 la Generazione Z aveva fatto registrare un'affluenza notevole per la sua fascia d'età.